Il dietro le quinte della produzione della gomma per gli pneumatici

Il dietro le quinte della produzione della gomma per gli pneumatici La coltura degli alberi della gomma e la loro lavorazione forniscono lavoro a ben trenta milioni di persone nel mondo

La coltura degli alberi della gomma e la loro lavorazione forniscono lavoro a ben trenta milioni di persone nel mondo

22 Giugno 2011 - 06:06

La sopravvivenza degli agricoltori della gomma è minacciata dalla deforestazione. I produttori di pneumatici consumano quasi il 70% della produzione mondiale di gomma naturale. Le grandi aziende dello pneumatico devono quindi fare la loro parte per proteggere e preservare queste risorse naturali nonché garantire una coltivazione sostenibile degli alberi della gomma (hevea).  Da molti decenni si coltivano piantagioni di hevea per migliaia di ettari in Brasile e in Nigeria, che producono una discreta percentuale del fabbisogno complessivo di gomma naturale del pianeta.

BIODIVERSITA' – Esistono alcuni “corridoi ecologici” che coprono una superficie di circa 3.000 ettari e collegano i tre bacini della foresta atlantica al fine di mantenere la continuità fra il litorale e le aree dell'interno. Questa foresta tropicale, che in origine si estendeva lungo l'intera costa brasiliana, copre oggi solo il 10% della sua superficie originale ed è una delle foreste tropicali più a rischio del pianeta.

GLI AGRICOLTORI – Per realizzare i “corridoi ecologici”, le aziende hanno stabilito una stretta collaborazione con i governi locali e gruppi per la tutela della biodiversità. Inoltre, hanno creato piantagioni di gomma a conduzione familiare fornendo a piccole fattorie limitrofe (qualche migliaio di famiglie) varietà resistenti di hevea prodotte. Con l'aumento dei prezzi della gomma e di altre materie prime, le comunità locali sono più inclini a diventare produttori, garantendo così le forniture. Dopo un'indagine sul territorio e le sue specie, è stato avviato anche un programma di riforestazione. Più di 2.700 acri nella piantagione di Bahia, in Brasile, sono stati lasciati completamente incolti per preservare la foresta primordiale e tutelare flora e fauna. Nell'ambito dei progetti, sono state reintrodotte specie animali e lanciate iniziative per incoraggiare l'eco-turismo nell'area circostante la cascata al fine di proteggere al meglio l'ambiente. Nell'intento di preservare l'ecosistema, le aziende stanno contribuendo a sensibilizzare la comunità locale al tema dell'ecologia in collaborazione con varie organizzazioni (CETREL, BioBrasil e Tropical Nature Foundations ).

LE MALATTIE DELLA GOMMA – Non sono rare le collaborazioni attive con numerose università, enti scientifici e centri di ricerca per contrastare con maggiore efficacia una malattia sudamericana causata dal microcyclus ulei, un fungo che attacca le foglie dell'albero della gomma brasiliano e potrebbe costituire un serio pericolo per le piantagioni africane e asiatiche. I risultati di questa ricerca hanno consentito anche di selezionare e far riprodurre le varietà di hevea più resistenti all'attacco dei parassiti.

TUTELA – Anche in Nigeria, dove c'è impegno nella tutela dell'ambiente. I 500 ettari di foresta pluviale tropicale nella piantagione sul fiume Osse al confine con il Parco Nazionale di Okumu (zona protetta dal 1999) sono oggi considerati l'ultima riserva del suo genere nella parte occidentale del Paese.

RICICLO – Oggi, un numero sempre minore di pneumatici finisce in discarica o nella spazzatura perchè nuove possibilità di riciclaggio diventano via via disponibili e cresce il numero di persone consapevoli delle problematiche ecologiche connesse. Continua l'impegno nella battaglia per la tutela dell'ambiente e la partecipazione  attiva alle iniziative comuni nel settore per incentivare il riciclaggio degli pneumatici non più utilizzabili. In Europa, lo smaltimento in discarica è illegale dal 2003 per i pneumatici interi, mentre dal 2006 il divieto si è esteso anche ai frammenti.

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