In una lettera anonima tutto il malessere della rete Fiat

Molti concessionari vivono tempi difficili. Il documento che pubblichiamo, il cui autore è un ignoto funzionario Fiat, indica che forse per quelli del gruppo torinese il peggio deve ancora venire

24 agosto 2011 - 17:20

Non costituisce buona pratica giornalistica dare troppo credito alle lettere anonime, né tantomeno prenderle in considerazione per un'eventuale pubblicazione. Tuttavia, qualche giorno fa ne abbiamo ricevuta una (per le solite vie traverse) che ci ha letteralmente fatti saltare sulle sedie: un vero fulmine a ciel sereno che ha provocato anche qualche imbarazzo nella redazione e riguardo al quale noi di SicurAUTO ci siamo interrogati a lungo.

LO “ZONE MANAGER” DEL MISTERO – Risulta che la missiva sia stata spedita a tutta la rete di vendita e assistenza Fiat (non sappiamo se anche a quella Alfa Romeo e Lancia – Chrysler) da un sedicente “zone manager” del gruppo Fiat, cioé uno dei funzionari che hanno il compito di interfacciarsi tra la casa e la rete per la gestione di campagne, obiettivi, stock e quant'altro costituisce l'aspetto “vendite auto” dei concesionari di una determinata area. La lettera ha provocato e sta provocando un notevole subbuglio tra concessionari e officine autorizzate del gruppo Fiat. A parte i concetti, la missiva contiene purtroppo una nutrita serie di insulti e di altri termini irriferibili su alcuni dirigenti Fiat. Una pratica sempre da condannare, quella di insultare nascondendosi dietro l'anonimato, che non dovrebbe mai essere adottata, poiché i concetti possono essere comunicati anche senza ricorrere all'arma delle ingiurie, che spesso si ritorcono contro chi le pronuncia mettendolo in cattiva luce e privando le sue parole di una parte della loro credibilità.

RETI IN SOFFERENZA – Tuttavia, riteniamo il documento ugualmente importante perché getta una luce su quello che potrebbe presto accadere alla rete del gruppo torinese, mentre di ciò che sta accadendo abbiamo già qualche conferma che rende credibili almeno una parte dei ragionamenti dell''anonimo funzionario. E la salute e la capillarità della rete del costruttore nazionale, comunque la si pensi, sono aspetti che potenzialmente riguardano bene o male tutti i lettori proprietari di una vettura del gruppo, che potrebbero subire conseguenze non gradevoli da una rivoluzione che preveda uno sfoltimento drastico. Per esempio, ci potrebbe essere un peggioramento della qualità dei servizi offerti, oppure una minore presenza sul territorio che potrebbe causare qualche difficoltà nel sottoporre le vetture alla manutenzione prevista. Beninteso, lo sfoltimento e la riqualificazione della rete non sono un'esclusiva Fiat: altri costruttori, per esempio Citroën, stanno mettendo in atto iniziative del genere, mentre altri ancora le hanno già portate a termine. Tutto ciò, in vista della prossima formulazione delle nuove regole europee sulla distribuzione automobilistica che dovrebbero entrare in vigore l'anno prossimo, un appuntamento al quale le case dichiarano di voler arrivare preparate e con una rete adeguata per quantità e qualità. Ma c'è anche un altra considerazione da fare: con i livelli attuali delle vendite, e con quelli del prevedibilie futuro, nessun costrutture si può permettere di avere una rete sovradimensionata. E in base alle vendite reali di vetture, forse quella del gruppo torinese è più sovradimensionata di altre.

UN FUNZIONARIO “SILURATO”? – Proprio in virtù dei contenuti significativi della lettera abbiamo deciso, dopo un sofferto dibattito in redazione, di fare un'eccezione alle regole e di pubblicarla, emendandola naturalmente dai nomi dei personaggi coinvolti, al posto dei quali abbiamo messo delle lettere dell'alfabeto, e anche dagli insulti, sostituiti con dei puntini di sospensione tra parentesi. I lettori ci perdoneranno se le “censure” talvolta rendono non agevole la comprensione del testo. Prima, però, sono necessarie qualche ipotesi e qualche considerazione. Il personaggio che ha diffuso la lettera si dichiara “zone manager” del gruppo Fiat, ma suona singolare che abbia preso una posizione così decisamente “protettiva” nei confronti dei concessionari. Certo, la sua azione potrebbe essere stata generata da sussulti di buona volontà e di buona coscienza. Ma potrebbe anche nascondere il tentativo di vendetta di un funzionario “silurato” che ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. E non va trascurata neppure un'altra ipotesi: che dietro la qualifica di “zone manager” si possa celare proprio un concessionario, “stanco” o in difficoltà, che ha deciso di comunicare il suo disagio ai colleghi per poi sviare i sospetti sulla sua identità facendosi  passare per funzionario della casa in modo da confondere un po' le acque. Insomma, le “esternazioni” dell'anonimo vanno prese con le classiche molle lunghe qualche chilometro. Tuttavia, vanno prese in considerazione e soppesate, se non altro per rendersi conto, in un mercato dell'auto in pesantissime difficoltà, di che cosa si agita nel mondo dei concessionari Fiat e, certo non lo escludiamo, forse anche di altre marche. E ora, eccovi la lettera-bomba::

Nota: la lettera è stata rimossa per decisione del responsabile dei contenuti di SicurAUTO, e contro il parere dell'articolista, in quanto talune circostanze riportate nella lettera stessa potrebbero contribuire a rendere identificabili alcune delle persone citate.

4 commenti

Ros
19:17, 25 agosto 2011

Non lavorando in Fiat, direi che le tecniche sono da manager francese (dalle loro parti si fa così). Sono curioso di sapere perché nessun giornale riporta questa notizia, ma penso di sapere già la risposta…
Fuori i nomi! Ecchecacchio! Fare i timidi e nascondere la testa sotto la sabbia non fa mai bene, ne alla Fiat come azienda, ne all'Italia come paese.

Giuliano
10:32, 26 agosto 2011

Quello che sta accadendo in Fiat non ha precedenti. Ormai l'azienda è in mano alla politica, scotto pagato per via dei finanziamenti ricevuti nei precedenti anni.

Chiudendo le concessionarie la Fiat metterà in difficoltà molti automobilisti che fino a oggi hanno sempre fatto affidamento alla copertura capillare delle officine appartenenti alla rete ufficiale.

E' anche vero che forse ci sono troppe officine Fiat in italia, ma la colpa è sempre del gruppo torinese che ha visto l'artigiano come il pollo da spennare.

Un altro grande problema della Fiat è proprio Marchionne. Un uomo di una cultura paragonabile a quella di un ragioniere di paese, presentato con grande entusiasmo dai media (in Italia basta levare la cravatta e mettere un maglioncino a giro collo per rappresentare innovatività!).

La verità è che Fiat non sfornano più modelli nuovi da un pezzo e si attende solo l'occasione buona per trasferire tutte le industrie in Messico, dove c'è la manodopera low cost.

V.S.
16:22, 30 agosto 2011

…sinceramente con tutti questi XXX, YYY, e ZZZ non si capisce un bel niente… il fatto che fiat se la stia passando male (o malissimo) e che abbia bisogno della rete dei concessionari per sopravvivere direi che si sapeva da tempo…

M.E.
19:28, 17 settembre 2011

sono una addetta ai lavori molto stressata dai miei soci per la carenza di vendite.qualcuno di loro e sicuramente citato nella lettera .mi piacerebbe molto averne una copia…..

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