Ford deve tagliare 200 milioni l'anno: a rischio oltre 10 mila dipendenti

Ford è in piena spending review, per limitare i costi di lavoro e di produzione punterà agli impianti dell'Est Europa e all'automazione

3 febbraio 2016 - 14:33

La situazione è al quanto controversa, si parla di mercati in ripresa e di Costruttori in salute rispetto a qualche anno fa, eppure alcuni di questi stanno articolando piani strategici di spending review. Tra questi c'è la Ford, che nel Vecchio Continente si è prefissata l'obiettivo di risparmiare 200 milioni di dollari l'anno. Ecco il nuovo piano aziendale della Casa dell'Ovale Blu, che “rimette mano” alla produzione e rivaluta la forza lavoro.

UN PERIODO DIFFICILE – Ad annunciare la nuova linea di condotta è stato lo stesso Jim Farley, Capo della divisione europea di Ford (leggi qui i particolari delle 400.000 auto richiamate per colpa degli airbag Takata), che prevede uno stravolgimento nel riassetto aziendale proprio nel Vecchio Continente, dove, proprio a partire da oggi, il “Colosso” dell'auto statunitense offrirà a circa 10 mila impiegati degli incentivi per lasciare il lavoro ( più o meno forzatamente). Chiaramente non sono state comunicate da parte del Costruttore americano quali prospettive numeriche di “fuoriuscita di personale” sono attese, ad ogni modo la Ford potrà bilanciare “gli scivoli” con la revisione della produzione. Della serie, quando si deve tagliare non si “guarda in faccia a niente e a nessuno”. Peccato che questa decisione arrivi nel momento migliore del dopo crisi in Europa.

BISOGNA RESPIRARE – Nonostante le vendite siano tornate a numeri che lasciano intravedere un futuro roseo in Europa, dove nel 2015 il mercato (che genera il 19% dei ricavi totali del Gruppo) è tornato profittevole per Ford (non in Indonesia e Giappone; leggi qui i dettagli) per la prima volta dopo molti anni, con un utile pre-tasse di 259 milioni di dollari rispetto alla maxi perdita di 3 miliardi accumulata tra il 2012 e il 2014 (ossia gli anni di profonda crisi del settore auto per la regione); la necessità per la Casa dell'Ovale Blu è quella di respirare, alleggerendo la sua attività e la sua struttura. Lo stesso Farley ha dichiarato che un pensiero sempre più costante fa ricorso per Ford all'automazione, che consentirà si supportare un bel po' di personale in meno, ma confermando la stessa efficienza produttiva.

MENO MODELLI – La Casa americana (che sorveglia con attenzione il mercato cinese; leggi qui i motivi) ha chiuso tre stabilimenti in Europa dal 2013 e sempre Farley ammette che “l'impegno di Ford, al momento, è quello di prendere le misure necessarie per creare un vibrante business redditizio e solido per il futuro, pertanto anche alcune spiacevoli decisioni vanno prese nel presente”. Il riferimento è ancora ai licenziamenti e al riassetto aziendale, nel quale anche la produzione verrà totalmente ripianificata, rivalutando i numeri mercato per mercato e togliendo di mezzo i modelli meno venduti, che rappresenterebbero solo spese in più per Ford, utili invece ad investimenti più redditizi. Nessun nome è stato fatto per i modelli in uscita, ma Farley ha di nuovo fatto capire che in Europa si punterà forte sulla gamma Suv, che consentirà di vendere solo nel 2016 in Europa 200.000 unità in più. Sempre nell'anno in corso la Ford punterà molto sulla nuova Focus RS e su tutta la sua famiglia, darà maggior rilievo alla Fiesta e alla Mustang, amplierà l'offerta Vignale, si occuperà di dare maggior risalto alla Mondeo e ha in programma di “osservare attentamente le opportunità offerte dalla Romania”.

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