General Motors, con la stampa 3D componenti auto più leggeri e resistenti

Con la stampa 3D General Motors è sicura di poter ridurre il costo delle auto elettriche: il primo test apre le porte all'industrializzazione

7 maggio 2018 - 12:50

Quando Mary Barra, AD di General Motors ha annunciato al mondo che il Gruppo avrebbe iniziato a fare profitti con le auto elettriche dal 2023, non tutti hanno colto quelle con particolare stupore; incredulità dettata principalmente da costi di produzione, efficienza e distribuzione sui mercati ancora troppo limitata mentre manca poco a quella data. L'accordo appena ufficializzato tra General Motors e Autodesk potrebbe portare realmente una semplificazione ingegneristica della produzione dell'auto, dando maggiore risalto alla stampa 3D oltre la semplice prototipazione. Il primo test dimostra che con le parti prodotte sono più leggere e resistenti, oltre a far risparmiare tempo e denaro.

LA STAFFA DI UN SEDILE, IL PRIMO TEST REALE L'annuncio non è certamente di quelli che mostrano programmi o buoni propositi futuristici, perché questa settimana i dirigenti General Motors hanno annunciato l'accordo con la società Autodesk – azienda di software e servizi per la progettazione  mostrando il risultato di un primo test reale che ha mostrato le potenzialità della stampa 3D nella produzione delle auto elettriche. Se fino a qualche tempo fa la stampa 3D era considerata di ausilio alla fase progettuale o alla realizzazione di utensili più leggeri – proprio come sta facendo Ford nella produzione di ricambi stampati in 3D, General Motors e Autodesk hanno dimostrato come realizzando una semplice staffa di un sedile si possa rendere più efficiente un'auto elettrica. Il discorso prescinde da tutte le difficoltà legate alla diffusione della rete di ricarica ovviamente ma è una novità che vale la pena approfondire. Leggi qui dei test di stampa 3D su cui anche BMW non vuole restare indietro.

8 COMPONENTI IN 1 Realizzando la stessa staffa per sedile che vedete nell'immagine in basso nel modo tradizionale General Motor impiegherebbe 8 componenti diversi e vari fornitori mentre la staffa stampata in 3D non cambia nel materiale (acciaio inossidabile), viene realizzata nello stesso luogo e risulta più leggera del 40% e più resistente del 20% secondo quanto annunciato dai due partner. Kevin Quinn, il direttore del design e della produzione di componenti per automobili, ha dichiarato che entro un anno GM si aspetta che queste nuove parti stampate in 3D saranno sperimentate nelle applicazioni di alta gamma per il motorsport.

LA STAMPA 3D VERSO L'INNOVAZIOENE INDUSTRIALE?  Entro cinque anni, invece General Motors punta a produrre migliaia o decine di migliaia di parti su larga scala. “Questa è la nostra soluzione”, ha spiegato Quinn. “Questo è ciò che vogliamo raggiungere.” Intanto però si lavora per migliorare la ripetibilità dei componenti stampati e sulla resistenza dei manufatti stampati in 3D e secondo Bob Yancey, direttore della produzione di Autodesk, “General Motors farà molta pressione affinché si raggiungano presto questi risultati”. Ma meno fornitori, comporteranno meno costi logistici e meno materiali, meno costi e un prezzo delle auto più accessibile (forse), meno commesse e meno impieghi, d'altronde è sempre stato così: l'innovazione crea spesso e inevitabilmente caos prima di ristabilire equilibri ed essere accettata.

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