In anteprima mondiale la prima auto con riflessometro: il test SicurAUTO

Il dispositivo permette di accertare l'idoneità alla guida di un conducente mediante la misurazione della pressione delle mani sul volante. L'abbiamo provato su strada

11 marzo 2011 - 17:45

È stato presentato a Treviso il “riflessometro Victor”, un particolare dispositivo che, grazie a una speciale “fettuccina” larga 5mm ma sottilissima (al suo interno vi è un olio in pressione) integrata nella corona del volante, è in grado di rilevare la pressione delle mani del guidatore sul volante stesso e di misurare, in base all'intensità di tale pressione e a una serie di test che precedono l'avviamento del motore, il grado di idoneità alla guida di un conducente. Il dispositivo è stato presentato ufficialmente oggi, nella sede dell'amministrazione provinciale, alla presenza del presidente della provincia, Leonardo Muraro, dell'inventore del dispositivo, professor Gian Mario Rubboli, e di Giorgio Marcon, già noto per la sua battagia contro i T-Red illegali, che lavora per il Coordinamento Nazionale per la Sicurezza a 360° ed è consulente Tecnico dell'Unione Nazionale Consumatori.

L'ABBIAMO PROVATO – Il funzionamento del riflessometro è stato spiegato al pubblico, tra i quali numerosi giovani, proprio dal presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro (foto 1 e 2) che, nell'occasione, ha dimostrato anche una conoscenza delle problematiche della sicurezza stradale davvero rimarchevole, peraltro piuttosto rara negli esponenti delle amministrazioni pubbliche locali. In un recente articolo SicurAUTO, che ha contribuito allo sviluppo del dispositivo, aveva spiegato il principio che sta alla base del suo funzionamento e le possibili applicazioni che consentirà, ma qui vogliamo fornire ulteriori dettagli frutto di una “prova su strada” che abbiamo effettuato in anteprima assoluta oggi, su un veicolo-test, un'Alfa Romeo MiTo turbodiesel. L'interno della vettura, come si può vedere dalle foto in allegato non differisce da quello di una normale MiTo e anche l'aspetto del volante speciale è quello al quale Alfa Romeo ci ha abituati. La presenza del riflessometro è rivelata dal dispositivo applicato sul parabrezza, accanto allo specchio retrovisore interno. La “scatoletta” non è altro che la centralina del sistema, contenente anche il monitor sul quale appare il segnale luminoso (attualmente è un led di colore blu) che, accendendosi, presenta le “domande” alle quali il guidatore deve rispondere mediante la pressione di entrambe le mani sul volante (o premendo un pulsante di quelli già presenti sul volante). Si tratta, com'è intuibile, di un'installazione ancora sperimentale: in quella definitiva, se verrà industrializzata, tutto l'hardware scomparirà alla vista, lasciando visibile solo il led, forse inserito nell'autoradio integrata.

10 STIMOLI – Attualmente gli “stimoli” sono costituiti da una sequenza di 10 accensioni del led, con la centralina che rileva le risposte sul volante (che devono essere tempestive subito dopo l'accensione del led) che vengono cronometrate in millisecondi. Al termine della prova, il dispositivo emette il suo responso (fa una media ponderata delle risposte) e consente l'avviamento del motore se il guidatore l'ha superata, oppure lo impedisce se il risultato è sotto la soglia della sufficienza. Il sistema può anche dare il consenso all'avviamento se i riflessi sono entro un valore (che va da 4 a 6, in una scala da 0 a 10), ma segnalare che, in base all'esito del test, il guidatore non dovrebbe superare una certa velocità perché è risultato idoneo solo parzialmente (potenzialmente il sistema potrebbe limitare la velocità del veicolo ma questo non è attualmente permesso dalla legge). La sequenza di “domande” può essere riavviata per un massimo di tre volte consecutive, dopodiché, se il test non è stato superato, bisogna aspettare 15 minuti per poterlo ripetere.

NO AI FURBI – I progettisti hanno pensato anche a un sistema “anti-furbi”. Per esempio, a coloro che vorrebbero far sedere al posto di guida l'amico “sobrio”, fargli eseguire il test e poi sedersi al suo posto dopo che l'ha superato. Una furbizia che viene sventata grazie all'interfacciamento del sistema con il rilevatore di presenza della persona sul sedile, a sua volta collegata con l'airbag: se chi ha effettuato il test si alza dal posto guida, il motore si arresta e la sequenza deve essere ripetuta. Effettuare il test dal posto del passeggero è teoricamente possibile, anche se a prezzo di una serie di contorsionismi (non va dimenticato che è necessario tenere entrambe le mani sul volante), ma evidentemente si confida anche nel senso di responsabilità del guidatore “sobrio”, dal quale ci si aspetta un rifiuto a effetttuare la scomoda manovra per consentire poi la guida a quello che ha alzato il gomito. Non manca anche qualche accorgimento per evitare che il test debba essere effettuato ogni volta, anche dopo una semplice sosta di breve durata a motore spento. L'avviamento dell'auto, infatti, è subordinato a una password da inserire all'inizio nel sistema, e in caso di sosta breve (attualmente, il limite è fissato in 20 minuti, ma il valore è ovviamente suscettibile di modifiche, come ogni altro parametro che governa il dispositivo), per esempio durante un rifornimento di carburante, per riavviare il motore basta reinserire la password e il sistema riconoscerà il guidatore come colui che ha effettuato l'ultimo test con esito positivo.

IL NOSTRO GIUDIZIO – Rispetto a quanto avevamo visto circa un anno fa, quando il prodotto era assolutamente embrionale, il riflessometro integrato nel volante appare già maturo ed efficace. Come tutti i dispositivi in fase sperimentale dovrà essere ancora migliorato, specialmente per quanto riguarda la capacità di rilevare la presenza di entrambe le mani sul volante durante la guida. Questa funzione, secondo noi, è una delle più importanti perché in questo modo si potrà finalmente “educare” le persone a guidare con entrambe le mani sul volante (se ciò non accade il sistema, dopo circa 8 secondi, provvede ad emettere un bip di allerta), Per cercare di mettere il crisi il sistema abbiamo provato varie posizioni delle mani, pressioni, etc. e guidato l'auto in un percorso abbastanza lungo e ricco di curve. In via generale il sistema non ha presentato malfunzionamenti particolari, anche la funzione clacson (che ricordiamo può essere attivato con la sola pressione del volante in qualunque punto) ha funzionato sempre e con una soglia d'intervento ben  tarata. A questo punto possiamo solo augurarci che questo sistema venga adottato dalle case automobilistiche e possa contribuire a salvare vite umane. La sua reale efficacia la si potrà misurare solo in futuro.

1 commento

francesco
17:07, 12 marzo 2011

l'innovazione è lo stimolo per la crescita. Complimenti per il Report e per aver analizzato, con perizia, il nuovo dispositivo. AD MAIORA

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