Google Car a fuoco: arrestato l'artefice dei numerosi attacchi incendiari

La Polizia ha messo fine agli spari e alle molotov scagliate contro le auto e la sede di Google in California

11 luglio 2016 - 11:20

Il gigante dell'informatica Google ancora non riesce a trovare pace in merito alla faccenda degli incendi dolosi causati da cocktail infiammabili, anche se il sospetto attentatore sarebbe stato arrestato prima di costruire una nuova Molotov. Diverse sarebbero state le Google Car date alle fiamme nel corso del tempo, così come sarebbero state messe in piedi altre azioni per intimorire il gigante di Mountain View.

ATTENTATORE SERIALE Negli USA è stato fermato dalla polizia Raul Diaz, di Oakland, accusato di aver portato a termine una serie di attacchi incendiari nei confronti delle auto di Google, le cosiddette Google Car. L'uomo avrebbe nel tempo costruito delle bombe incendiarie, per poi lanciarle contro le auto incaricate di fotografare le città per ricreare una mappa virtuale del mondo fruibile direttamente via web. Diversi sarebbero stati i suoi attacchi nel corso del tempo, ai quali si sarebbero aggiunti anche una serie di spari contro le finestre della sede del colosso Big G.

LE AUTO IN FIAMME Gli attentati che vedrebbero Diaz come responsabile sarebbero partiti il 19 maggio con l'incendio doloso di una Google Car (leggi della Google Car data alle fiamme vicino il quartier generale di Big G), ma si sarebbero protratti nel tempo con un nuovo attacco nel mese di giugno. La polizia è arrivata al colpevole grazie alla sua auto, una Volkswagen Touareg 2004-2005, e dopo aver fermato il sospetto ha potuto mettere a verbale quella che potrebbe essere quasi una prova schiacciante: all'interno dell'auto è stata trovata una valigetta contenente tutto l'occorrente per preparare una bomba Molotov. Qualora i sospetti su Raul Diaz venissero confermati in tribunale l'uomo potrebbe dover scontare una pena fino a 20 anni di galera, ridotta poiché nessuno è stato ferito durante le sue rappresaglie.

ATTENZIONE ALLA POLIZIA Se da un lato le Google Car permettono al colosso americano di offrire un servizio che non ha precedenti, lo Street View, dall'altro è stato registrato un caso di polizia che ha camuffato i propri furgoni con gli adesivi di Google Maps (leggi del furgone della polizia di Philadelphia camuffato da Google Car). Questa potrebbe essere una delle cause che avrebbero portato il sospettato a portare avanti delle rappresaglie nei confronti del colosso americano.

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