Ford getta la spugna in Giappone e Indonesia: poche auto vendute

I mercati di Giappone e Indonesia sono impenetrabili, dopo 40 anni di investimenti e zero profitti Ford decide di mollare tutto e tornare a casa

26 gennaio 2016 - 10:00

Da una notizia pubblicata da alcune ore sul Wall Street Journal apprendiamo che Ford Motor Co. ha deciso di interrompere qualsiasi attività commerciale in Giappone e in Indonesia entro la fine dell'anno. I numeri registrati negli ultimi due esercizi sono stati a dir poco ridicoli e l'Ovale Blu ha scelto la via più breve per porre fine a un'emorragia di capitali, impacchettare tutto e tornare a casa.

IN FUMO 40 ANNI DI INVESTIMENTI – Inviando una mail a tutti i dipendenti dei mercati interessati, il Presidente Ford per l'Area Pacifica, Dave Schoch, ha comunicato le intenzioni della Casa e la prossima risoluzione dei contratti di lavoro. Sicuramente una doccia fredda per i destinatari della missiva, ma i dati di vendita parlano chiaro; in Giappone l'Ovale Blu è riuscito raggiungere una quota di mercato pari allo 0.1%, vendendo nel 2015 appena 5.000 vetture. La situazione in Indonesia non è molto diversa, la fetta di mercato è un misero 0.6%, pari a 6.103 auto vendute (leggi  le vendite record di Ford e GM in Cina). Ai media il portavoce Ford Neal McCarthy ha comunicato: ” E' ormai chiaro che i nostri investimenti in Giappone e Indonesia non hanno raggiunto un livello di redditività sostenibile e non ci sarà un rendimento accettabile nel corso del tempo”.

INVINCIBILE ZOCCOLO DURO DEI BRAND ASIATICI – I mercati dell'Estremo Oriente si rivelano terreni ostici e pieni di insidie per la Case costruttrici nordamericane; già lo scorso anno General Motors aveva preso la medesima decisione di interrompere qualsiasi business in Indonesia. La causa primaria di queste epocali defaillance sui mercati asiatici è da ricercarsi nello strapotere commerciale delle Case costruttrici nipponiche, Toyota su tutte. Nella Terra del Sol Levante i brand nazionali detengono più del 90% del mercato, lasciando praticamente delle briciole alla concorrenza occidentale. In Indonesia, il più popoloso Stato del sudest asiatico, la piazza è dominata dai marchi giapponesi praticamente per la stessa percentuale. Nel caso Ford, avrebbe giocato un ruolo determinante la scelta di importare in Asia gli stock in vendita, piuttosto che assemblare le vetture in loco (leggi  le difficoltà dei costruttori occidentali sui mercati asiatici).

RETE VENDITA AZZERATA E 327 DIPENDENTI A CASA – La decisione di azzerare investimenti e sforzi nei due mercati asiatici non è affatto indolore e senza conseguenze; Ford sbarcò nell'arcipelago nipponico oltre 40 anni fa e il suo ritiro lascerà al proprio destino ben 52 concessionarie e 292 dipendenti. La Casa americana poi approdò in Indonesia nel 2002, dove, fino a oggi, si contano 44 punti vendita e uno staff di 35 dipendenti diretti, ormai consapevoli del proprio destino (scopri come i sindacati hanno blindato i contratti dei dipendenti Ford negli USA). Ford ha comunicato che le concessionarie potrebbero rimanere operative anche nel 2017 e comunque fin quando non verranno affidate a terzi le incombenze delle gestione di garanzie e servizi di assistenza.

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