“Guidare il Futuro”: ecco come può rilanciarsi il mondo dell'auto

La mobilità si inserisce come elemento di efficienza e competitività aziendale, ecco cosa è emerso nel convegno organizzato Arval

2 luglio 2013 - 11:00

Diversi gli elementi emersi durante il convegno che si è tenuto a Milano a Palazzo Mezzanotte nella prestigiosa sede della Borsa e che ha visto i presenti affrontare le tematiche del settore auto in questo momento di forte crisi. Alla tavola rotonda hanno partecipato Grégoire Chové (Direttore Generale di Arval), Philippe Bismut (CEO di Arval), Massimo Nordio (Presidente UNRAE), Luigi Abete (Presidente di BNL); ecco quali sono stati i temi principali per affrontare questa crisi che ha cambiato le logiche che dominavano il settore dell’auto.

LA CRISI DELL'INDUSTRIA – Secondo Luigi Abete bisogna separare il mercato dell’auto in due componenti: quello dello fabbriche, che è in crisi, e quello di tutta la filiera dell’automobile con i suoi servizi, dalle assicurazioni al post vendita (settore, questo, che sta rispondendo bene alla crisi). La fabbricazione dei mezzi di trasporto (-41% secondo recenti studi Promotor) risente non soltanto dell'andamento particolarmente negativo dell'economia, ma anche di un complesso di fattori che vanno a frenare l'acquisto di vetture da parte delle aziende come ad esempio il caro-carburanti, il caro-assicurazioni e una tassazione unica in Europa che spingono chi deve valutare l'acquisto dell'auto a non comprare.

LO SVILUPPO DEI SERVIZI – Parallelamente alla crisi del settore produttivo il mondo dell'auto vive invece un buon periodo per quanto riguarda la filiera. In particolar modo le assicurazioni (note le accuse di cartello e di tariffe troppo alte da parte delle associazioni dei consumatori) e le officine indipendenti; queste ultime, infatti, stanno approfittando del fatto che i contratti di noleggio si sono allungati e che i clienti privati rimandano l'acquisto dell'auto nuova rivolgendosi così da loro per la manutenzione della propria auto.

LA SOLUZIONE DEL NOLEGGIO – Molte grandi aziende (circa l'80%) hanno scelto il noleggio che, grazie all'esborso fisso mensile, rappresenta per il cliente la possibilità di pianificare senza sorprese la spesa relativa all'auto. A questo punto, secondo Grégoire Chové, “Occorre modificare la cultura della proprietà a favore del noleggio per tutte le PMI, ad oggi infatti non più del 7% delle piccole e medie imprese opta per il noleggio, dove la mobilità aziendale si inserisce come elemento in grado di supportare le imprese nella ricerca di efficienza e competitività oltre che crescita e sostenibiltà”.

I VANTAGGI PER L'AMBIENTE – In Europa, secondo uno studio GE Capital, negli ultimi 4 anni il rinnovamento del parco auto delle flotte aziendali ha prodotto un risparmio pari a 13 milioni di tonnellate di CO2; ai gestori di flotte aziendali farà piacere sapere che questo rinnovamento ha fatto risparmiare una quantità di carburante del valore pari a circa 6,2 miliardi di Euro.

IN CONCLUSIONE – Il noleggio a lungo termine dovrebbe sempre essere preso in considerazione, insieme ai più classici “proprietà” e leasing, all'atto del rinnovo del parco auto aziendale; saranno poi come spesso accade le logiche di bilancio di ogni singola azienda a portare verso una scelta o l'altra. Ad ogni modo a nostro avviso la situazione di mercato così negativa avrebbe bisogno di modifiche ai tristemente noti accanimenti fiscali a carico dell'auto con provvedimenti seri e stabili nel tempo (le quote scalabili dalle tasse per le auto aziendali cambiano ogni anno rendendo praticamente impossibile pianificare in maniera affidabile i costi). Più che i soliti incentivi servirebbe un sistema fiscale adeguato, in modo da favorire di una reale crescita economica del Paese, che non limiti eccessivamente il reddito dei cittadini e che soprattutto permetta alle imprese di poter investire.

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