Giovani alla guida e incidenti mortali

Diminuisce il tasso di mortalità per gli incidenti stradali, ma rimane alta la percentuale di giovani deceduti

5 dicembre 2011 - 10:00

Sono stati pubblicati in questi giorni i risultati delle analisi sugli incidenti stradali effettuate dalla Polizia Stradale, con il progetto Icarus, e dell'ETCS (European Transport Safety Council), con il progetto Road Safety Performance Index – PIN. Se i risultati da un lato hanno dimostrato una riduzione della mortalità a seguito di sinistri, dall'altro hanno evidenziato una tragica verità: in Europa, l'incidente stradale rappresenta la prima causa di morte per i giovani. 

GIOVANI VITTIME – Il Road Safety Performance Index, sviluppato dall'ETSC (Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti), è lo strumento di analisi utilizzato dagli Stati membri dell'Unione per identificare le migliori politiche applicabili in materia di sicurezza stradale. Il report, che considera le performance dei vari stati europei in questo settore, ha evidenziato che i giovani europei rappresentano la fascia di popolazione più soggetta agli incidenti stradali. Il numero di giovani tra i 15 e i 30 anni che hanno perso la vita in incidenti sulle strade di tutta l'Europa dal 2001 a oggi è pari a 140 mila, dei quali 9.150 solo nel 2010. Il 20% della popolazione europea appartiene a questa fascia che, da sola, conta il 30% del totale degli incidenti mortali sulle strade. Il tasso di mortalità dei giovani è del 69% più alto rispetto al dato registrato per la restante popolazione. Il PIN report rivela inoltre che l'81% delle giovani vittime è di sesso maschile. Questo significa che per ogni ragazza deceduta sulla strade, si contano 4 ragazzi. La cause principali di incidenti mortali sono rappresentate in particolare dalla velocità di marcia eccessiva, dalla guida sotto effetto di stupefacenti o in stato di ebbrezza e dal mancato utilizzo delle cinture di sicurezza. In Italia il numero giovani che hanno perso la vista sulle strade è diminuito di poco più dell'8% (un punto in più rispetto all'obiettivo dell'Unione Europea, fissato al -7%).

IL PROGETTO ICARUS – Anche la Polizia Stradale italiana, in collaborazione con la Commissione Europea e la Fondazione ANIA (Associazione Nazionale per le Imprese Assicuratrici), si occupa di promuovere l'educazione stradale grazie al progetto ICARUS (Inter-cultural Approaches for Road Users Safety) che si prefigge di costruire in Europa una rete di ricercatori, educatori e operatori di polizia per una ricerca sui comportamenti di guida dei giovani guidatori e sui principali fattori che mettono a repentaglio la sicurezza stradale. L'iniziativa vede anche la collaborazione della Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma e ha coinvolto 12 mila giovani di 14 Paesi appartenenti all'Unione.

PIÙ VITTIME DI NOTTE E NEI WEEK-END – Dalle ultime analisi, discusse il 28 novembre 2011 a Roma, tra il 2001 e il 2010, in Italia il tasso di mortalità complessivo da incidenti stradali è diminuito del 42,4% (la media europea è del 42,8%) e nel 2010 i morti sono stati 31.111, il 10% in meno rispetto al 2009. Il report presentato dimostra che nel 2010 il 12,9% degli incidenti mortali s'è verificato nella fascia oraria compresa tra le 22:00 e le 6:00 e il sabato sera risulta essere il giorno che conta più vittime, ben 702, corrispondenti al 17,2% del totale. Il week-end conta un elevato tasso di mortalità (rapporto tra numeri di morti per incidenti stradali): la domenica si contano 3,1 morti ogni 100 incidenti, mentre il sabato se ne contano 2,4. Per quanto i risultati sembrino dimostrare una maggiore attenzione degli stati europei nei confronti della sicurezza stradale, sembra però che i giovani non riescano ancora a capire l'importanza dei sistemi di sicurezza e delle regole che vengono dettate non per limitare le libertà individuali, ma per garantire la salute degli automobilisti.

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