GM stronca Tesla: il suo hardware non basta per la vera guida autonoma

Non è "fisicamente possibile" arrivare alla guida autonoma di Livello 5 con l'hardware Tesla: GM stronca i piani di Elon Musk

9 ottobre 2017 - 17:12

La guida autonoma poggia su 2 pilastri fondamentali, ancora in fase di sviluppo: una “mente” raffinata, con relativo software, e una serie di sensori che possano alimentarla con dati affidabili e precisi. I muscoli in pratica esistono già: i servomeccanismi che controllano motore, trasmissione, sterzo e freni sono oggi collaudati, come dimostrato dai molti automatismi e ADAS già presenti nelle automobili. Ovviamente il tutto va coordinato da software perfezionati ma, come ben sappiamo, un computer senza processore e periferiche di input non funziona. Ricorderete l'annuncio che tutte le Tesla sarebbero stata dotate di sensori e processori in grado di gestire la guida autonoma? Bene: un esponente di General Motors ha dichiarato che questo assieme non riuscirà mai ad implementare una guida autonoma di Livello 5 (leggi dei livelli della guida autonoma e a che punto siamo). 

NON CE LA POSSONO FARE Questa previsione così netta arriva da GM, che sappiamo essere molto impegnata con le auto robot (leggi che i veicoli autonomi di GM creano 1100 assunzioni e muovono 14 milioni di investimenti): si tratta quindi di un'azienda che conosce la materia. A esprimere questi concetti è stato il Direttore dell'integrazione autonoma dei veicoli per General Motors, Scott Miller, durante un incontro con la stampa australiana di settore a Detroit. Il succo del discorso, raccolto da Caradvice, è che Tesla non riescirà a raggiungere il Level 5 della scala SAE utilizzando l'hardware dell'Autopilot 2. Miller ritiene infatti fisicamente impossibile arrivare in cima alla scala SAE, l'ultimo gradino della quale implica “un sistema di pilotaggio automatico, di tutti gli aspetti della guida dinamica in tutte le condizioni stradali e ambientali in grado di essere gestiti da un guidatore “.

OCCORRE RIDONDANZA Il ragionamento di Miller è questo: “il Level 5 richiede i sensori e la piattaforma di calcolo giusti per farlo. Noi usiamo LiDAR, radar e telecamere per fare questo e il motivo di questa dotazione è che pensiamo di aver bisogno non soltanto di un'integrazione profonda arrivare questo livello ma vogliamo anche una ridondanza”.

L'idea è che in situazioni critiche come l'impegnare un incrocio valutando la velocità degli altri veicoli non si può dare fiducia fiducia ad un solo sensore e che quindi occorre qualche altra conferma da altri tipi di sensore. Radar e LiDAR (leggi che Autoliv compra i LiDAR Fotonic per farsi strada nella guida autonoma) fanno un ottimo lavoro nel misurare la velocità degli oggetti mentre le videocamere sono specializzate nell'identificare gli oggetti stessi. Quindi si possono utilizzare i rilevamenti dei vari sensori per dare la sicurezza di aver compreso quel che accade intorno all'auto. Questo, secondo Miller, è importantissimo quando si tratta di lanciare la guida autonoma sul mercato di massa.

COAST TO COAST IN AUTONOMIA Miller aggiunge che comunque si potrebbe rinunciare a qualche sensore e alla conseguente perdita di “robustezza” nella guida. Ma probabilmente il set di sensori e processore delle attuali Tesla Model S non riuscirebbe comunque a raggiungere il Level 5. questa La posizione del dirigente GM sull'utilizzo dei LiDAR insieme ai radar e alle videocamere è in contrapposizione netta con il pensiero di Elon Musk, fermamente convinto che l'attuale insieme di sensori, che prevede videocamere, radar e sensori ad ultrasuoni, (leggi dell'Autopilot 2 più caro e non per tutti) permetterà la piena autonomia ad un prezzo accessibile ai consumatori. Musk ha persino rilanciato, dicendo che questo hardware sarà certamente in grado di supportare la guida autonoma, affermando che il sistema potrebbe essere 10 volte più sicuro di un essere umano persino ricorrendo soltanto alle telecamere. Ma c'è dell'altro: Musk ha anche confermato che entro quest'anno una Tesla riuscirà a partire dalla California e parcheggiare a New York completando il viaggio senza che i comandi vengano toccati da un essere umano. Il geniale Musk è in minoranza, dato che la maggior parte dei tecnici e ricercatori della “comunità della guida autonoma” pensa che i LIDAR a infrarossi, con le loro capacità di percepire l'ambiente circostante in 3D, siano fondamentali per dare affidabilità e sicurezza alle auto robot.

General Motors, che ovviamente vede Tesla come un concorrente, ha recentemente lanciato il suo sistema SuperCruise sulla Cadillac CT6, che dovrebbe permettere una guida autonoma di livello 2. Il gigante basato a Detroit ritiene che l'attesa per l'autonomia completa Level 5 durerà ancora 15 anni e un invito alla prudenza è stata espresso da Volvo, che ha parlato del 2035 come orizzonte (leggi che Volvo svela quanto è realmente sicura la guida autonoma).

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