Etichetta europea pneumatici: Continental chiede controlli anti-furbetti

Continental chiede che vengano presi provvedimenti rispetto agli inadeguati controlli nel mercato europeo

25 novembre 2015 - 10:00

Pneumartici: allarme furbetti dell'etichetta europea. A lanciarlo è Continental: chiede che vengano presi provvedimenti rispetto agli inadeguati controlli nel mercato europeo. Infatti, test tecnici condotti lo scorso inverno da Adac (Automobile club tedesco) e da Stiftung Warentest  (osservatorio di consumatori), hanno attestato la sistematica carenza di controlli circa il rispetto delle norme di legge da parte degli stati membri della Commissione e dell'Unione europea. 

L'ESEMPIO – In occasione dei test su pneumatici 165/70 R 14, per stabilire quello invernale con la migliore aderenza sul bagnato, il ContiWinterContact TS 850 ha fatto registrare spazi di frenata di 36,2 metri a una velocità di 80 km/h, avendo una classificazione C secondo i canoni dell'Etichetta europea. Il peggiore del test è risultato un pneumatico di fabbricazione asiatica, che si è fermato in 49,6 metri pur avendo ricevuto ugualmente una classificazione C. 

IL PRODUTTORE NON CI STA – “Questo caso emblematico di pneumatici che ricevono stessa classificazione di aderenza sul bagnato pur presentando oltre 13 metri di differenza in frenata, non è l'unico nel settore – la denuncia arriva da Christian Koetz, direttore della divisione Passenger and Light Truck Replacement Tires Emea Continental (e presidente dell'European Tyre & Rubber Manufacturers Association Etrma) -. È giunto il momento che queste violazioni sistematiche vengano correttamente sanzionate, al fine di stabilire un deterrente. In caso contrario l'industria europea si troverebbe a subire un danno generato proprio dalla legislazione europea e ciò di per sé sarebbe un controsenso”.

QUALE OBIETTIVO – Continental chiede che, rispetto alla continua approvazione di nuove norme, Commissione e Unione Europea si impegnino a stabilire sistemi efficaci di sorveglianza del mercato: “C'è un numero crescente di normative in ogni area e in ogni singolo stato – aggiunge Koetz -. Se le alle violazioni corrispondessero sanzioni severe e certe, le aziende produttrici sarebbero maggiormente propense ad operare nel rispetto delle regole”. Una richiesta condivisibile, anche se l'etichettatura, sin dalla nascita, ha presentato criticità: è un po' come le aziende che autocertificano la compatibilità elettromagnetica dei prodotti di elettronica di consumo che poi vendono. Se “mentono” e vengono scovati, sono dolori, ma nel frattempo se la cavano. Legittimo comunque che se un Produttore esegue test rigorosi (impiegando risorse e tempo), esiga il rispetto delle norme da parte di tutti, altrimenti sul mercato ci sono competitors con indubbi vantaggi: spendono meno e possono piazzare in vendita pneumatici low cost.

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