Etichetta energetica: gli pneumatici meno efficienti saranno illegali

Da novembre 2014 è vietata l'immissione sul mercato di gomme con bassa efficienza e aderenza sul bagnato. Ecco quali saranno bandite

30 gennaio 2015 - 15:44

Sono già passati due anni dall'introduzione dell'etichetta europea del pneumatico (qui tutte le regole) e, in occasione di questa ricorrenza, dallo scorso primo novembre è diventato effettivo il divieto di immissione sul mercato comunitario dei pneumatici che hanno ottenuto la minor categoria nell'efficienza energetica e aderenza sul bagnato (ma si potrebbe fare di più). Nello specifico, la norma contenuta nel regolamento (CE) 661/2009, prescrive che a partire dal 1 novembre 2014 non possono essere distribuiti sul mercato da parte dei produttori pneumatici nella categoria G in efficienza energetica, né quelli che hanno ottenuto la classificazione F o G nell'aderenza sul bagnato.

DUE ANNI E MEZZO DI PROROGA – Bisogna precisare, però, che la stessa normativa prevede una moratoria di 30 mesi, cioè due anni e mezzo, per la vendita al pubblico dei pneumatici fabbricati prima del 1 novembre 2014 ed etichettati con le classificazioni G e F. Al netto di questo margine di tolleranza, secondo un'analisi presentata da Michelin all'ultimo Salone dell'auto di Ginevra su dati Lizeo, questo divieto implica che non si possono più commercializzare circa 10% dei pneumatici attualmente sul mercato, di cui un 6% nel caso di elevata resistenza al rotolamento e un 4% nel caso di pneumatici con meno aderenza sul bagnato.

SICUREZZA E CONSUMI – Ma che cosa cambia tra pneumatici con valutazioni ed etichette diverse? Facciamo qualche esempio. Sull'etichetta sono previste sette classi di merito, da A (migliore) a G (peggiore) per misurare la resistenza al rotolamento che determina un maggiore o minore consumo di carburante. La differenza tra un prodotto di classe A ed uno di classe G può tradursi in un minore consumo di carburante fino al 7,5%, il che vuol dire che lo spostamento da un classe all'altra incide per circa l'1%. Per quanto riguarda l'aderenza su bagnato, invece, la differenza tra un prodotto di classe A e uno di classe G può significare un minor spazio di frenata fino al 30% (una vettura che viaggia a 80 Km/h potrebbe guadagnare fino a 18 metri).

LA CORRETTA PRESSIONE – Ricordiamoci sempre, in ogni caso, che ogni pneumatico fornisce le sue massime prestazioni solo se gonfiato alla giusta pressione (otto auto su dieci viaggiano con le gomme sgonfie). Se questa è insufficiente aumenta la deformazione durante l'uso e causa un eccessivo riscaldamento, l'impronta a terra è irregolare, il battistrada tende a deformarsi nella parte centrale piuttosto che vicino alle spalle e ne risentono le prestazioni dinamiche sia sull'asciutto che sul bagnato, specialmente in termini di aquaplaning. Una pressione di gonfiaggio troppo elevata, invece, riduce l'impronta a terra del battistrada e quindi l'aderenza meccanica con l'asfalto. La minore superficie di appoggio fa diminuire la stabilità, aumentando allo stesso tempo il tempo di deformazione delle spalle e portando a un comportamento più brusco. Uno pneumatico sovragonfiato avrà anche difficoltà a raggiungere le temperature di esercizio previste e si consumerà maggiormente la parte centrale del battistrada.

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