Incidente Paul Walker, arriva l'accordo tra Porsche e la figlia dell'attore

Dopo quasi quattro anni dall'incidente, ci si avvicina alla conclusione della vicenda Walker-Porsche. Nessun dettaglio sulle cifre dell'accordo

 
Incidente Paul Walker, arriva l'accordo tra Porsche e la figlia dell'attore Dopo quasi quattro anni dall'incidente

Dopo quasi quattro anni dall'incidente, ci si avvicina alla conclusione della vicenda Walker-Porsche. Nessun dettaglio sulle cifre dell'accordo

27 Ottobre 2017 - 08:10

Comincia a calare il sipario su una delle vicende più scure e tristi per gli appassionati. A quattro anni dall'incidente in cui perse la vita Paul Walker a bordo di una Porsche Carrera GT, guidata dall'amico Roger Rodas, la figlia dell'attore Meadow Walker ha trovato un accordo con la Casa di Stoccarda, la cui cifra non è stata divulgata. Si chiude così anche il terzo procedimento avviato contro Porsche, dopo quello del padre dell'attore Paul William Walker III e la moglie di Rodas Kristine. Le cause iniziali dell'incidente sono stati ritrovate nell'elevata velocità e nel cattivo stato degli pneumatici, anche se, almeno secondo i legali della famiglia Walker, alla base dell'incidente vi sono alcune negligenze nello sviluppo e messa in sicurezza della SuperCar.

UNA SERIE DI CAUSE ALLA BASE DELLA TRAGEDIA La morte di Paul Walker è forse stato uno degli episodi più sentiti da parte dell'opinione pubblica negli ultimi anni. Tanti ne hanno parlato, in pochi hanno capito veramente cosa sia successo quel 30 novembre 2013, quando persero la vita Paul Walker, protagonista nella saga di Fast & Furious, e il suo amico Roger Rodas. In questi anni abbiamo letto di accuse rimbalzate da l'una all'altra parte, con gli inquirenti e Porsche che vedono nell'eccesiva velocità – la vettura viaggiava ad oltre 160 km/h in un tratto dove i limiti erano di 70 – e nel cattivo stato di manutenzione dell'auto le vere cause. Dall'altra parte i parenti delle vittime, il padre di Walker, la figlia e la moglie di Rodas, che hanno evidenziato come la Carrera GT avesse alcune lacune dal punto di vista della sicurezza.

LE ACCUSE VERSO PORSCHE Il circo mediatico attivato dalla notizia, con una miriade di siti pronti a “banchettare” sulla faccenda – per il quale vi rimandiamo alla riflessione del nostro direttore – ha messo sotto la lente d'ingrandimento l'operato di Porsche, anche alla luce delle tre cause avviate contro la Casa tedesca. Secondo gli avvocati di Meadow Walker, le lacune di Porsche nello sviluppo della Carrera GT, e che riguardavano principalmente aspetti di sicurezza, sono state alla base della morte dell'attore. La Carrera GT è una SuperCar di Porsche – pensate che il propulsore era nato per la Formula 1 – prodotta tra il 2003 e il 2006 sulla quale non era disponibile il controllo di stabilità, rinforzi laterali e una linea di fuga per il combustibile – qui il nostro approfondimento – accorgimenti disponibili su altre vetture della Casa tedesca dell'epoca.

RISARCITI 2 SU 3 A quasi quattro anni esatti dall'incidente, si potrebbe dire che la vicenda è ormai chiusa, con l'accordo trovato tra Porsche e la figlia dell'attore. Non sono stati divulgati i termini economici, quel che è certo è che la cifra che verrà versata nelle casse di Meadow Walker, oggi diciottenne, si andrà a sommare ai 10,1 milioni ricevuti dalla famiglia Rodas – qui il nostro approfondimento – e ai 25 milioni ereditati dal padre. Risarcimento versato anche al padre di Walker, protagonista di una seconda causa, mentre, per quanto riguarda la terza causa, quella mossa dalla moglie di Rodas, l'alta velocità e il cattivo stato di manutenzione sono state ritenute le cause dell'incidente. Le azioni di Porsche, con i risarcimenti nei confronti della famiglia Walker e il mancato accordo con quella Rodas, fanno pensare che effettivamente la Carrera GT nutrisse di qualche criticità nei punti evidenziati dall'accusa, ma ciò non toglie che se l'auto avesse viaggiato entro i limiti consentiti – pensate che nel solo 2016 si sono contate circa 3.000 vittime nella sola Italia – e meccanicamente in condizioni ottimali, probabilmente avremmo ancora tra noi l'attore americano e il suo amico.

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