Ford punta al metano e lancia la sfida all'Università di Udine

Il progetto ambizioso ha come obiettivo la realizzazione di catalizzatori più efficienti per i motori che funzionano a gas naturale compresso

1 settembre 2015 - 14:10

La ricerca va supportata, seguita, va sfruttata per migliorare la nostra società e offrire delle possibilità. La Ford, da sempre impegnata in tutto ciò, crede fortemente che il mondo dell'automobile e quello universitario possano garantire un futuro migliore all'industria motoristica e a tutto il suo contorno.

UN NUOVO PROGRAMMA – Stavolta la Casa dell'Ovale Blu (che ha da poco presentato un nuovo airbag per le ginocchia del passeggero) si è cimentata in un'altra sfida, l'ennesima, che guarda oltre il presente, che ha bisogno di essere stimolata e successivamente proclamata come nuova soluzione. Allo University Research Program partecipano tantissimi atenei di tutto il mondo (i cui progetti di ricerca si distinguano per innovazione); si tratta di un programma di finanziamento che consente di acquisire contributi a sostegno delle proprie attività. La ricerca e gli studi interessano tutti i settori in cui la sicurezza, l'ambiente, l'ingegneria dei materiali, l'elettronica e le propulsioni alternative spiccano da protagonisti. A tal proposito, la Ford ha individuato, selezionandola, l'Università di Udine (Dipartimento di Fisica, Chimica e Ambiente).

L'OBIETTIVO – Nello specifico, ai ricercatori dell'Università di Udine viene chiesto di identificare soluzioni innovative per catalizzatori di nuova generazione per il trattamento dei gas di scarico, in grado di ridurre le emissioni e incrementare l'efficienza dei veicoli alimentati a gas naturale compresso. Pertanto saranno necessari studi su nuove combinazioni di metalli nobili per migliorare l'efficienza dei catalizzatori a freddo, incrementarne la resistenza alle temperature più elevate e garantire la migliore elasticità di funzionamento nel passaggio continuo attraverso i diversi cicli e le differenti fasi della combustione. Lo studio ha un tempo limite stabilito, pertanto i ricercatori hanno a disposizione tre anni, durante i quali la Ford (sostenitrice della campagna Don't Emoji and Drive) contribuirà con una cifra di 40.000 dollari l'anno, per un totale quindi di 120.000 dollari fino alla fine della sperimentazione.

LA RICERCA, PER UNA MARCIA IN PIU' – Infinita la felicità dei ricercatori dell'Università di Udine: “la cosa che più ci preme sottolineare, oltre alla soddisfazione per aver ottenuto questo riconoscimento, è che una multinazionale come la Ford riconosca l'importanza della ricerca fondamentale, svolta all'Università di Udine, stanziando fondi appositamente destinati. È un fatto di enorme rilevanza, che evidenzia come le grandi industrie abbiano ben chiaro il ruolo chiave della ricerca di base, intesa come supporto imprescindibile alla ricerca applicata e allo sviluppo tecnologico”. Dal canto suo, la Casa dell'Ovale Blu (che ha inventato anche i sedili riconfigurabili) controllerà, ogni anno, se i suoi investimenti sono ben gestiti ai fini del raggiungimento degli obiettivi finali. Dopo tutto, la Ford ha molta esperienza in tal senso, come testimoniano i tanti impegni assunti in molti programmi simili in tutto il globo, che rispecchiano la volontà della multinazionale di collaborare con il mondo accademico e gli altri protagonisti del settore tecnologico.  

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Quanto costa parcheggiare a Malpensa?

Green NCAP, il tool per misurare l’efficienza auto: come funziona

Test e-Fuel e Biodiesel: quanto diminuiscono le emissioni auto?