Incidenti stradali: diminuiscono in Italia, mentre l'Ue preoccupa

In 12 Paesi europei, gli incidenti e la mortalità stradale aumentano, mentre l'Italia fa registrare un lieve calo. È la sintesi del report Aci/Istat

22 giugno 2015 - 10:00

Lasciano un po' d'amaro in bocca i più recenti dati Aci/Istat sugli incidenti in Italia, quelli registrati dalle forze dell'ordine, con feriti. Nel 2014, sulla base di una stima preliminare, si sono verificati in Italia 174.400 sinistri con lesioni a persone. Il numero dei morti, entro il trentesimo giorno, è pari a 3.330, mentre i feriti ammontano a 248.200. Rispetto al 2013, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti con lesioni a persone (-3,77%) e del numero dei morti (-1,62%); in calo anche i feriti (-3,58%). Insomma, c'è il segno meno, ma la flessione è lieve.

IN DETTAGLIO – L'indice di mortalità, calcolato come rapporto tra il numero dei morti e il numero degli incidenti con lesioni moltiplicato 100, è pari a 1,91: tale valore è in aumento rispetto a quello registrato nel 2013 (1,87). Rispetto al 2001, il numero di morti è diminuito nel 2014 del 53,1%. Tra il 2013 e il 2014, il calo è contenuto (-1,6%), in linea con l'andamento medio europeo, mentre tra il 2010 e il 2014 è pari a -19,1%. Il maggior contributo alla diminuzione delle vittime è dato dalla flessione del numero dei morti sulle autostrade (-11,5%). Più modesto il calo sulle strade urbane (-1%) e sulle strade extraurbane (-0,3%). Per l'anno 2014, in base alle stime preliminari, si sono avute 3,06 vittime ogni 100 incidenti sulle autostrade e 4,78 sulle strade extraurbane principali. L'indice di mortalità scende a 1,08 per le strade urbane ed extraurbane secondarie. Gli incidenti dipendono come al solito dall'uso dell'auto e dagli spostamenti: vedi il trend risicato nelle zone urbane. Ossia, si viaggia meno, per la crisi, e per questo in autostrada si muore meno.

QUALE CRITERIO – I dati presentati su incidenti stradali con lesioni a persone, morti e feriti, per l'anno 2014, sono basati su una stima anticipata ottenuta considerando l'insieme completo e definitivo degli incidenti stradali con lesioni alle persone rilevati dal ministero dell'interno, servizio di polizia stradale. Sono stati anche analizzati i dati provvisori, semidefinitivi, forniti dal ministero della difesa, comando generale dell'arma dei carabinieri; e dati rilevati dalle polizie locali (172 comuni), basati sulla rilevazione trimestrale riepilogativa su incidenti stradali con lesioni a persone, morti e feriti. Mancano tutti i sinistri registrati dalle assicurazioni in assenza di lesioni fisiche.

A LIVELLO EUROPEO – Il Programma europeo di azione per la sicurezza stradale 2011-2020 prevede il dimezzamento del numero dei morti sulle strade entro il 2020 e una riduzione dei feriti gravi, secondo la definizione armonizzata di gravità delle lesioni, stabilita a livello internazionale, che gli Stati si sono impegnati ad applicare. Tra i Paesi dell'Ue, le stime preliminari dei tassi di mortalità (per milione di abitanti, calcolati come rapporto tra il numero dei morti in incidente stradale e la popolazione residente), riferite al 2014, variano tra 26 morti per milione di abitanti di Malta e 28 della Svezia e 106 e 91, rispettivamente di Lettonia e Romania. Il valore dell'Italia è pari a 55, a fronte di una media europea di 51 morti per milione di abitanti. La variazione percentuale media in Europa del numero dei morti in incidenti stradali è pari a -0,6% tra il 2013 e il 2014 e a -18,2% tra il 2010 e il 2014. Come dire che nel Vecchio Continente il calo c'è, ma molto più moderato che in passato.

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