Federauto: subito una manovra definitiva e senza aumento IVA

Il presidente di Federauto invita il Governo a chiudersi in conclave e ad approvare rapidamente una manovra finanziaria chiara che rilanci l'economia.

6 settembre 2011 - 13:20

Il presidente di Federauto invita il Governo, in questo momento tragico per l'Italia, per l'economia globale, caratterizzato da forte tensioni sui mercati internazionali, a chiudersi in conclave, insieme alle parti sociali più significative, all'opposizione e ai maggiori attori coinvolti e di uscire con una manovra il più possibile condivisa ma, soprattutto: definita e definitiva.

CHIUSI A CHIAVE – Federauto, l'associazione che raggruppa i concessionari ufficiali di tutti i marchi automobilistici commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali e veicoli industriali, ricorda che il termine conclave deriva dal latino e vuol dire sala che può essere chiusa a chiave, derivando da “cum clave”, cioè “chiuso con la chiave”. L'evento storico che diede il nome di Conclave alla elezione dei Pontefici risale al 1270 quando i viterbesi, stanchi di anni di indecisioni dei cardinali, li chiusero a chiave nella sala grande del palazzo papale e ne scoperchiarono parte del tetto in modo da metterli in condizione di decidere rapidamente chi dovesse essere il nuovo vicario di Cristo.

STIMOLO POSITIVO – “Vogliamo lanciare un'idea costruttiva al Governo. Gli chiediamo di isolarsi, togliere i telefonini e altri strumenti elettronici ai convenuti e ritirarsi in un luogo inaccessibile senza contatti con l'esterno e senza che vari personaggi rilascino continue dichiarazioni ufficiali o ufficiose che siano – spiega Filippo Pavan Bernacchi a SicurAUTO -. Questo al fine di uscire, in un lasso di tempo breve e definito, con una manovra seria e conclusiva che rassicuri i mercati internazionali e porti il Paese fuori dalla pericolosa strada nel quale si trova. Il continuo balletto di notizie cui stiamo assistendo, con proposte lanciate e continuamente modificate, ritirate, messe in discussione, non aiuta nessuno e fa perdere ulteriormente fiducia nel mondo politico. E' il momento di scelte difficili, impopolari, ma se saranno eque, proporzionali, ferme e presentate in un pacchetto organico, gli italiani sapranno apprezzarle. E' il momento di dire basta a condoni fiscali o edilizi, ma di costruire un Paese diverso. La crisi potrebbe aiutarci, paradossalmente, a raggiungere questo obiettivo”.

SCELTE CORAGGIOSE – Federauto ricorda che se ci troviamo in queste condizioni di mercato dell'auto in sfacelo, in quanto a mancata crescita del PIL, mancata ripresa, debacle occupazionale, mancati introiti fiscali, è anche perché nessuno ha ancora voluto affrontare il rilancio del comparto della mobilità che in Italia fattura il 12% del PIL e interessa, nella sua globalità allargata, 1.600.000 lavoratori. Con impatti trasversali su circolazione, sicurezza e ambiente. “Spero che il Governo sappia ripartire lo sforzo richiesto alle varie categorie in egual misura, applicando il principio di proporzionalità – conclude Pavan Bernacchi -. Ma anche operando scelte importanti come la soppressione delle Province, il rimaneggiamento delle pensioni, l'eliminazione del doppio costo della Motorizzazione e del PRA, l'abbattimento dei costi della politica. E che si scateni una guerra in primis agli evasori totali. Lì sì che ci sono somme importanti da recuperare, togliendo nel contempo la possibilità ai soliti furbi di attuare una concorrenza sleale. Mi auguro che non si percorrano le strade più facili come aumentare l'IVA, perché si metterebbe mano nelle tasche dei cittadini e si comprimerebbero i consumi, specialmente su beni costosi come immobili e autoveicoli. Confido anche che il buon senso faccia cancellare l'aumento dell'Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT) (definita una porcata dallo stesso Presidente nrd), che si ripercuote sempre sui cittadini per alimentare degli enti inutili quali le Province, che da più parti si chiede vengano soppressi. In alternativa si invita il Governo ad adottare quanto condiviso con gli attori dell'auto nell'apposito tavolo, perché aumentare questa imposta fino all'80% sarebbe profondamente ingiusto, soprattutto per i ceti più deboli che acquistano utilitarie”.

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