In USA i SUV sono sempre più sicuri ma aumentano i rischi con le citycar

Secondo l'ultimo studio dell'IIHS ci sono ben nove auto a indice di mortalità zero e i progressi dei sistemi di sicurezza sono evidentissimi

11 febbraio 2015 - 18:04

Tra le tante ricerche effettuate dall'IIHS (Insurance Institute for Highway Safety), cioè uno degli enti pubblici americani che si occupano della sicurezza stradale, quella di cui vi parliamo oggi è molto interessante perché lega sia la qualità che l'età dell'auto all'eventuale coinvolgimento in più o meno incidenti stradali (qui parliamo del loro costo sociale). Secondo IIHS, infatti, le possibilità di avere un incidente su un'automobile appena uscita sul mercato sono scese di oltre un terzo negli ultimi tre anni. In particolare, tra i modelli commercializzati nel 2011 ce ne sono ben nove che possono vantare un indice di incidentalità pari a zero. In ogni caso, il distacco tra le vetture più sicure e quelle maggiormente a rischio rimane ampio e ce ne sono ben tre che hanno superato il valore dei cento incidenti per milione di veicoli immatricolato.

LE AUTO SI EVOLVONO, GLI AUTOMOBILISTI NO – In questo scenario è basilare il continuo miglioramento delle tecnologie di sicurezza, che sono le principali responsabili della diminuzione dei rischi di incidenti. Anche nello specifico, considerando un periodo più ampio dal 1985 al 2012, il discorso non cambia: l'avvento di strutture più rigide e a deformabilità programmata, l'addizione costante di equipaggiamenti di sicurezza e la loro evoluzione (qui parliamo dei crash test IIHS), sono stati il motivo più importante della diminuzione dei rischi nell'arco di tempo compreso tra il 1993 e il 2006. Queste statistiche tengono ovviamente conto di tutte le altre cause di incidenti fatali e dimostrano, per esclusione, che l'errore umano è sempre al centro di ogni scontro, confermandosi come il problema più difficile da affrontare e da risolvere.

MENO MORTI SULLE STRADE AMERICANE – Andando sul concreto, si pensi che nel 2012, in tutti gli Stati Uniti, si sarebbero verificati 7.700 decessi in più, se la tecnologia delle auto fosse rimasta quella del 1985. Ma ci sono altri numeri che spiegano ancora meglio quello di cui stiamo parlando. Considerando l'indice di decessi per milione di veicoli, questo valore nel 2009 (riferito a auto model year 2008) era in media di 48, mentre nel 2012 (riferito ai model year 2011) è sceso a 28. Si tratta senza dubbio di un ottimo miglioramento, ma la IIHS specifica che questo dato è stato sicuramente influenzato dalla crisi economica, che ha portato gli automobilisti americani a percorrere meno chilometri negli ultimi anni. Ad ogni modo, l'IIHS compila le stesse statistiche dal 1989, considerando i decessi dei guidatori sui singoli modelli di auto, mentre i passeggeri non sono inclusi perché la loro presenza non è sempre certa.

I SUV NON SI RIBALTANO PIU' – L'evoluzione della sicurezza delle auto è comunque evidente, perché otto anni fa non esistevano modelli a indice zero, mentre adesso ce ne sono ben nove. Dieci anni fa, poi, i SUV erano i veicoli più a rischio a causa della loro propensione al ribaltamento, mentre oggi l'indice di incidenti dovuti a questo fenomeno è sceso fino a 5 per ogni milione di veicoli. Ma c'è di più, perché con la drastica diminuzione di questo rischio, i SUV possono far valere la loro maggiore stazza, tanto che il loro indice di incidentalità globale è il più basso rispetto agli altri tipi di auto. Al contrario, la classifica degli indici di incidentalità più alti è dominata dalle vetture più piccole (ne parliamo qui).

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