Il sindaco Renzi e il suo pessimo rapporto con l'auto

Dagli autovelox alle corsie preferenziali, le "disavventure automobilistiche" del sindaco Renzi

12 novembre 2013 - 8:00

Sarà pure il nuovo che avanza, ma in fatto di multe, autovelox e sicurezza stradale, al momento il sindaco di Firenze Matteo Renzi lascia un po' a desiderare. Tanto per intenderci subito, la sua Firenze è da anni al centro dello scandalo degli autovelox illegittimi: dopo le innumerevoli sentenze dei Giudici di pace di Firenze, che danno ragione agli automobilisti; dopo le perizie tecniche; dopo le sentenze della Cassazione su casi analoghi contro i Comuni; è perfino arrivata l'ordinanza numero 60 del 19 marzo 2012 della Corte Costituzionale. Secondo cui gli autovelox fissi possono essere installati esclusivamente su quelle strade che possiedono le caratteristiche minime previste dal Codice della strada; i Comuni non possono derogare a questa regola, adducendo come giustificazione la necessità “funzionale” di garantire la sicurezza. Ma questo è solo il primo capitolo.

MULTE SENZA SCONTO – Se per gli autovelox illegittimi pare ci sia stata una specie di retromarcia del sindaco Renzi, invece la questione delle multe scontate resta tuttora aperta. Il ministero dell'Interno ha fatto chiarezza una volta per tutte: lo sconto del 30% sulle multe pagate subito vale anche in caso di divieto di sosta. Il beneficio era stato introdotto il 21 agosto con la conversione in legge del decreto del fare (Dl 69/2013); la nota Prot. n. 300/A/7552/13/127/1, emanata dal dipartimento Pubblica sicurezza del ministero dell'Interno (che non è una vera e propria circolare) conferma che pure per i foglietti di preavviso lasciati sul parabrezza vale la regole dei 5 giorni. Era stato il Comune di Firenze a chiedere al ministero dell'Interno di esprimersi per gli avvisi sotto il tergicristallo in caso di divieto di sosta. Situazioni in cui al trasgressore non viene consegnato un verbale. Si è arrivati a un compromesso: il dipartimento, utilizzando frasi in puro burocratese, non entra nel merito giuridico della questione e constata che è bene riconoscere lo sconto del 30%. Il guaio è che la prassi amministrativa del cosiddetto “preavviso di accertamento” non è disciplinata espressamente dal Codice della strada, è stata regolamentata da ciascun ufficio o Corpo di Polizia in modo autonomo. Per questo, è molto politica la chiosa di Antonella Manzione, comandante della Polizia municipale di Firenze: “Ora lo sconto si può ottenere anche presentandosi con il foglietto rosa. Ma consiglio comunque tutti i cittadini che dovessero trovarlo sul tergicristallo, prima di andare a pagare, di farsi contestare la multa da un vigile anche trovato per strada, oppure di rivolgersi al Nucleo operativo verbali e notifiche, in via delle Cascine 9. Solo così, con in mano il foglio di contestazione, un verbale ufficiale, nessuno potrà mai sollevare eccezioni sul termine dei cinque giorni: per uno sbaglio di calcolo si potrebbe correre il rischio di vedersi, in buona fede, raddoppiare la sanzione”. E chi ha già pagato senza sconto? Beffato dalla burocrazia.

LA MOGLIE COL… PERMESSO – Panorama pubblica un servizio fotografico (vedi immagine a corredo di questo articolo) in cui la moglie del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, percorre le corsie preferenziali a bordo dell'auto del marito. Si tratta di un servizio realizzato da un fotografo freelance del capoluogo toscano la mattina del 31 ottobre scorso. Nelle foto, si vede la monovolume dei Renzi in vari punti del percorso tra l'abitazione di Pontassieve e Poggio Imperiale, dove insegna Agnese Landini, moglie del primo cittadino candidato alla segreteria del Pd e alla guida dell'Italia. “La signora – dice il settimanale – è sola e, negli oltre 20 chilometri che separano casa dalla scuola, percorre tutte le volte che può le corsie preferenziali grazie a un permesso in bella vista sul cruscotto che qualifica l'auto come impegnata in 'servizio istituzionale'”. La moglie di Renzi ha affermato: “Ero in ritardo per andare a scuola, ho preso una corsia preferenziale, ho sbagliato. Non risuccedera. Mi scuso se ho offeso la sensibilità di qualcuno e mi spiace richiamare su di me e sul mio lavoro un'attenzione che non voglio. Sentirmi paragonata alla casta per aver percorso, sbagliando, qualche centinaio di metri di preferenziale mi sembra profondamente ingiusto. Ma mi aiuterà per il futuro a stare più attenta”. E anche queste dichiarazioni non convincono del tutto: sarebbe bastato un “mea culpa” molto semplice, di mezza riga, invece di quel giro di parole, molto politico. In tutto questo lascia perplessi anche il silenzio di Renzi stesso: possibile che non sia intervenuto per stigmatizzare l'errore?

IL NULLA SU ACQUALONGA – Un quarto importante elemento che evidenzia un pessimo rapporto di Renzi con l'auto è la terribile disgrazia del pullmnan di Acqualonga, con 40 morti. Come evidenzia Maurizio Caprino sul blog Strade sicure, con cui SicurAUTO.it sta portando avanti una battaglia d'informazione per sviscerare la questione e capire dove si annidano le responsabilità della sciagura, “Renzi non ha approfittato dell'occasione che gli ha offerto dieci giorni fa Oliviero Beha dalle colonne del Fatto Quotidiano, invitandolo a dire (e fare) qualcosa sulla tragedia del bus precipitato a luglio sull'autostrada A16 e, quindi, sulla sicurezza dei trasporto su gomma, su cui l'economia italiana si fonda: dalla cortina di silenzio calata sulla vicenda emergono elementi preoccupanti sulla manutenzione delle autostrade e un leader politico dovrebbe pur prendere una posizione. In fondo, stiamo parlando della spina dorsale dell'Italia, dove le merci viaggiano su gomma ancor più che negli altri Paesi europei”. Eppure, proprio Renzi, anni fa, era divenuto paladino della sicurezza stradale, col progetto David, e con la sua adesione al progetto di omicidio stradale per chi uccide in auto sotto l'effetto di alcol. Che fine ha fatto quel “politico nuovo”, quell'uomo che vorrebbe rappresentare un'Italia diversa?

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