Guida autonoma a controllo vocale: la Model S come K.I.T.T.

Jason Goecke ha implementato il sistema Echo di Amazon nell'Autopilot di una Tesla Model S, ma il Costruttore ne prende le distanze

6 maggio 2016 - 9:00

Un general manager della piattaforma Tropo è riuscito a rendere la propria Tesla Model S ancora più avveniristica, grazie anche al servizio Alexa Skill Kit: l'auto risponde ai comandi vocali del padrone. Intanto Tesla prende le distanze da questa iniziativa e non pare collaborare per contribuire allo sviluppo, dato che non fornisce dati specifici sul software dell'Autopilot.

IL PROGETTO L'idea di rendere la propria Tesla Model S un dispositivo capace di “sentire” la voce del proprietario è venuta a Jason Goecke, che ha cercato di sfruttare le conoscenze accumulate nell'azienda Tropo per sviluppare il software adatto. Il sistema si basa su una parola chiave che garantisce l'attivazione del comando vocale, dal quale poi parte il collegamento diretto ai servizi web di Amazon e ad un'interfaccia non ufficiale di Tesla.

TESLA MODEL S COME KI.I.T.T. Se un'idea del genere è riuscita a vedere la luce è perché le Tesla Model S sono dotate del sistema Autopilot (leggi qui dell'Autopilot in Italia, che arriverà semplicemente come optional), che garantisce loro una sorta di guida autonoma in fase primordiale, soprattutto perchè non è ancora ben chiaro come ogni governo voglia agire nel far girare su strada auto senza conducente (leggi come in Europa Google cerca di spianare la strada per la ricerca, e lo fa partendo proprio da un'intesa con il governo UK). La parola d'ordine per l'attivazione del sistema di ricezione vocale comandi non poteva che essere KITT, esattamente lo stesso nome dell'auto presente nel telefilm americano “Supercar”. Ovviamente l'auto è ben lontana dal poter eseguire ordini complessi come in tv, ma questo è sicuramente un primo e spedito passo verso un futuro che potrebbe vedere un'adozione massiccia di accorgimenti simili.

IN PRINCIPIO CI FU LO SMARTPHONE Considerando che Tesla stessa preferisce non aiutare tali iniziative per non rendere vulnerabili i propri sistemi, questo genere di idee è difficile che si sviluppino poiché non solo richiedono delle conoscenze di programmazione particolarmente avanzate, ma anche il tempo da investire in simili operazioni. Intanto cominciano a sorgere i primi problemi, poiché c'è da ricordare che i sistemi di input vocale non solo al momento allo stato di eccellenza, cosa che potrebbe creare un fraintendimento tra ciò che l'automobilista chiede e ciò che l'auto capisce (ed esegue). Delle anticipazioni simili ci sono state di altri Costruttori, che però hanno sempre sfruttato lo smartphone come piattaforma di dialogo con l'auto e gestione comandi, tanto da permettere di manovrare il veicolo direttamente dal display.

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