Il presidente e il ministro francesi: "UberPop da eliminare?. Basta organizzare tumulti per vincere?

Hollande e Cazeneuve dicono: "UberPop da eliminare?. Il dubbio è: per vincere, è sufficiente organizzare manifestazioni violente?

29 giugno 2015 - 9:00

Oscena e raccapricciante guerriglia urbana a Parigi. L'hanno scatenata i tassisti contro UberPop, il taxi alternativo guidato da conducenti senza licenza. I tumulti di giovedì hanno riguardato diverse città di Francia nel quadro del grande sciopero nazionale contro UberPop. “Agitazione a oltranza”, avvertono i taxi in guerra contro l'applicazione californiana (che fa sempre più paura a tutti i tassisti del mondo), mentre alcune delle auto in servizio per UberPop sarebbero già state prese di mira: a uno di loro i conducenti di taxi hanno spaccato il parabrezza con un cric.

FURIA CIECA – Imbestialiti per via di quella che ritengono concorrenza sleale, i tassisti francesi hanno bloccato anche l'accesso ai punti strategici come gli aeroporti, con i passeggeri in partenza lasciati a piedi con le valigie sull'autostrada. Situazione molto tesa anche a Nizza, Lione e Marsiglia. Tra le vittime della rivolta c'è anche la cantante Courtney Love, che su Twitter ha raccontato di essere stata catturata da un gruppo di tassisti armati di pietre che hanno tenuto in ostaggio il suo autista Uber: “Questa è la Francia? Mi sentirei più sicura a Baghdad!”. Durissimo il suo tweet contro Francois Hollande: “Alza il c… e vai in aeroporto”. Nelle grandi città, in particolare a Parigi, Lille, Tolosa e Lione, gli ingressi delle stazioni ferroviarie sono bloccati dai taxi posteggiati in modo da impedire l'ingresso dei viaggiatori. In alcuni casi i tassisti lasciano i passeggeri davanti alle macchine della polizia.

INIZIATIVE E CONCORRENZA – Proprio per timore che la modernità di Uber (Noleggio con conducente) e UberPop rubino altri clienti, la G7, una delle associazioni di taxi più importante di Francia, ha promesso che da settembre farà uno sconto del 20% ai giovani di ritorno dalla serata con gli amici, e le altre associazioni si dicono comunque aperte a cambiare in meglio il servizio, accettando più spesso il bancomat e magari facendo ascoltare la musica preferita del cliente. Come dire che la concorrenza stimola le idee. Secondo i media francesi, l'arrivo di Uber ha già fatto bene ai consumatori: l'autorità garante della concorrenza ha aperto all'ipotesi di una tariffa forfettaria di 50-55 euro per l'andata e il ritorno dall'aeroporto parigino Charles De Gaulle.

DALLA PARTE DEI TASSISTI – Il ministro dell'interno, Bernard Cazeneuve, ha preso immediatamente le parti dei tassisti e ha dichiarato che gli autisti di UberPop conducono una attività in contravvenzione con le leggi francesi. In un comunicato dove ha chiesto agli autisti di mantenere la calma, ha anche ricordato che i conducenti Uber non sono professionisti, non sono assicurati e sono perfetti sconosciuti. Il presidente francese, Francois Hollande, ha condannato nella notte le violenze inaccettabili commesse durante le manifestazioni dei tassisti in Francia (e ci mancava pure che non stigmatizzasse i fattaci di Parigi), sottolineando però che UberPop deve essere dichiarato illegale. “Ci sono violenze che sono inaccettabili in una democrazia, inaccettabili in un Paese come la Francia, ma si può capire che ci sia dell'esasperazione. UberPop dev'essere sciolto e dichiarato illegale”. Cazeneuve, ha poi ribadito che nessuna violenza può essere accettata, sottolineando tuttavia che “in uno Stato di diritto non si può svolgere un'attività che è in contrasto con la legge”. Resta un fatto: i vari codici della strada dei singoli Paesi europei sono vecchi, e se le app e i nuovi servizi di mobilità non soni disciplinati, la responsabilità è di quei politici altrettanto antiquati quanto le leggi delle loro nazioni, Italia inclusa. Non solo in Francia, ma anche in altri Stati, dopo i tumulti dei tassisti, i politici si schierano dalla loro parte, dimenticando di essere essi stessi, al governo come al parlamento, i primi colpevoli di questa situazione: il mondo cambia, il web si evolve a mille all'ora, le app per smarthpone e tablet offrono infinite opportunità, ma le legge sono di 20 anni fa… Stendiamo un velo pietoso sulle ragioni che spingono i politici a schierarsi coi tassisti: non vogliamo pensare che lo facciano per una questione di opportunità (timore di perdere consenso elettorale), ma perché davvero reputano Uber e UberPop anti-concorrenziali. E comunque, suona strano che dopo sommosse e atti di violenza, chi ha messo in piedi manifestazioni con incendi e auto ribaltate riesca a vincere, ottenendo che i politici si schierino coi tassisti: è così facile vincere? È sufficiente organizzare tumulti e fare paura? Sarebbe questa la democrazia occidentale?

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