Gas R-1234yf: un killer nel climatizzatore?

Il nuovo gas "ecologico" che dovrà sostituire il precedente nei climatizzatori suscita polemiche: per qualcuno è pericoloso, per altri innocuo.

23 gennaio 2012 - 8:00

Gli impianti di climatizzazione delle moderne vetture potrebbero essere formalmente accusati di contenere un gas potenzialmente mortale. Si tratta dell'R-1234yf, un fluido refrigerante scelto per sostituire il precedente R134A in quanto molto meno dannoso per l'ambiente e che quindi è stato obbligatoriamente imposto all'industria automobilistica in base alle norme EG/706/2007.

UN GAS CHE RISPETTA L'AMBIENTE – Per misurare l'impatto sull'atmosfera dei vari gas utilizzati negli impianti di condizionamento si utilizza una sigla, GWP (Global Warming Potential, potenziale di riscaldamento globale) che indica la capacità di riscaldamento di un certo gas in rapporto a quello dell'anidride carbonica (CO2), per convenzione stabilito pari a 1. Il GWP del vecchio R134A, che fa parte della famiglia dei famigerati idrofluorocarburi (HFC), è pari a 1.430 (cioè, un kg di quel gas ha un potere di riscaldare l'atmosfera 1.430 volte superiore a quello della CO2), mentre quello del nuovo R-1234yf, un idrofluorolefine chiamato anche Opteon e prodotto dalle americane Du Pont e Honeywell, è di appena 4. Dal punto di vista ambientale, quindi, la decisione di adottarlo è perfettamente logica e in linea con gli orientamenti del Protocollo di Kyoto sull'ambiente.

MA MOLTO MENO L'UOMO – Tuttavia, ora è arrivato un allarme, proveniente da un professore di chimica inorganica dell'università di Monaco, Andreas Kornath, che ha studiato la sostanza per 20 anni. Secondo Kornath, l'R-1234yf, anche se è classificato come gas a media infiammabilità, è pericoloso in quanto è sensibilmente più infiammabile del precedente R134A e, se riscaldato oltre i 500°, rilascia fluoruro di idrogeno, detto anche acido fluoridrico, un gas altamente tossico. “Durante l'incendio di un'auto – ha dichiarato Kornath – si raggiungono tranquillamente temperature anche doppie rispetto ai 500°. Il circuito del climatizzatore di una moderna automobile può contenere 600 grammi di R-1234yf che, se bruciati completamente, producono 200 grammi di fluoruro di idrogeno a un livello di concentrazione letale. Per un essere umano, un solo grammo di questa sostanza inalata o assorbita attraverso la pelle è mortale. Il gas è inodore e non ha effetti immediati, ma una volta all'interno del corpo di una persona, questa muore entro un giorno o poco più in preda a dolori terribili causati da ustioni interne e dal cedimento del tessuto muscolare. L'R-1234yf non dovrebbe essere immesso sul mercato. C'è un rischio reale ogni volta che una macchina dove è presente questo gas prende fuoco il che, nella sola Germania, avviene 30 mila volte l'anno”. Kornat ha portato il suo allarme al Parlamento Europeo, dove le sue considerazioni sono state raccolte da Michèle Rivasi, una parlamentare francese eletta nelle liste di Europe Ecologie, che non ha perso tempo nel rilanciarle: “Nei sistemi di climatizzazione delle auto potrebbe presto essere introdotto un gas killer. L'R-1234yf avrebbe un minore impatto sull'ambiente – ha dichiarato – ma a contatto con l'acqua o in presenza di elevate temperature può sprigionare un acido letale. I suoi vantaggi ecologici sono indubbi, ma ne è stato sottovalutato il pericolo in caso d'incidenti stradali”.

PARERI CONTRASTANTI – Ma com'è possibile che le autorità di controllo abbiamo adottato una sostanza destinata a essere presente su decine milioni di auto senza approfondirne le caratteristiche e la sua eventuale pericolosità? In realtà Honeywell, che produce il gas, ha confutato decisamente le affermazioni del professor Kornath: “Con l'R-1234yf – ha dichiarato Sabine Chmielewski, portavoce dell'azienda – il rischio di formazione di acido fluoridrico non è maggiore di quello che presenta il vecchio R-134A, utilizzato per decenni senza che si siano registrati incidenti”. Anche SAE International, l'autorevole istituto che promuove lo sviluppo delle tecnologie automobilistiche, ha sostenuto che “L'R-1234yf offre il minor rischio per l'utilizzo di sistemi di condizionamento mobili e soddisfa le esigenze dell'ambiente e dei consumatori”. Pure Jean-Yves Jault, portavoce di Toyota, una delle prima case ad adeguarsi all'uso di questo gas, ha confermato: “Pensiamo che il nuovo refrigerante sia sicuro e molto più rispettoso dell'ambiente del precedente. Ciò è stato confermato dalle indagini SAE, che noi sosteniamo”. Tuttavia, Kormath ha ribattuto che l'utilizzo del nuovo gas è stato approvato principalmente sulla base di prove e sperimentazioni effettuate dalle industrie chimiche, ma non da istituti di ricerca indipendenti, e ha citato l'esempio del BAM (Bundesanstalt für Materialforschung und Prüfung, l'ufficio federale tedesco per la sperimentazione e la prova dei materiali), che invece ha avvertito dei rischi legati al suo utilizzo, raccomandando al suo posto quello dell'anidride carbonica, che presenta pericoli di incendio e di tossicità pari a zero. Insomma sul nuovo refrigerante, che è già utilizzato e che dovrà soppiantare completamente quello vecchio a partire dal 2017, ci sono pareri autorevoli, ma purtroppo contrapposti.

CAUTELE IN OFFICINA – Dove sta la verità? Chissà, forse nel mezzo, ma è certo che pareri così diametralmente opposti suscitano perplessità e preoccupazioni. Quel che è sicuro è che la documentazione dei produttori delle nuove stazioni di ricarica che serviranno per ricaricare gli impianti di climatizzazione e che dovranno diffondersi nelle officine fa capire chiaramente che l'R-1234yf è una sostanza da trattare con molta, molta attenzione. Intanto, è assolutamente vietato mischiare il nuovo gas con il vecchio, ossia non si può ricaricare con quest'ultimo l'impianto di una vettura che contiene già la nuova sostanza, pena il rischio di creare composti chimici pericolosi. Inoltre, il posto di lavoro dev'essere adeguatamente ventilato con almeno un ricambio d'aria ogni ora e i ricambi salgono a tre all'ora per gli interventi effettuati nelle fosse d'ispezione di cui molte officine sono dotate. Le bombole del nuovo gas vanno conservate lontano da sorgenti di calore o da qualsiasi altra fonte che possa innescare fiamme ed è assolutamente necessario far sì che la pressione al loro interno non sia troppo elevata. Bisogna evitare di effettuare saldature in prossimità di impianti di condizionamento di auto aperti per manutenzione e, infine, durante gli interventi di ricarica è obbligatorio l'uso di guanti e occhiali di protezione per evitare che il gas entri in contatto con la pelle. Insomma, se in officina bisogna adottare tali e tante precauzioni, forse non ha completamente torto chi afferma che qualche problema ci potrebbe essere anche sulle strade.

1 commento

Bettinardi
22:15, 21 gennaio 2014

Quanto alle precauzioni descritte sulle ultime righe di questo articolo solo allarmismi inutili in quanto chiunque abbia lavorato con qualsiasi tipo di gas anche infiammabile o leggermente infiammabile o qualsiasi bombola o recipiente in pressione sa che sono riportate le stesse scritte. Attenzione!! non lo sapevate …provate a leggere con attenzione su una bomboletta di lacca o vernice sprai e poi capirete.
Non per questo la gente non li compra.

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