In due sullo scooter a 16 anni: cosa rischiano i genitori?

Andare in 2 su uno scooter non è più illegale, ma la norma che fa felici i giovani cela più responsabilità sul passeggero. Ecco cosa bisogna sapere

24 agosto 2015 - 10:24

Possedere lo scooter per un minorenne è (per molti di loro) una conquista, una tappa fondamentale della loro adolescenza. Un piacere particolare è per i giovanissimi condividerlo con un amico, una ragazza, sgusciando via (insieme) per le strade della città in piena libertà. Da sei giorni questa “pratica” è consentita dal Codice della Strada. Si tratta di un cambiamento che unisce insieme a dei vantaggi alcuni “contro”, soprattutto per i genitori.

COSA E' CAMBIATO – Il cambiamento era nell'aria, già nei mesi di giugno e luglio si aspettava un'ufficializzazione; dal 18 luglio scorso è così entrata in vigore la legge che consente ai titolari di patente AM, A1 e B1 (che abbiano compiuto i 16 anni d'età) di trasportare legalmente un passeggero, a patto che i veicoli utilizzati siano omologati per due persone. È dunque questa la grande novità espressa nell'articolo 11 della legge comunitaria 2014 (legge 115/2015); ad ogni modo va altresì ricordato che restano tutti gli altri vincoli previsti dal Codice della Strada (se volete caricare la vostra automobile in modo sicuro, leggete qui), tra cui l'obbligo del casco, di cinture sulle microcar e di stare seduti sui veicoli a due ruote utilizzando correttamente il sellino e i poggiapiedi.

I MEZZI INTERESSATI – Per comprendere meglio lo stato della situazione, ecco quali sono in dettaglio i veicoli guidabili a 16 anni, ovvero tutti quelli che richiedono patenti che si possono possedere alla suddetta età.

-AM: abilita a guidare i ciclomotori, categoria cui sono equiparati i quadricicli leggeri, più noti come microcar da città e caratterizzati da una massa a vuoto che non supera i 350 chili, una velocità massima non superiore a 45 km/h e una cilindrata che non superi i 50 centimetri cubi o con potenza fino a 4 kiloWatt se elettrici. La AM è valida anche per i veicoli a tre ruote con gli stessi limiti di cilindrata e velocità, mentre il loro limite di potenza a 4 kiloWatt vale non solo per gli elettrici ma anche per quelli a gasolio.

-A1: per motocicli di cilindrata massima 125, potenza massima di 11 kiloWatt e rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kiloWatt per chilogrammo.

-B1: consente la guida di tutti i quadricicli che non rientrano fra i leggeri.

LE RESPONSABILITA' DEI GENITORI – Cosa non da sottovalutare ma da tenere bene in mente è che, come anche ricorda Maurizio Caprino de Il Sole24Ore, “i minorenni non rispondono delle violazioni stradali, per cui il pagamento delle sanzioni è a carico dei genitori o di chi ne fa le veci. A loro resta anche la responsabilità in caso di danni (a questo punto, anche al passeggero) non coperti dall'assicurazione Rc (perché superano il massimale assicurato, perché non risulta esserci una polizza valida al momento dell'incidente o perché si rientra in un caso in cui l'assicurazione può rivalersi, per esempio se il guidatore è ubriaco o drogato)”. Per concludere, ricordiamo che restano le sanzioni per i minori di 16 anni che si faranno pizzicare con un secondo trasportato: 81 euro e il fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni. Periodo di stop che sale a 90 giorni alla seconda violazione di questo tipo nell'arco di due anni. L'aspetto grave del trasporto non autorizzato di passeggero da parte di un minore di 16 anni è comunque la scopertura assicurativa che ne deriva, in caso d'incidente, e proprio le assicurazioni potrebbero essere il ritorno negativo di questa nuova norma voluta dall'Unione Europea. Già fino a oggi le tariffe assicurative per i veicoli guidabili dai minorenni erano più elevate dei veicoli guidabili a partire dai 18 anni. Ora probabilmente le compagnie valuteranno di dover sopportare una quota di rischio superiore e le tariffe per tali mezzi cresceranno di più.

 

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