Crollo Ponte Morandi

Crollo Ponte Morandi: finti controlli e documenti falsificati

Alcuni tecnici delle Autostrade avrebbero falsificato i controlli sulla sicurezza di almeno due viadotti. L'inchiesta è stata avviata in seguito al crollo del Ponte Morandi di Genova.

13 settembre 2019 - 15:55

Il filone parallelo dell’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi di Genova ha permesso di individuare gravi anomalie nei controlli su altre infrastrutture autostradali, per le quali saranno chiamati a rispondere alcuni dirigenti e tecnici di Autostrade per l’Italia e Spea Engineering, la società che si occupa del monitoraggio e dei controlli sull’intera rete. Dalle indagini sarebbero infatti emerse falsificazioni e omissioni concordate, finalizzate a occultare agli ispettori del MIT elementi rilevanti sulla condizione dei manufatti e il loro stato di conservazione. Che altrimenti avrebbero comportato una verifica globale dell’opera e altre misure precauzionali (compresa la chiusura).

INCHIESTA SUI VIADOTTI AUTOSTRADALI: LE MISURE CAUTELARI ESEGUITE

Dopo la tragedia di Genova, che ha causato 43 morti, alcuni tecnici di Autostrade e Spea avrebbero quindi continuato a falsificare i risultati delle misurazioni sullo stato di salute di alcuni viadotti autostradali, in particolare il ‘Pacetti’ sulla A26 Genova Voltri-Gravellona Toce e il ‘Paolillo’ sulla A16 Napoli-Canosa. È questa la teoria del pubblico ministero Walter Cotugno, che ha portato a nove misure cautelari eseguite stamane dai militari della Guardia di Finanza, su ordine del gip di Genova Angela Nutini, con l’accusa di falso. I provvedimenti eseguiti consistono in tre arresti domiciliari e sei misure interdittive dal pubblico servizio e dal divieto temporaneo di esercitare attività professionali a favore di soggetti pubblici o privati, con contestuali perquisizioni negli uffici dei soggetti colpiti. Altre sei persone risulterebbero indagate a piede libero.

IL CROLLO DEL PONTE MORANDI NON È SERVITO A NULLA?

Nel comunicato stampa diffuso dalla Guardia di Finanza per illustrare l’operazione, si legge che nell’ambito dell’attività scaturita dall’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi “sono emersi numerosi elementi indiziari a carico dei nove dirigenti e tecnici di Autostrade e Spea in ordine a una presunta attività di falso, relativa alle relazioni concernenti le condizioni e le criticità di ulteriori viadotti autostradali, per le quali la Procura di Genova ha aperto un nuovo procedimento penale […] I successivi approfondimenti effettuati hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza in ordine ad atti pubblici redatti da pubblici ufficiali ed afferenti alle attività di controllo sui viadotti Pecetti (A26) e Paolillo (A16), reiterati anche successivamente alla strage del 14 agosto 2018”.

LA RISPOSTA DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA

Poco dopo la notizia degli arresti e delle misure interdittive a danno anche di dirigenti e tecnici dell’azienda, Autostrade per l’Italia ha emesso una nota stampa in cui ha confermato la totale sicurezza dei viadotti Pecetti e Paolillo, precisando che “in nessun caso è stato riscontrato alcun problema riguardante la sicurezza di questi e altri viadotti oggetto di indagine”. Tra l’altro alla verifica delle infrastrutture avrebbero preso parte anche società esterne specializzate in tale tipo di monitoraggi, oltre che i competenti uffici ispettivi del MIT. Sulla scorta delle informazioni che potrà assumere e approfondire prossimamente, Autostrade per l’Italia non ha escluso di poter attivare ulteriori azioni a propria tutela, restando a disposizione degli organi inquirenti.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Guida distratta: il 14% delle multe in una settimana solo in autostrada

Gomme quattro stagioni: Dunlop debutta con le Sport All Season

24 Ore Le Mans 2020: Toyota e Peugeot protagoniste in gara