Il ministro Delrio: “Sicurezza stradale, il problema è la manutenzione”
Sicurezza stradale, il ministro dei trasporti Delrio: non abbiamo un gap infrastrutturale, ma manutentivo
Sicurezza stradale
Sicurezza stradale, il ministro dei trasporti Delrio: non abbiamo un gap infrastrutturale, ma manutentivo
I numeri dicono che gl'incidenti sono in calo: nel 2014, sulla base di una stima preliminare Istat, si sono verificati in Italia 174.400 sinistri con lesioni a persone. Il numero dei morti, entro il trentesimo giorno, è pari a 3.330, mentre i feriti ammontano a 248.200. Rispetto al 2013, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti con lesioni a persone (-3,77%) e del numero dei morti (-1,62%); in calo anche i feriti (-3,58%). Insomma, c'è il segno meno, ma la flessione è lieve. Ma, a parte che sulla diminuzione dei sinistri incide la crisi (c'è meno traffico perché si usa meno l'auto, per risparmiare), le strade le hanno tutti sotto gli occhi: continuano a essere nemiche di chi guida. Specie facendo un confronto con le strade dei Paesi vicini. A tale proposito, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, sostiene che “in Italia non abbiamo bisogno di altre strade, la rete autostradale è già abbastanza sviluppata, non abbiamo un gap infrastrutturale ma abbiamo un gap manutentivo”.
OBIETTIVO, DIMEZZARE I MORTI – “Abbiamo fatto grandi passi in avanti – ha proseguito il ministro -: dal 2001 al 2104 i morti sono diminuiti del 50%, ma non possiamo certo dirci soddisfatti. Un esercito di morti 3.300 morti all'anno è enorme”. Per questo motivo, Delrio ha detto che bisogna investire di più per ridurre la mortalità sulle strade. A tal proposito, ha spiegato, nell'ultimo consiglio dei ministri dei trasporti europei l'Italia ha ribadito che “desidera partecipare in maniera ancora più forte al programma europeo per il dimezzamento dei morti entro il 2020”.
COME FARE – Secondo il ministro, per raggiungere questo obiettivo, servono interventi concreti da parte delle istituzioni pubbliche. Infatti, il governo sta procedendo su due strade: la vigilanza sulle concessionarie autostradali per migliorare la sicurezza e un'analoga pressione sull'Anas. “Abbiamo l'obbligo di vigilanza sui piani delle concessionarie autostradali” ha detto il ministro in merito al primo punto, aggiungendo che “dobbiamo potere revisionare i piani economico-finanziari per avere autostrade più sicure”.
VIADOTTI, CHE DISASTRO – Per quanto riguarda l'Anas, Delrio ha affermato che nel nuovo contratto di programma è stato specificamente richiesto di risolvere le criticità strutturali su ponti e viadotti. Inoltre, è stato posto l'obiettivo di ridurre l'incidentalità e di mettere in sicurezza l'intera rete da frane e rischi di natura idraulica. Ricordiamo i recenti cedimenti strutturali che hanno interessato le strade gestiste dall'Anas, con la Sicilia che è arrivata a essere spaccata in due, senza collegamenti. In merito a questo, il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani ha commentato la relazione degli ispettori del ministero dei Trasporti sulla frana che lo scorso aprile ha danneggiato il viadotto Imera dell'autostrada A19 Palermo-Catania: “Anas è un patrimonio del Paese e il mio mandato è quello di valorizzarla, per farla tornare a essere un motore dello sviluppo. Per realizzare questo obiettivo, bisogna invertire il processo che ha portato questi fatti ad accadere”. Anche Armani parla di “gap di manutenzione delle strade e del territorio, per la scarsità dei fondi”. Ora, si vuole incrementare il monitoraggio sullo stato di conservazione delle oltre 12.000 opere d'arte della nostra rete (ponti, viadotti e gallerie) e, con il sostegno del governo e del ministro Delrio, vareremo un grande piano di manutenzione straordinaria”.