Emissioni auto: l'Italia rischia grosso. Il gas eviterà le sanzioni?

Le emissioni di ossidi d'Azoto sono troppo alte e l'Italia è a rischio sanzioni. Ecogas: "l'auto a gas inquina meno di un diesel Euro 6"

20 febbraio 2017 - 18:49

Come funzionano le lampadine? Assorbono energia elettrica e restituiscono luce ma il classico tipo a incandescenza rende poco, convertendo circa il 10% dell'energia in luce: il resto è calore e onde invisibili all'occhio, inutili e quindi considerabili come “rifiuti”. Anche le automobili non rendono il 100% e quindi producono rifiuti ma, essendo la combustione un processo chimico-fisico, oltre al calore abbiamo dei composti come gli NOx. Si tratta di sostanze molto pericolose per la salute e che possono essere tagliate trattando i gas di scarico (leggi come funziona il sistema SCR che abbatte gli ossidi d'Azoto) ma sarebbe meglio non emetterli all'origine ed è questo che rende piuttosto appetibili, a certe condizioni, le auto a gas. Per saperne di più potete leggere la sezione dedicata gli impianti a GPL del #SicurEDU mentre leggendo il post capirete che emettere meno NOx fa bene però anche al portafoglio, dato che potrebbe evitarci salatissime sanzioni europee.

GUAI SERI La (brutta) notizia è freschissima: la Commissione europea ha comunicato di aver ammonito esplicitamente Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito in quanto non avrebbero affrontato efficacemente le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento dell'aria per il biossido di Azoto (NO2). L'Italia non è però fra i “malati” più gravi: le sue zone a rischio sono 12 contro le 28 della Germania, le 19 della Francia e le 16 del Regno Unito. Sono comunque possibili gli stessi rchiami per altri 7 Stati e alla fine ad essere considerati “puliti” sono 3 paesi su 28. La Commissione sottolinea inoltre che questi sforamenti sono un grave rischio per la salute e che la maggior parte del biossido d'Azoto proviene dal traffico stradale. Se gli Stati coinvolti non prenderanno subito contromisure efficaci, la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'UE. Nel video qui sotto parliamo sempre di soldi ma per fortuna non solo di sanzioni ma bensì del risparmio che l'automobilista ha con un impianto GPL.

ANCORA DI SALVEZZA Le sanzioni potrebbero arrivare ad un miliardo di Euro ed è per questo che Alessandro Tramontano, presidente del Consorzio Ecogas, ha indicato come una soluzione rapida ed efficace alla “minaccia”: le diffusione delle auto a gas, utili anche contro le polveri sottili. Tramontano chiede infatti alle Istituzioni di “valorizzare al massimo il GPL e il Metano, carburanti alternativi notoriamente a basso impatto ambientale e come tali riconosciuti anche dalla direttiva Dafi recentemente recepita anche in Italia”. Se scomponiamo l'acronimo DAFI nelle parole Directive alternative fuel initiative ci accorgiamo che si parla di quel Decreto Legislativo che recepisce la direttiva 2014/94/UE tesa a promuovere le infrastrutture per le alimentazioni alternative. Il presidente del Consorzio propone anche che “il Governo consenta un maggiore utilizzo delle propulsioni alternative incentivando l'acquisto di mezzi nuovi e la trasformazione aftermarket dei veicoli con politiche di incentivazione strutturali di medio e lungo periodo”.

INCENTIVI E PIANI D'AZIONE Quest'idea farà parte del piano d'azione in fase di elaborazione da parte della Convenzione ICBI (Iniziativa carburanti a Basso Impatto) che già conosciamo perché è la stessa che ha promosso gli incentivi fino a 650 euro per le auto a GPL e e Metano. ICBI, per bocca dell'Assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Parma Gabriele Folli, ha reso noto che “le Amministrazioni comunali aderenti si sono confrontate in questi anni sulla tutela della qualità dell'aria, diventando un laboratorio di buone pratiche. È per questo che, rispondendo alla comunicazione della Commissione europea, ci prepariamo ad elaborare una proposta che presenteremo al più presto al Ministero dell'Ambiente”. Si tratta quindi di un progetto che cerca di favorire l'implementazione di una parco circolante meno “ossidato” (in Azoto) per cercare di evitare le minacciose sanzioni europee (leggi degli esagerati blocchi del traffico di Torino). Sappiamo comunque che le automobili a gas non sono la Panacea di tutti i mali e possano anche porre qualche difficoltà nella gestione dell'impianto, come accade per la controversa questione dellai revisione delle bombole del Metano in fibra di Carbonio. L'Esperto ci ricorda inoltre che le auto a gas non sono così pulite sotto tutti gli aspetti, dato che il vero vantaggio lo si ha per il PM mentre per gli ossidi d'Azoto la questione è controversa: il confronto è favorevole rispetto ai desel ma verso i benzina non lo è così tanto: mentre per i piccoli turbo benzina potrebbero aver bisogno dell'SCR (leggi di come i motori downsized potrebbero essere abbandonati dai Costruttori) gli aspirati emettono meno. Un altro dubbio nasce anche dal fatto che occorrerebbe controllare se i veicoli compatibili stiano circolando effettivamente a gas o piuttosto bruciando benzina o gasolio. In ogni caso i pro e i contro vanno valutati bene: le di tecnologie sono ben collaudate e già disponibili, la rete di rifornimento esiste già ma le nuove norme sulle emissioni potrebbero richiedere ulteriori dispositivi anche per le auto a gas. 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

Consiglio acquisto auto 7 posti: budget fino a 35.000 euro

Le aziende che hanno investito di più nella guida autonoma di Uber

Le 10 città dove si può morire per le emissioni auto in Europa