Il mercato dell'auto affonda, drogato dalle “km 0”

Una tabella "riservata? rivela che a luglio un terzo delle vetture sono state immatricolate negli ultimi tre giorni del mese. Ossia: il mercato va peg

4 agosto 2011 - 18:45

Tempi duri, per il mercato dell'auto. A luglio, il consuntivo delle immatricolazioni di vetture nuove ha perso un altro 10,69% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Anfia, Unrae e Federauto, le tre organizzazioni di categoria della filiera automobilistica, hanno considerato il calo come una specie di disastro, visto che è da confrontare con un luglio 2010 che già aveva perso il 25% rispetto al 2009.

PROFONDO ROSSO – Ma se i dati ufficiali sono sconfortanti, quelli “veri” sono anche peggiori. Lo dimostrano quelli contenuti nella tabella che pubblichiamo qui sotto, i cui numeri provengono dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Terrestri ottenuti per vie non ufficiali. Oltre alle immatricolazioni di luglio per ogni casa automobilistica, la tabella riporta, casa per casa, anche quelle avvenute negli ultimi tre giorni del mese e altre interessanti estrapolazioni basate sulle attività di fine mese delle case. Per esempio, i valori delle immatricolazioni medie giornaliere che, stranamente, negli ultimi giorni di ciascun mese (quindi, non solo di luglio: da tempo questa è una costante, anche se non viene rivelata volentieri), divengono frenetiche e raddoppiano, triplicano o addirittura, per qualche costruttore, quadruplicano rispetto alla norma. Osservate, per esempio, il dato di Mini, che nei tre giorni di fine luglio ha targato 222 auto al giorno contro le 99 che costituiscono la media dei 21 giorni lavorativi del mese. Questi dati sono importantissimi e mantenuti sostanzialmente riservati poiché forniscono indicazioni, anche se non precise, sul quantitativo di vetture “km zero” rispetto al totale. Cioé, delle auto che vengono immatricolate “in volata” dalle concessionarie a se stesse per poi languire nei depositi in attesa di un vero acquirente. Un fenomeno certo non nuovo e che puntualmente viene sottolineato, come per esempio ha fatto Federauto all'indomani dei dati del mercato di maggio. La novità è, in un certo senso, disporre dei dati che danno un'idea del fenomeno.

STATISTICHE “ESTROGENATE” – Gli scopi di questo modo di procedere sono noti: grazie alle “km zero”, le concessionarie che arrancano hanno la possibilità di raggiungere gli obiettivi di vendita mensili assegnati dai costruttori (che fruttano, se “agganciati”, premi in denaro), mentre questi ultimi svuotano un po' i piazzali. E a fine mese, gonfie di immatricolazioni forzate, le case possono vantare vendite inesistenti. Insomma, anche se non tutte le immatricolazioni degli ultimi tre giorni del mese corrispondono ad altrettante “km zero”, la tabella indica che le statistiche ufficiali sono abbondantemente “estrogenate” e permettono alle case di affermare di aver mantenuto o addirittura aumentato le loro quote di mercato e che le cose, tutto sommato, sono andate meno peggio del previsto. Per qualcuna poi, i dati gonfiati sono utili a sostenere le loro quotazioni in borsa, che forse ne risentirebbe se gli investitori sapessero, per esempio, che la quota di mercato vera è magari del 10%, mentre il resto è dovuto a macchine ancora da vendere che appesantiscono i conti della rete. Questo spiega perché certi dati non vengono di solito rivelati, ma solo sussurrati tra gli addetti ai lavori. Gli stessi addetti che sanno benissimo, e da anni, che le “km zero” sono gradite solo ai clienti perché costano meno delle stesse vetture nuove ancora da targare, ma rovinano il mercato di queste ultime, oltre a generare margini perlopiù inconsistenti. Insomma, sono considerate un male necessario per far fuori un po' di sovraproduzione degli stabilimenti.

TABELLA ELOQUENTE – E ora, due parole sui dati più significativi della tabella. Sulle 137.442 vetture nuove immatricolate a luglio, il 34,32%, cioé 47.169 esemplari, hanno ricevuto le targhe negli ultimi tre giorni del mese. Di queste, 28.844 (il 30,12%) sono di marca estera (inclusi i modelli Chrsler-Jeep-Dodge ora del gruppo Fiat), mentre 18.858 (il 44,33%) sono italiane. In pratica, quasi una vettura italiana su tre è stata immatricolata il 29, 30 o 31 luglio. Come abbiamo già sottolineato, non tutte queste vetture, italiane o meno, saranno state “km zero” (ci sono campagne promozionali che si concludono a fine mese e quindi provocano una certa concentrazione di immatricolazioni, e a luglio molti clienti insistono per farsi consegnare l'auto nuova con la quale andare in vacanza), ma le percentuali, comunque le si guardino, fanno apparire assolutamente poco credibili i dati ufficiali. La palma d'oro delle immatricolazioni “last minute” va a Honda con il 60,95%, mentre la seconda e terza in classifica sono ancora marche estere: Mazda, la cui percentuale è del 57,66%, e Subaru, che  ha il 48,99%. Tuttavia, si tratta di costruttori che in Italia registrano volumi di vendita molto contenuti. Tra le case che invece da noi fanno grandi volumi, preoccupano il dato di Fiat (46,86% di auto immatricolate negli ultimi tre giorni, con 13.391 esemplari) e quello di Ford (4.687, il 42,31%). Sintomo di difficoltà anche il valore di Smart: 1.004 esemplari, cioé il 45,66% dell'immatricolato del mese. Come si vede, l'accelerazione dell'attività a fine mese è un fenomeno che non risparmia i costruttori dei modelli cosiddetti “premium”: lo dimostrano i dati di Audi (23,01%), Bmw (29,91%), Mercedes (25,82%), mentre Jaguar, per motivi incompensibili, non figura nella tabella (dimenticanza del ministero o pudore della casa?). Tra chi invece ha immatricolato meno “last minute” c'è Daihatsu (7,28%), seguita da Volvo (12,28%) e da Mitsubishi (13,95%). Non a caso, per queste marche, il flusso di targature giornaliere per ciascuno degli ultimi tre giorni del mese diminuisce invece di aumentare.

La tabella con tutti i dati la trovate qui di seguito e nel file pdf allegato in fondo alla news.

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