Il Car Sharing continua a crescere: chi e perché rinuncia alla propria auto?

Nel 2016 si sono registrati 6,3 milioni di noleggi, una ricerca traccia l'identikit di chi preferisce sempre di più il car sharing alla propria auto

25 maggio 2017 - 22:44

Nel 2016 gli abbonati ai servizi di Car Sharing in Italia hanno sforato il milione, questo è un chiaro indice di come le nuove forme di mobilità stiano riscuotendo successo nel nostro Paese. I numeri dell'auto condivisa nazionale sono in crescita e Roma e Milano ne sono al momento le capitali, sia per numero di abbonati che di noleggi. Ma qual è il profilo dell'utilizzatore italiano, chi si rivolge alle compagnie di Car Sharing e, soprattutto, perché ha scelto di rinunciare all'auto di proprietà? L'assemblea ANIASIA è stata incentrata proprio su questi e altri quesiti sul tema del Car Sharing, scopriamo le risposte.

INTERROGATIVI SU UN FENOMENO IN PIENA ASCESA ANIASIA, l'Associazione Nazionale Industria dell'Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria, ha condotto assieme alla società di consulenza BAIN & Company uno studio approfondito sull'attuale condizione del Car Sharing nel nostro Paese. Con il titolo “Il Car Sharing in Italia: soluzione tattica o alternativa strategica?”  si è voluto rispondere a una serie di interrogativi sul promettente fenomeno dell'auto condivisa, soprattutto per stilare il profilo di chi utilizza questo servizio, sull'impatto che le nuove forme di mobilità hanno sulla congestione del traffico cittadino (Sapevi che è stato scoperto l'algoritmo degli ingorghi?) e su quale sarà il futuro del Car Sharing nell'evoluzione intermodale. Il grafico di seguito mostra la crescita del fatturato e i numeri prodotti dall'auto condivisa in Italia.

L'IDENTIKIT DI CHI GUIDA LE AUTO DEL CAR SHARING Attualmente 2 persone su 10 hanno scelto di rinunciare alla vettura di proprietà affidandosi ai servizi delle compagnie di Car Sharing. Una delle principali motivazioni che ha spinto oltre 1 milione di italiani a salire a bordo dell'auto condivisa è il minor costo di gestione di quest'ultima sulle percorrenze medio basse (fino a 8.300 km/anno per un'auto di medie dimensioni). L'utente tipo, secondo i dati raccolti ed elaborati per la realizzazione dello studio, è un uomo di 38 anni, pendolare e che possiede, in media, 2.8 abbonamenti di compagnie diverse. L'utilizzo più diffuso e per il tragitto casa lavoro e ritorno, spesso l'auto viene utilizzata da più persone contemporaneamente per ridurre ulteriormente i costi.

NOVE AUTO DI PROPRIETA' IN MENO PER OGNI AUTO CONDIVISA Il Car Sharing viene utilizzato in prevalenza come alternativa ai mezzi pubblici, il 55% del campione intervistato ha infatti dichiarato di preferirlo ad autobus e taxi; il 40% lo utilizza al posto dell'auto di proprietà, quest'ultima posseduta dal 52% degli abbonati ai servizi italiani di auto condivisa. Il Car Sharing è quindi, al momento, considerata una forma di mobilità aggiuntiva, il 43% degli intervistati si è dichiarato ancora non pronto a fare completamente a meno della propria vettura. In base ai dati raccolti, considerando le iscrizioni ai servizi e alle flotte disponibili, si stima che ogni vettura in sharing tolga dalla strada fino a 9 automobili di proprietà. La stima ovviamente è un valore cumulato su più anni, ogni anno soltanto i neoiscritti rinunciano a usare la propria auto e, come sottolineato nello studio, non da subito (Leggi qui perché Mercedes crede nel Car Sharing tra privati).

LE CARATTERISTICHE PIU' IMPORTANTI E I DESIDERI DEGLI UTILIZZATORI La ricerca ha messo in luce quali sono le caratteristiche che fanno preferire un servizio di Car Sharing ad un altro e cosa gradiscono trovare a bordo gli utilizzatori. Il costo del servizio è la discriminante principale per il 63% degli intervistati (In Europa l'Italia è seconda assoluta per il costo di gestione di un'auto), il 53% tiene in grande considerazione la presa e la riconsegna libera, intesa come stallo nel quale iniziare e concludere il noleggio. In riferimento alla vettura per il 48% è fondamentale un abitacolo pulito, per il 40% i servizi di sicurezza, per il 39% dispositivi quali il navigatore o il vivavoce Bluetooth. Tra i desideri di chi usa l'auto condivisa spiccano la certezza del costo per un determinato tragitto, specie se conteggiato al minuto, flotte più corpose e un maggior numero di parcheggi, soprattutto nelle periferie delle città.

ECCO COSA FRENA IL BOOM DEL CAR SHARING IN ITALIA Lo sviluppo dell'auto condivisa in Italia sembra essere costante, il mercato si prospetta sempre più dinamico ma a far da collo di bottiglia al boom del Car Sharing rischiano di provvedere la mancanza di una specifica normativa e la carenza di infrastrutture per parcheggi e scambi intermodali. Il primo aspetto è stato sottolineato da Andrea Cardinali, presidente di ANIASA: “Manca innanzitutto una definizione normativa di vehicle sharing, così come una cornice legislativa unica per gli operatori pubblici e privati, i quali oggi si confrontano con regolamentazioni del servizio disomogenee fra una città e l'altra, che creano anche confusione nell'utente finale specialmente quando è in trasferta”. In merito alle infrastrutture Cardinali ha poi aggiunto: “Come testimonia la ricerca, è necessario un potenziamento delle infrastrutture, prevedendo, tra l'altro, parcheggi dedicati e di scambio intermodale presso stazioni ferroviarie e della metropolitana, centri commerciali, poli universitari e ospedalieri: vere e proprie 'isole della mobilità' dove l'utente possa cambiare mezzo di trasporto in modo agevole e soprattutto garantito”.

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