In Cina il governo chiede manuali di officina per rilanciare le vendite di auto

La manutenzione delle auto importate costa troppo e il Governo ha trovato il modo per tagliare i prezzi. Ma così sarà più semplice anche imitare

30 ottobre 2015 - 12:00

Il rilancio del mercato auto cinese passa per la trasparenza. Questo assunto sembra essere stato adottato dall'esecutivo di Pechino come una delle ricette per salvaguardare il settore produttivo interno e rinvigorire le vendite di auto nuove, ultimamente fiaccate da una contrazione dei consumi. Dal prossimo anno infatti chi esporterà automobili in Cina dovrà ottemperare alla condivisione delle specifiche per la riparazione dei veicoli e dei progetti di ogni singolo componente. Questa azione del Governo ha una moltitudine di risvolti e sembra essere destinata a cambiare le sorti del mercato.

COSTRUTTORI STRANIERI MESSI A NUDO – In buona sostanza, dal 2016, le case costruttrici dovranno mettersi “a nudo” per potere mantenere una posizione sul mercato cinese; i brand europei, nordamericani, giapponesi e coreani, dovranno fornire manuali d'officina, specifiche per la riparazione e dettagli tecnici di ogni componente per ogni modello esportato nel Paese della Grande Muraglia. Uno degli obiettivi che il Governo cinese intende raggiungere è quello di ampliare la rete di centri assistenza e riparazione, inducendo così una riduzione dei prezzi per la manutenzione, ritenuti al momento ingiustificatamente alti, soprattutto quelli relativi alle automobili di marchi esteri. La rivista economica Forbes ha definito questa azione del Governo cinese una “manovra anti-monopolio” la quale è attuata, già dallo scorso agosto, dalla National Development Reform Commission (NDCR), un ente statale che ha già operato in maniera analoga in campo farmaceutico, tecnologico e in quello dell'alimentazione infantile. L'attività in campo automobilistico della NDCR è iniziata monitorando numerose Case costruttrici e produttori di ricambi, investigando su possibili violazioni e pratiche volte a gonfiare ingiustificatamente i prezzi. A poche settimane dall'inizio di questo attento monitoraggio la commissione anti-monopolio ha multato ben 12 produttori giapponesi di componenti e ricambi auto per un totale di 200 milioni di dollari USA, quindi si fa sul serio! Che con il governo cinese non si scherza sembrano saperlo le tre grandi Case costruttrici tedesche Audi, BMW e Mercedes Benz, le quali hanno immediatamente ridotto i listini dei pezzi di ricambio sul mercato orientale, scontandoli anche del 20%.

MERCATO MONDIALE RICAMBI A RISCHIO – La riduzione “spontanea” dei prezzi dei ricambi e delle riparazioni non è l'unico obiettivo del Governo cinese. Conosciamo tutti l'abilità degli ingegneri nel reverse engineering e degli artigiani cinesi nel saper riprodurre praticamente qualsiasi oggetto o manufatto. Potendo disporre dei progetti originali dei componenti, i produttori locali saranno in grado di offrire, in breve tempo, ricambi a prezzi concorrenziali. Non facciamo fatica a immaginare una “evoluzione” cinese di questo futuro mercato: scorte in grandi quantità, prezzi di listino più che dimezzati rispetto ai componenti originali e costi di trasporto irrisori (grazie ai grandi volumi che i grossisti asiatici riescono a generare), potrebbero innescare una “invasione” sui mercati occidentali e cambiare il volto ai mercati aftermarket occidentali. Inoltre bisogna considerare la possibilità che le informazioni tecniche “estorte” ai produttori potrebbero essere diffuse in rete e rese disponibili a concorrenti in tutto il Mondo, con immaginabili conseguenze per i produttori originari e presumibilmente anche rischi per la sicurezza dei consumatori (come successo per i ricambi contraffatti in Italia scoperti dalla GdF).

INCENTIVI STATALI E MANUTENZIONE A COSTI RIDOTTI – Dopo la corsa sfrenata alla mobilità della popolazione cinese, la quale ha fatto crescere esponenzialmente i numeri del mercato cinese nell'ultimo decennio, abbiamo assistito a una violenta battuta d'arresto, una contrazione causata probabilmente anche dagli esosi costi delle manutenzioni. Le azioni volte a rilanciare i consumi e a garantire il settore produttivo mostrano la determinazione dei governanti cinesi di voler mantenere e consolidare lo status di più grande mercato mondiale. Va ricordato inoltre che alle iniziative nei confronti dei costruttori, sarà affiancata da una campagna di incentivi statali per l'acquisto di autovetture nuove di cilindrata inferiore a 1.6 litri.

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