General Motors, i tagli ai Suv minacciano il sogno americano

General Motors sente la flessione del mercato USA e inizia con i tagli di personale e dei turni di lavoro, i sindacati sono già in rivolta

 
General Motors, i tagli ai Suv minacciano il sogno americano General Motors sente la flessione del mercato USA e inizia con i tagli di personale e dei turni di lavoro

General Motors sente la flessione del mercato USA e inizia con i tagli di personale e dei turni di lavoro, i sindacati sono già in rivolta

25 Settembre 2017 - 07:09

Il mercato americano dell'auto sta vivendo un momento di profondo cambiamento. Se il 2016 ha gratificato le Case costruttrici, sia nazionali che straniere, l'anno in corso sta riscrivendo a tinte meno rosee la storia; la domanda di automobili nuove sta progressivamente calando e una delle prime conseguenze è il ridimensionamento della forza lavoro negli stabilimenti produttivi. Le condizioni attuali del mercato sembrano aver toccato un nervo scoperto per General Motors, lo storico costruttore statunitense ha annunciato di voler ridimensionare organico e turni di lavoro in alcune sue fabbriche. La reazione dei sindacati non è tardata e alcuni stabilimenti sono stati fermati dai dipendenti in sciopero.

SCIOPERI E AGITAZIONI COME PRONTA REAZIONE ALLE SCELTE GM In General Motors si sta vivendo una sorta di terremoto invisibile e, più o meno, silenzioso; la Casa costruttrice sta operando dei tagli mirati al personale di vari stabilimenti tra Stati Uniti e Canada. La motivazione del ridimensionamento è da ricercare nella flessione della domanda di nuove auto e si rende così necessario ridurre i costi di gestione. La notizia ovviamente non ha trovato il consenso né dei lavoratori né delle organizzazioni sindacali che li rappresentano, sono già stati indetti scioperi e agitazioni in alcune delle factory strategiche del Gruppo nordamericano (Lo scorso dicembre GM annunciava investimenti in USA, leggi qui).

TAGLI MIRATI ANCHE NELLE FABBRICHE DEI SUV Nelle prossime ore tra 250 e 300 lavoratori della fabbrica GM di St. Catharine in Ontario, nei pressi delle Cascate del Niagara, saranno licenziati; la fabbrica produce trasmissioni per il SUV Chevrolet Equinox, la seconda vettura più venduta del Gruppo americano. Altro taglio riguarda lo stabilimento di Spring Hill, nel Tennessee, dove il costruttore ha deciso di eliminare il turno di notte, mettendo in forse il futuro dei circa 1.000 dipendenti interessati. La fabbrica in questione produce due modelli SUV, i quali hanno riscosso lo scorso anno un notevole successo commerciale. L'ultimo tassello del ridimensionamento, al meno fino a questo momento, è uno stabilimento di Flint nel Michigan, dove GM produce piccoli propulsori (Rimani informato sugli scioperi nel settore auto, leggi qui).

ALTO E' IL SOSPETTO DI UN TRASFERIMENTO IN MESSICO A entrare in sciopero per protestare contro le decisioni di General Motors sono stati circa 2.500 lavoratori dello stabilimento di Ingersoll in Ontario, la fabbrica dove viene prodotto il SUV strategico Equinox. Lo sciopero è stato indetto alla fine di un tavolo delle trattative durante il quale non è stato trovato un accordo soddisfacente tra il costruttore e le sigle sindacali. I rappresentanti dei lavoratori temono che GM stia avviando una strategia per ridurre i costi della produzione statunitense trasferendone una cospicua quota nelle fabbriche che il Gruppo possiede in Messico (Sapevi che Opel è stata ceduta da GM al Gruppo PSA? Leggi qui). Sarà interessante vedere, qualora l'ipotesi dei sindacati si rivelasse reale, come reagirà l'amministrazione Trump, che ha fatto del protezionismo e della difesa del lavoro il vessillo della propria campagna elettorale.

 

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