Fiat Panda a metano: parte il test estremo con biogas da "fogne?

Con il biometano del Gruppo CAP una Fiat Panda dovrà dimostrare di riuscire ad inquinare fino al 97% in meno senza avere danni al motore

15 marzo 2017 - 13:57

In tema di ricerca di carburanti alternativi alla classica benzina o diesel Fiat ha oggi avviato un progetto che prevede l'alimentazione di una Fiat Panda con biometano ottenuto da reflui fognari. La sperimentazione durerà circa 80mila km e cercherà di valutare se sarà possibile provare a diversificare le fonti di ottenimento di biometano. Fiat ha una lunga tradizione ed interesse per le auto alimentate a metano, considerando l'ampia gamma dell'offerta Natural Power, con la Panda stessa che dal 2007 è l'auto a gas naturale più venduta in Europa.

PANDA CNG Il brand Fiat ha da più di un decennio manifestato un particolare interesse verso il metano, offrendo alla clientela un'alternativa di motore che sfrutta questo carburante su ogni auto del listino (leggi le anticipazioni su quella che sarà la Fiat Panda 2018). Panda Natural Power ha guadagnato anno dopo anno, dal 2007 ad oggi, lo scettro di auto a metano più venduta in Europa, fattore che sottolinea la giusta direzione presa dal brand italiano nonostante le infrastrutture per il rifornimento non sia distribuite in modo capillare come quelle per i carburanti tradizionali. Intanto, in collaborazione con il Gruppo CAP, parte la sperimentazione di un motore alimentato da biometano ottenuto esclusivamente da reflui fognari (leggi della necessità di revisionare le bombole di metano e come funziona la procedura).

DALLE FOGNE AL SERBATOIO FCA ed il Gruppo CAP hanno avviato una sperimentazione su una Fiat Panda con motore alimentato a metano, un TwinAir 0.9 litri da 80 cavalli (leggi la nostra analisi tecnica del motore TwinAir). Il ciclo di test prevede la percorrenza di circa 80.000 km utilizzando esclusivamente biometano prodotto dallo stesso Gruppo CAP, che lo ricava utilizzando le acque fognarie dell'impianto di Niguarda-Bresso, adesso trasformato praticamente in una bioraffineria capace di ottenere profitto dalle acque di scarto. L'auto sarà controllata periodicamente dal CRF, il Centro Ricerche del Gruppo FCA, per valutare se il combustibile risulti dannoso o meno per il motore e per accumulare dati necessari ad eventuali sviluppi. Non poteva poi mancare un hashtag dedicato interamente al progetto: #BioMetaNow.

IL BIOMETANO Il biometano, a differenza del metano naturale, è un gas prodotto da fonti rinnovabili e ad impatto zero ma mantiene le stesse caratteristiche del CNG. Permette di ridurre di oltre il 90% le emissioni nocive rispetto ai carburanti tradizionali, con un risparmio alla pompa di circa il 30% rispetto al diesel e del 56% rispetto alla benzina classica. Ad oggi è un'alternativa tangibile ed estremamente ecocompatibile ai combustibili fossili, con tecnologie che sono oggigiorno già disponibili e chiedono tempi di attesa e sviluppo lunghi, come possono esserlo per le auto elettriche o per le fuel cell. Secondo FCA un'auto alimentata al 100% con biometano come quello prodotto dal Gruppo CAP è capace di ridurre le emissioni del 97%, cioè come un'auto elettrica la cui ricarica deriva da fonti rinnovabili come l'eolico.

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