Il mercato a luglio cede il 1,92 %

Rallenta la caduta del mercato in luglio, contenuta al 1,92 %, ma la situazione è grave

5 agosto 2013 - 16:42

La crisi non va in vacanza, c'è stata una nuova flessione del mercato dell'auto a luglio, che si è chiuso con una perdita dell'1,92% rispetto allo stesso periodo del 2012 (109.617 unità), per un totale di 107.514 pezzi immatricolati. Nel conteggio da inizio anno, i volumi complessivi ammontano a 839.481 unità, con una contrazione del 9,2% rispetto a gennaio-luglio 2012 (924.830 unità).

LA SITUAZIONE ITALIANA –  Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, ha commentato così: “Nonostante un forte ricorso ai kilometri zero, il mercato dell'auto ci manda un unico segnale: stallo totale, sfiducia tra i consumatori, mancanza di iniziative in grado di favorire un'inversione di tendenza. La situazione di crisi del mercato automobilistico italiano sta compromettendo il futuro dell'automotive, che costituisce la principale filiera industriale, commerciale e dei servizi nel nostro Paese. Si tratta di un complesso di vari settori che rappresenta l'11,4% del PIL, il 16,6% di contribuzione al gettito fiscale nazionale e occupa, con l'indotto allargato, 1.200.000 addetti. Gli indicatori del settore continuano ad essere negativi, con pesanti riflessi in termini di riduzione del gettito fiscale, chiusura di aziende e licenziamenti, ricorso massiccio ai contratti di solidarietà, cassa integrazione ordinaria,  straordinaria e in deroga, disfacimento di realtà imprenditoriali che non generano più valore, ricchezza e lavoro”.

LE SCELTE POLITICHE – Nel biennio 2011-2012 il settore è stato sottoposto a incrementi di accise sui carburanti e di imposta RC Auto, a cui si sono aggiunti la maggiorazione dell'IPT, il doppio intervento sulle auto di lusso con l'introduzione prima e il raddoppio poi del “superbollo”. Così, l'appesantimento fiscale pari a 8,7 miliardi di euro. Inoltre, nel corso del 2012, il regime fiscale delle auto aziendali è stato rivisto portando le deduzioni dal 40% al 27,5%. Tali deduzioni sono state ulteriormente compresse al 20%, nonostante in Europa questi automezzi si possano dedurre al 100%. Il Paese, nel solo 2012, ha perso circa 3 miliardi di euro dal settore automotive, ascrivibili principalmente al minor gettito IVA.

LA PROPOSTA DELL'IVA RIDOTTA – Per uscire da questa empasse proponiamo l'IVA agevolata per i privati. Quindi, se uno rottamasse una vettura con più di dieci anni, avrebbe diritto a un'Iva ridotta. Faccio un esempio con dati di fantasia: se un cliente acquistasse un autoveicolo a basso impatto ambientale avrebbe il 10% di Iva il primo anno, il 12% il secondo, il 14% il terzo e normale dal 4°. Siamo certi che con questo provvedimento potremmo alzare il mercato di circa 200.000 unità all'anno. In questo modo lo Stato potrebbe introitare circa 600 milioni di euro aggiuntivi e dovrebbe investirne solo una parte. Non solo, così sosterremmo il mondo del lavoro, risparmieremmo in ammortizzatori sociali e disporremmo di un parco circolante più ecologico e più sicuro.

L'intervista completa sarà disponibile sul prossimo numero di Federauto Time

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