I 10 viadotti sequestrati in autostrada con barriere poco sicure

Autostrade accusata di aver sostituito le barriere sottobanco con altre non sicure in A14: ecco quali sono i 10 viadotti a rischio sequestrati dalla Procura

17 settembre 2019 - 11:00

Sono 10 i viadotti sequestrati in autostrada perché avrebbero barriere poco sicure: la decisione arriva dalla Procura di Avellino. Tutti i ponti sono sull’A14, detta anche Autostrada dell’Adriatico, gestita da Autostrade per l’Italia. Parliamo del secondo asse meridiano nel Belpaese, e va dall’Emilia-Romagna alla Puglia. Per la precisione, i viadotti nel mirino dei giudici sono fra la zona sud delle Marche e Abruzzo.

TUTTO NASCE DAL VIADOTTO DI ACQUALONGA

Attenzione però: il sequestro non nasce per il crollo del ponte Morandi del 2018, ma per il cedimento del guardrail del luglio 2013 ad Acqualonga (Avellino). È la strage del bus con 40 morti (foto in basso). In particolare, il Giudice delle indagini preliminari di Avellino vuole capire se le new jersey siano sufficientemente sicuro o no. E se quindi le barriere possano svolgere la loro funzione di contenimento dei veicoli in uscita di strada.

VIADOTTI SEQUESTRATI: ECCO DOVE

I viadotti con barriere sequestrate sono: Fosso San Biagio, Campofilone, Santa Giuliana, Santa Maria, Cerrano, Marinelli, Vallescura, Petronilla, Fosso Calvano, Vallelunga. Col rischio di paralisi per la circolazione. L’obiettivo è sincerarsi che i ponti siano sicuri, sotto tutti i punti di vista, anche in fatto di guardrail. Si fa prevenzione. Se si scopre che in realtà i viadotti sono sicuri, si dà il via alla riapertura. In caso contrario, l’esito della vicenda è incerta.

COME PER IL VIADOTTO DELL’A16

Il guaio per questi 10 viadotti sarebbe lo stesso di quello che, lo scorso inverno, indusse i giudici di Avellino a operare in maniera analoga sull’A16. Lo stesso problema potrebbe anche esserci altrove (300 opere sulla rete italiana), ma sono solo illazioni. Basate sul fatto che i tirafondi  per ancorare al suolo le barriere non sarebbero stati testati a dovere. Per ora, Autostrade per l’Italia fa solo sapere di aver speso più degli impegni inseriti nel piano finanziario: il consuntivo in manutenzione nel periodo 2000-2018 è di 5,430 miliardi di euro, pari a 196 milioni in più rispetto agli impegni di spesa previsti in Convenzione. Inoltre, il gestore ha deciso di adottare un principio di “trasparenza totale”: ogni documento aziendale riguardante la gestione dell’infrastruttura di rete potrà essere consultato ai cittadini che ne faranno richiesta. La società attiverà due “sportelli”, uno digitale sul sito autostrade.it, e uno fisico presso la sede a Roma.

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