Incidenti stradali: serve un codice europeo per le lesioni gravi

La Commissione europea spinge su un protocollo standard che aiuti a pianificare strategie efficaci nella riduzione dei feriti gravi

4 aprile 2013 - 7:00

La sicurezza stradale in Europa è sensibilmente migliorata negli ultimi 10 anni con una riduzione degli incidenti mortali di oltre il 44%. Tuttavia la regressione non è stata ugualmente positiva per gli incidenti che provocano feriti gravi (-25%). La causa del traguardo mancato sta nell'assenza di un unico strumento di valutazione inequivocabile nell'Unione Europea. Con la definizione di un “sistema a punti”, gli Stati membri potranno fornire stime molto più precise su cui costruire mirate azioni per la riduzione delle vittime della strada.

DIFFICILE DARE UN NUMERO ESATTO – Da una nota dell'ETSC, il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti, emerge che la Commissione Europea valuterà presto alcune proposte per ridurre sensibilmente il numero di persone che subiscono infortuni in strada. Prima però è indispensabile definire un modo efficace per contare le persone che riportano ferite gravi e disabilità temporanee o permanenti a seguito di un incidente. “La definizione comune è il primo passo per affrontare il numero eccessivamente elevato di feriti gravi sulle strade dell'UE. Sappiamo che la velocità, alcol e droghe e mancato uso delle cinture di sicurezza sono le tre principali cause di morte sulle strade. Ma questi fattori di rischio non solo uccidono, ma feriscono, mutilano e mettono in pericolo “, ha dichiarato Antonio Avenoso, direttore esecutivo ETCS. “Inoltre, i progressi per ridurre le lesioni gravi sulle strade sono stati più lenti rispetto al dato corrispondente per le vittime della strada”, ha aggiunto Avenoso.

10 FERITI PER OGNI VITTIMA – Il problema dei feriti gravi produce anche dei costi economici elevati, come spiega il Commissario europeo per i Trasporti, Siim Kallas, che confronta i dati degli ultimi due anni. “Il 2012 è stato un anno di riferimento con il minor numero di vittime della strada da quando abbiamo iniziato a fare stime, con una riduzione del 9% del numero di vittime della strada rispetto al corrispondente dato del 2011. – ha continuato Kallas – “Per ogni vittima della strada, però, vi è un numero stimato di dieci feriti gravi, che portano enormi costi economici”. Nel 2011 sono state registrate 1,5 milioni di persone ferite sulle strade europee che si traducono in un costo socioeconomico di circa il 2% del PIL europeo ogni anno. Su 1,5 milioni circa 250 mila sono state segnalate come feriti gravi, contemplando anche un elevato rischio di trasmettere dati inesatti e parziali al Database Europeo degli Incidenti Stradali.

SISTEMA A PUNTI – La soluzione definitiva sta nell'adozione di un protocollo basato su criteri medici, l'AIS (Abbreviated Injury Scale). Il codice già utilizzato da medici professionisti si basa sull'anatomia per classificare e descrivere la gravità dei singoli infortuni, in particolarmente degli infortuni traumatici. Il corpo è suddiviso in sei aree alle quali è associato un punteggio (da 1 a 6) in base alla minaccia per la vita del ferito. Resta solo da definire il canale attraverso cui saranno raccolti i dati tra tre possibili proposte: combinando i rilievi della polizia e i registri ospedalieri, basando le stime solo sui registri ospedalieri oppure utilizzando solo i dati della polizia ma applicando un coefficiente nazionale per correggere eventuali sotto-segnalazioni. Si prevede che tutti gli Stati membri si adegueranno al nuovo protocollo entro il 2014, permettendo di pianificare i nuovi obiettivi di riduzione degli incidenti per il periodo 2015-20.

1 commento

Felice
15:32, 4 aprile 2013

Quello che manca è un'aggregazione informatica sicura dei dati degli incidenti stradali rilevati dalle Polizie, perseverare con le prescrizioni ignorando le esigenze operative di chi è alla fonte del dato vanificherà qualsiasi iniziativa.

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