Fleet Motor Day: le flotte aziendali puntano sulla sicurezza

Massima l'attenzione alla telematica ed ai dispositivi di sicurezza per le auto aziendali che costituiscono il 20% dell'immatricolato totale sul nuovo

7 aprile 2016 - 9:54

 

Nel centro congressi ACI presso l'autodromo di Vallelunga si è svolto ieri, con il patrocinio dell'Osservatorio Top Thousand e di ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell'Autonoleggio e Servizi Automobilistici) il Fleet Motor Day, l'evento annuale dedicato ai gestori delle flotte aziendali. Numerosa la partecipazione dei fleet e mobility manager (oltre 200) e delle case automobilistiche (26 i costruttori partecipanti) protagonisti con oltre 1.650 test drive effettuati su cinque diversi circuiti dell'autodromo di Vallelunga. L'evento, oltre all'aspetto pratico relativo ai test drive, ha riguardato un'analisi critica della ricerca “Flotte Aziendali 2016” che ha preso in considerazione una flotta campione di oltre 31.000 veicoli aziendali, appartenenti a parchi auto di aziende nazionali e multinazionali ed è stato un momento di confronto tra i manager che gestiscono la mobilità e con gli altri attori della filiera. Diversi gli spunti di interesse, focalizzati su tematiche strategiche per il mondo delle flotte aziendali quali le modalità di gestione della flotta, le alimentazione più diffuse, le emissioni, gli strumenti telematici, la sicurezza, le previsioni di mercato e le criticità nella gestione del parco auto.

IL NOLEGGIO Il primo dato che emerge dallo studio evidenzia che l'86% dei veicoli (quasi 9 su 10) sono gestiti attraverso la formula del noleggio a lungo termine e ciò a conferma di come tutta la serie di servizi connessi sia la risposta più efficace alla domanda di mobilità dei grandi parchi auto italiani. Il resto del parco auto è costituito per il 7% da veicoli di proprietà dell'azienda e per il 3% da veicoli in leasing. La parte rimanente riguarda vetture prese in noleggio a breve termine per esigenze temporanee relative spesso all'attesa della vettura ordinata.

ECOLOGIA Il continuo turnover dei veicoli aziendali (mediamente ogni 48 mesi) ha fatto si che l'inserimento in flotta di nuovi veicoli abbia prodotto negli ultimi anni un netto calo nelle emissioni di CO2, che oggi toccano in media i 120 g/km e che continuano a scendere costantemente. Ovviamente questi dati fanno riferimento al valore dichiarato dalle case costruttrici a seguito del ciclo di omologazione e quindi non sono quelli reali come ormai ampiamente dimostrato dai vari scandali. Per quanto riguarda l'alimentazione il diesel resta il carburante più utilizzato con l'81,6% del totale. Crescono, tuttavia le motorizzazioni alternative, con le vetture ibride poco sopra il 9%, seguite dalle elettriche (4,4%) e da GPL e metano (entrambe all'1,3%). Ad ogni modo per correttezza di informazione il dato risente della presenza nel campione di aziende particolarmente attive nella compensazione delle emissioni inquinanti.

SICUREZZA PER I FLEET MANAGER Da quanto emerge dall'indagine la sicurezza è un punto fondamentale per quanto riguarda gli obiettivi di chi gestisce le flotte aziendali dovendo mediare tra le esigenze aziendali (ridurre i costi) e accontentare quanto più possibile gli utilizzatori della vettura (in gergo, e anche noi in seguito faremo così, definiti Driver) che ovviamente vogliono avere un'auto accessoriata quanto più possibile.

Ovviamente l'attenzione alla sicurezza svolge un ruolo importante anche per le ricadute economiche e di immagine che ciò comporta: un'incidente ha costi di riparazione elevati, implica un fermo macchina e obbliga a dover rimpiazzare momentaneamente la vettura con un'altra a noleggio breve.

SICUREZZA PER I DRIVER Come già detto i fleet manager hanno come obiettivo principale la sicurezza: l'obiettivo è, per fortuna, in comune anche con chi guida le auto. Dai risultati della ricerca, infatti, è evidente che, se si esclude il navigatore (strumento importantissimo per chi usa l'auto per lavoro), gli optional più richiesti da chi all'atto pratico dovrà guidare le auto sono quelli relativi alla sicurezza mentre gli optional relativi al comfort iniziano ad avere un peso inferiore.

Guardando ai risultati con occhio critico però, si nota anche che i dispositivi di sicurezza più moderni (ma che comunque sono disponibili a pagamento ormai da quasi un lustro) come il Sistema di mantenimento di corsia, il Riconoscimento della segnaletica stradale, il City Brake Assist e l'ACC si trovano nelle ultime posizioni tra gli accessori richiesti: segno questo che manca una certa conoscenza da parte di chi guida dei più moderni dispositivi di assistenza alla guida. La conseguenza di ciò ovviamente è che chi guida, ignorando l'esistenza di alcuni dispositivi, non li richieda al fleet manager all'atto dell'acquisto della vettura. Insomma anche se l'obiettivo del driver è la sicurezza poi all'atto pratico la richiesta di dispositivi di sicurezza punta sempre sui dispositivi più famosi ma non necessariamente quelli più utili o funzionali al tipo di utilizzo del veicolo.

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