I terroristi lavorano alla tecnologia driverless: l'allarme degli esperti finlandesi

Secondo alcuni esperti di cyber security l'ISIS vorrebbe utilizzare le auto senza pilota come droni e ha ideato un sistema per confondere i militari

16 marzo 2016 - 11:00

Quella che vi raccontiamo non è la trama di un thriller poliziesco, ma un probabile scenario futuro che da oggi ci farà guardare con occhi diversi le auto a guida autonoma. Secondo esperti in sicurezza, la tecnologia driverless potrebbe diventare un'arma micidiale in mano ai terroristi.

IL PRIMO ALLARME FBI RISALE A DUE ANNI FA  Scopriamo che già due anni fa, quando iniziarono gli avvistamenti dei primi prototipi driverless, il Federal Bureau of Investigation, meglio noto come FBI, pubblicò un rapporto circa il rischio dell'impiego delle future auto senza conducente da parte di gruppi terroristici. Il rapporto, intitolato Autonomous Cars Present Game Changing Opportunities and Threats For Law Enforcement (letteralmente Opportunità e Minacce per le Forze dell'Ordine con l'avvento delle automobili autonome), è stato scritto dallo Strategic Issues Group e analizza con lucidità l'impatto che avranno le auto a guida autonoma, come queste potranno facilitare il lavoro delle forze di polizia e quali rischi potrebbero comportare qualora venissero impiegate per attività criminali. Nei giorni scorsi dalla Finlandia è stato lanciato un allarme ancor più incisivo della disamina fatta dagli analisti FBI e apre scenari davvero inquietanti.

ANCHE L'ISIS AL LAVORO SULLA GUIDA AUTONOMA  Mikko Hypponen è un esperto di cybersecurity e ha collaborato con le più importanti agenzie investigative internazionali per la cattura di numerosi criminali informatici. Il cervellone finlandese ha dichiarato che come Google e Apple (sapevi che Brembo contribuirà alla Apple Car), anche i terroristi dell'Isis stanno lavorando allo sviluppo di automobili driverless da imbottire di esplosivo e da impiegare in attentati. Secondo Hypponen esistono prove “tangibili” di questa attività del pericoloso gruppo terroristico. Inoltre i “progettisti” dell'Isis starebbero mettendo a punto dei manichini per simulare i passeggeri e un sistema di riscaldamento per riprodurre il calore umano, così da ingannare una eventuale ispezione del veicolo con un visore termico. Con le auto senza condecente i terroristi non avrebbero più la necessità di assoldare kamikaze per azioni suicide e sarebbe sufficiente impostare la destinazione sul computer di bordo per colpire gli obiettivi degli attentati.

I PIRATI INFORMATICI NUOVI NEMICI DELLA SICUREZZA STRADALE  L'eventualità prospettata dall'esperto finlandese è a dir poco preoccupante, ma Mikko Hypponen pone l'accento anche sulla tematica della sicurezza informatica, la quale non riguarda soltanto le auto senza conducente, ma tutte le automobili moderne, sempre più connesse e gestite dall'elettronica. Il caso della Jeep Cherokee hackerata lo scorso autunno fu eclatante, ma si trattò di un attacco sperimentale (scopri come è stata piratata la Jeep Cherokee) compiuto da ricercatori e non da criminali. L'ipotesi diventa allarmante se si pensa ad un exploit del genere messo in atto da un terrorista e alle disastrose conseguenze. Gli attacchi potrebbero non limitarsi alle automobili, secondo Robert Hartwing di Insurance Information Institute, organismo di informazione e analisi in campo assicurativo, si ipotizza perfino la violazione dei sistemi informatici di un treno, il quale potrebbe schiantarsi o deragliare, o di una petroliera, che potrebbe essere dirottata da terroristi informatici e magari fatta arenare per creare un disastro ambientale. Le Case costruttrici hanno comunque dimostrato di non essere insensibili a queste problematiche e già dalla scorsa estate è stata creata, con l'ausilio di alcune agenzie di sicurezza USA, una task force contro le minacce digitali (leggi come le Case Costruttrici vogliono difendersi dalla pirateria) per condividere informazioni e soluzioni legate alla sicurezza informatica.

 

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