Incidente: la mania di fare foto e video

Milano: donna investita sotto il bus. La gente fa foto e video con telefonino...

26 luglio 2013 - 8:00

L'episodio che fa riflettere si verifica qualche ora fa a Milano: una donna viene investita da un bus, e i passanti fanno foto e video con lo smartphone.

L'INCIDENTE MORTALE – Una donna di 42 anni è morta mercoledì mattina investita da un autobus in viale Padova, a Milano. L'incidente è avvenuto intorno alle 10,40 all'altezza di via Arici e subito – intorno al cadavere – si è formata una folla di persone armate di cellulare. Per scattare foto al corpo della donna, o girare un video-ricordo. Le modalità del sinistro sono in fase di accertamento. L'autista del bus 51, in evidente stato di choc, è stato trasportato all'ospedale di Sesto San Giovanni. L'Azienda dei Trasporti Milanesi ha aperto una inchiesta. “L'Atm – spiega l'azienda – esprime il proprio cordoglio e il profondo dolore per questo tragico incidente e rimane a disposizione delle Forze dell'ordine per tutti gli accertamenti”.

UN BRUTTO VIZIO – Quello di scattare foto e girare video con lo smartphone, in caso di incidente, è una mania dilagante. Sono comportamenti che si vedono sempre più di frequente. A che cosa servono, in concreto? A nulla. Il cellulare, in quelle situazioni, va utilizzato solo per allertare i soccorsi: Forze dell'ordine, ambulanza, Vigili del fuoco. Al massimo, saranno gli interessati a immortalare la scena per eventuali controversie in materia di risarcimento assicurativo. Oltretutto, si manca di rispetto verso il ferito coinvolto nel sinistro: si dovrebbe chiedere a lui se, in quel momento, desidera essere protagonista di un foto-video-racconto. Peggio ancora se c'è un morto: occorre avere la sensibilità adatta al momento.

GIOCHI PERICOLOSI – Senza contare, come denuncia anche Maurizio Caprino sul blog Strade sicure, che fare una foto o un video della scena del sinistro rappresenta un pericolo per la sicurezza stradale. Qualche giorno fa, dopo un incidente in autostrada, “quasi tutti si sono trasformati in reporter scendendo dalle auto armati di telefonino, ma si sono dimenticati di tutte le precauzioni da prendere, perché l'autostrada non è il giardino di casa. Anche perché arrivavano sulla corsia di emergenza altre pattuglie e le ambulanze per i feriti, quindi non era il caso di esporsi a pericoli, ma solo di aprire gli sportelli (e al limite di scendere ma standovi accanto) per non soffocare nelle lamiere sotto il sole. Significativo, a un certo punto, l'urlo di un agente: ‘Vada in macchina, lei!'. Inoltre, chi viaggiava sulla corsia più a destra avrebbe dovuto ricordarsi di fermarsi con le ruote sinistre sulla striscia divisoria di corsia, per lasciare il maggior spazio possibile a chi passa sulla corsia di emergenza (lo impone anche il Codice della strada). E invece niente. Anzi, la corsia d'emergenza era intasata da motociclisti che saltavano la coda. Che fossero harleysti, filo-giapponesi, bmwisti o semplicemente scooteristi, nulla importava: nessuno che restasse al proprio posto”.

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