Il Pra verrà abolito dal 2016: ecco la legge che fa tremare l'Aci

In arrivo l'Agenzia per il Trasporto Stradale e un documento unico per i veicoli che snellirà la burocrazia

Il Pra verrà abolito dal 2016: ecco la legge che fa tremare l'Aci
Automobile club d'Italia in fibrillazione. Le palpitazioni hanno avuto inizio a inizio agosto 2015, quando la riforma Madia sulla pubblica amministrazione è divenuta realtà: il disegno legge 3098 ha avuto l'ok definitivo dal parlamento. Infatti, la legge unisce Pubblico registro automobilistico (gestito dall'Aci) e Motorizzazione: vedi qui. È previsto il "trasferimento delle funzioni svolte dagli uffici del Pra al ministero dei trasporti", oggi gestito dall'Aci. L'obiettivo è far nasce un'agenzia ad hoc, e creare il documento unico per gli automobilisti, contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi: vedi qui. In definitiva, addio a due documenti, uno del Pra e uno della Motorizzazione; e addio a due archivi. Arrivano un unico documento e un solo archivio. La legge intende ridurre i costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e realizzare significativi risparmi per l'utenza, per chi dovrà affrontare un passaggio di proprietà. Di consueguenza, l'Aci rischia seriamente di perdere le entrate che oggi arrivano tramite il Pra. E di perdere anche rilevanza. Però la legge Madia rimandava a un decreto la realizzazione dell'archivio unico e del documento unico: ora SicurAUTO.it è entrato in possesso della bozza del decreto. Nel quale ci sono comunque altri rimandi a successivi provvedimenti, come dire che il processo sarà lungo.

CHE COSA DICE LA BOZZA DI DECRETO

Parliamo dello schema di decreto legislativo "Riorganizzazione delle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli e istituzione della agenzia per il trasporto stradale". Si parte dalla legge 7 agosto 2015, numero 124, recante "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche". L'articolo chiave è il numero 8, comma 1, lettera d): con riferimento alle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli, prevede la riorganizzazione, ai fini della riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l'utenza, anche mediante trasferimento, previa valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica, delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico al ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente introduzione di un'unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, da perseguire anche attraverso l'eventuale istituzione di un'agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il decreto prevede l'introduzione di un documento unico di proprietà e circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e trasferimento al ministero delle infrastrutture e dei trasporti delle funzioni del Pubblico registro automobilistico.

LE IMMATRICOLAZIONI: COSA CAMBIA

Dal 1° gennaio 2016, sono trasferite al ministero delle infrastrutture e dei trasporti le funzioni svolte dal Pubblico registro automobilistico e, a tal fine l'Archivio nazionale dei veicoli è integrato con una sezione contenente i dati relativi alla proprietà del veicolo. Dal 1° luglio 2016, la carta di circolazione costituisce il documento unico di circolazione e proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e contiene anche i dati inerenti la proprietà e lo stato giuridico e tecnico del veicolo. I certificati di proprietà e le carte di circolazione rilasciate anteriormente a tale data sono validi fino a che non intervenga una modifica dello stato giuridico o tecnico del veicolo. Sempre dal 1° luglio 2016 per l'emissione del documento unico di circolazione e proprietà di cui al comma 2 è corrisposta una tariffa unica in misura di 29 euro, in luogo delle attuali tariffe vigenti per la iscrizione di un veicolo nell'archivio nazionale veicoli e nel pubblico registro automobilistico che sono conseguentemente soppresse.

COSA DEVE FARE L'ACI

Attenzione: entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto (se mai diverrà realtà), l'Aci fornirà al ministero delle infrastrutture e trasporti tutte le informazioni storiche consolidate nella base dati del Pubblico registro automobilistico e in particolare: la documentazione di dettaglio della struttura ed organizzazione logica e fisica dei dati trasferiti; le informazioni di sicurezza; i programmi di utilità per eseguire estrazioni sui dati a livello di singolo veicolo; copia fisica della base dati su supporto magnetico esterno. Entro la stessa data l'Aci attiva un flusso di dati giornaliero verso il centro elaborazione dati del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per garantire l'aggiornamento delle posizioni del Pubblico registro automobilistico conseguenti alle transazioni effettuate giornalmente. Con successivo provvedimento il ministero delle infrastrutture e dei trasporti regolamenta l'acquisizione dei dati cartacei dell'archivio del Pubblico registro automobilistico: insomma, se e quando arriverà il decreto, poi serviranno altri provvedimenti.

AGENZIA PER IL TRASPORTO STRADALE

Al fine dell'attuazione della riorganizzazione delle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli, finalizzata alla riduzione dei costi connessi alle gestione dei dati relativi alla proprietà ed alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l'utenza, è istituita l'Agenzia per il trasporto stradale, denominata Agenzia. Ha sede a Roma, è dotata di personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, finanziaria e di bilancio ed è sottoposta ai poteri di indirizzo e di vigilanza del ministro delle infrastrutture e dei trasporti. L'Agenzia subentra nei rapporti giuridici ed economici in essere del ministero delle infrastrutture e trasporti relativi alle competenze e alle funzioni a essa attribuite dal decreto. È l'organo dello Stato deputato all'erogazione dei servizi ai cittadini ed alle imprese, allo svolgimento delle funzioni tecnico-operative e all'esercizio dei poteri ispettivi ed alla formulazione di proposte e pareri tecnici in materia di circolazione, sicurezza e trasporto stradale di persone e cose. Organizza le proprie attività al servizio degli utenti, conformandosi ai principi di efficienza, efficacia, semplificazione e trasparenza anche con l'obiettivo di riduzione dei costi dei servizi erogati e di dematerializzazione della documentazione e degli atti. Dal 1° luglio 2016, all'Agenzia sono trasferite le competenze degli uffici del Pubblico registro automobilistico in materia di: prima iscrizione e rinnovo di iscrizione; trascrizione trasferimenti di proprietà; cessazione dalla circolazione per demolizione o esportazione all'estero; riscossione Ipt. Dalla stessa data, all'Agenzia sono, altresì, trasferite le competenze del ministero delle infrastrutture e dei trasporti in materia di omologazioni; accertamento idoneità alla circolazione; sicurezza stradale; rilascio, aggiornamento, duplicazione e revisione delle patenti. E il ministero delle infrastrutture e dei trasporti? Mantiene le competenze in materia di: normativa di primo livello; rapporti internazionali e con l'Ue; rapporti con l'Autorità di regolazione dei trasporti; definizione del Piano nazionale della sicurezza stradale; vigilanza, controllo e verifica sulla sicurezza dei prodotti commerciali presenti sul mercato negli ambiti di competenza.

L'OPINIONE DI SICURAUTO.IT

La riforma Madia, sempre se il decreto legislativo sarà realtà, consentirà un risparmio di 39 euro per gli utenti. Poca cosa, per pratiche che oggi costano dai 200 a oltre 1.000 euro. Né può essere diversamente, perché i compensi di Motorizzazione e Pra sono solo una parte limitata del costo complessivo: pesa molto di più l'Ipt, Imposta provinciale di trascrizione, che invece resta. La riforma, poi, metterà fine al sistema del doppio archivio; inoltre, le risorse a favore dell'Agenzia per il trasporto stradale saranno certe. Tuttavia, c'è da chiedersi se queste risorse saranno sufficienti: la quota delle entrate dell'Agenzia destinata al Tesoro viene fissata una volta per tutte senza innescare i balletti che si vedono ogni anno, ma la quantificazione deve ancora essere decisa e le esigenze della finanza pubblica sono sempre elevate. Come ricorda IlSole24Ore, esiste poi il problema Aci: si ordina lo smantellamento di un soggetto di natura in parte privata, e l'Automobile club potrebbe opporsi tramite ricorso. Senza considerare la possibile ostruzione dei sindacati. Occhio infine alla questione Ipt: finora, è stata riscossa dal Pra, i cui dipendenti possono maneggiare denaro. Col passaggio delle competenze a quella che oggi è la Motorizzazione, dovrebbe occuparsene anche il personale di quest'ultima, il cui contratto di lavoro però non prevede che maneggino soldi. In ogni caso, al di là dei tecnicismi, il sistema di potere della burocrazia dell'auto viene abbattuto, dopo che per 50 anni c'è stato il dualismo Pra-Motorizzazione. Con tutto il contorno, ossia gli appalti plurimilionari per la gestione informatica delle banche dati. Si annuncia pertanto una rivoluzione burocratica: chissà che l'Aci inizi finalmente a diventare un vero club? Dopotutto, l'Automobile club non ha mai guadagnato la reale fiducia degli automobilisti, e se non si evolvessero, adeguandosi alla nuova realtà (accorpamento Pra-Motorizzazione), potrebbero rischiare di di sparire.

Pubblicato in Attualità il 17 Settembre 2015 | Autore: E.B.


Commenti

mugnai cristina il giorno 18 Settembre 2015 ha scritto:

...almeno l'articolo scrivetelo voi e non copiatelo dal Sole 24ore ....senza magari nenache conoscere bene la situazione ....che pena

Claudio Cangialosi il giorno 18 Settembre 2015 ha scritto:

Gent.ma lettrice, grazie per il suo commento. Mi spiace doverla comunque contraddire. L'articolo si basa al 99% sulla bozza di decreto che abbiamo letto ieri sera. Il mio collaboratore ha costruito il pezzo su questo documento arrivato da fonti riservate. Forse le considerazioni finali sono quelle che l'hanno "tratta in inganno". Consideri, però, che le stesse sono emerse da una chiacchierata con il mio amico di lungo corso Maurizio Caprino, appunto il redattore del pezzo sul Sole 24 Ore. Informazioni che ho suggerito al giornalista che ha scritto il pezzo. Ecco perchè il pezzo le potrebbe sembrare simile in quella parte. Per il resto la fonte è la bozza di decreto. Cordiali saluti e buona navigazione su SicurAUTO.it Il direttore Claudio Cangialosi

Giovanni Sepe il giorno 18 Novembre 2015 ha scritto:

Sono un po ignorante sull'argomento ma vorrei mi rispondeste. Sto per comprare una vespa 50 di 35 anni. La voglio assicurare come ciclomotore d'epoca ( poichè assicuralo costa molto meno all'anno ). Ma se questo disegno di legge passa dovrò poi pagare quanto un normale 50 l'assicurazione ? Cosa mi cambierà ?

luca il giorno 06 Giugno 2016 ha scritto:

quando sparira' il pra l'italia fara' un gran bel passo verso il cambiamento. dichiarare illegale tutto cio' che rilascia il pra

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