Guardrail assassini: M5S in pressing sul Governo

L'Associazione nazionale ciclo motociclo applaude all'iniziativa del MoVimento 5 Stelle: serve fare qualcosa contro i guardrail assassini

3 giugno 2013 - 6:00

Guardrail assassini, si faccia qualcosa: l'iniziativa è stata promossa dall'onorevole Dell'Orco, e altri parlamentari del MoVimento 5 Stelle, e punta a sollecitare il Governo nella tutela di chi utilizzata le due ruote su strada. Ma il discorso vale anche per le auto, come evidenziano – fra l'altro – gli incidenti gravissimi a Kubica, e alla Targa Florio.

IL PLAUSO DELL'ANCMA – Così, l'Associazione nazionale ciclo motociclo applaude all'iniziativa promossa dal MoVimento 5 Stelle, perché la situazione infrastrutturale del nostro Paese impone interventi mirati, per abbattere il tasso di mortalità corrente. La risoluzione parlamentare, oltre a illustrare in maniera puntuale il quadro generale, mette in evidenza la pericolosità dei guardrail e le soluzioni adeguate per mettere sulla strada elementi compatibili con gli utenti della strada. Questo sistema di ritenuta stradale, formato da sbarre in lamiera ondulata, nervata e scatolata ai bordi, sorretta da sostegni elastici e situato sui bordi della carreggiata, non è stato progettato e testato tenendo in considerazione le conseguenze drammatiche a seguito di un impatto. Tanto che il guardrail viene definito “assassino” vista la vocazione mortale intrinseca.

ANCHE L'AMI È ATTIVA DA TEMPO – D'altronde, anche l'Ami (Associazione motociclisti incolumi) si batte da anni contro i guardrail assassini: già nel 2008, lanciò l'iniziativa “Adotta un guardrail”, una raccolta fondi tra gli utenti delle due ruote, che si pone l'obiettivo di installare sulle strade italiane barriere protettive integrate nei guardrail attualmente presenti e totalmente inadeguati a garantire protezione ai motociclisti. Era “un'ulteriore provocazione – spiegava il presidente Ami e medico traumatologo Marco Guidarini – a chi si dovrebbe occupare della nostra sicurezza e invece adotta tutte le scuse possibili per non fare nulla. Le soluzioni ci sono, noi le abbiamo già indicate. Prima sostenevano che le barriere salva-motociclisti non erano omologate, ora che sono state collaudate secondo le più severe normative europee, lamentano che non ci sono le risorse per mettere in sicurezza le curve più pericolose. Basterebbero pochi euro al metro, cionostante non perdono occasione per assumersi il merito di nuove azioni, in nome e per conto della sicurezza”.

INFRASTRUTTURE INADEGUATE – Secondo il Maids (Motorcycle Accidents In Depth Study), in Italia le infrastrutture inadeguate sono concausa di incidenti nel 25% dei casi, circa il doppio rispetto alla media europea: discorso che riguarda moto, auto e altri veicoli. Nel 2011, la presenza di ostacoli accidentali o fissi sulla strada ha provocato la morte di 96 centauri e il ferimento di altri 2033: serve un intervento sulle infrastrutture può avere nella riduzione degli infortuni per i conducenti di motocicli e ciclomotori. Un impegno, in questa direzione, della sfera pubblica comporterebbe anche un forte contenimento dei costi sociali provocati dagli incidenti stradali: 30 miliardi di euro.

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