Dieselgate Volkswagen: buyback in Germania ma solo per le auto economiche
Per VW primi casi di riacquisto di vetture coinvolte nel dieselgate, da Wolfsburg specificano che si tratta di casi isolati, niente risarcimenti in UE
Per VW primi casi di riacquisto di vetture coinvolte nel dieselgate
Per VW primi casi di riacquisto di vetture coinvolte nel dieselgate, da Wolfsburg specificano che si tratta di casi isolati, niente risarcimenti in UE
Nuovi sviluppi per il fronte europeo del Dieselgate, VolkSwagen, la Casa tedesca non ha ancora avuto la possibilità di scrivere definitivamente la parola fine sull'eclatante scandalo delle emissioni inquinanti. Nel vecchio continente le ripercussioni per il costruttore sono state soft, se paragonate a quanto avvenuto negli USA, ma la vicenda sembra approssimarsi a prendere una piega diversa. Volkswagen infatti dovrà riacquistare alcune autovetture nelle quali è stato riscontrato l'artificio per alterare i valori delle emissioni inquinanti. La casa tedesca ha accettato il buyback reputandolo di poca entità, visto che si tratterebbe di vetture “economiche”, ma è da considerare un precedente significativo?
SENTENZE ACCETTATE SENZA RICORSO IN APPELLO Le sentenze di primo grado, emesse dai tribunali regionali di Arnsberg e Bayreuth, sono divenute definitive e giuridicamente vincolanti nei confronti di Volkswagen la quale sarà adesso obbligata al riacquisto di autovetture coinvolte nel Dieselgate. La Casa tedesca ha scelto di non ricorrere in appello e di conseguenza ha accettato il giudizio integralmente. La decisione di non contestare le sentenze è stata motivata dal costruttore dalla modesta entità del capitale da spendere per il buyback forzato (Volkswagen è disposta a riesaminare le richieste di clienti scontenti dopo i richiami del Diselgate, leggi tutto qui). È la prima volta che Volkswagen accetta una sentenza che prevede il riacquisto, in casi analoghi, relativamente a sentenze emesse dai tribunali di Bayreuth e Wuppertal, dai legali Wolfsburg è stato presentato ricorso.
VOLKSWAGEN A MUSO DURO, MA AVRA' ABBASSATO LA GUARDIA? L'atteggiamento di Volkswagen, stando a quanto riportato dalla redazione europea di Autonews, sembra essere quasi sprezzante. Secondo il magazine, i vertici della Casa tedesca hanno minimizzato l'entità della sentenza e hanno specificato che si tratta di casi isolati che non avranno ripercussioni sull'epilogo della vicenda del Dieselgate in Europa. Il costruttore ha specificato che se necessario si avvarrà del proprio diritto di presentare ricorso per eventuali ulteriori reclami ritenuti ingiustificati. Ma questa rinuncia a far valere il proprio diritto all'appello da molti è stata giudicata come un cambio di strategia nella gestione della questione nei confronti dei consumatori europei. (Sapevi della Class Action italiana? Leggi tutti i dettagli qui).
NIENTE RISARCIMENTI IN EUROPA, MA E' GUERRA APERTA Da quel che leggiamo su Autonews Volkswagen non è affatto intenzionata, diversamente da come sta facendo negli Stati Uniti, a risarcire economicamente o con un buyback di massa i proprietari europei di vetture del Gruppo Volkswagen, entro l'autunno provvederà ad applicare i fix alle automobili coinvolte nello scandalo (VW propone due anni di garanzia per le vetture fixate). Come ricorda Ticinonline le cause intentante nei confronti del costruttore tedesco sono attualmente 3.500 e le associazioni di consumatori di tutto il Vecchio Continente spingono affinché chi ha comprato una vettura del Gruppo, magari proprio puntando sull'efficienza dei motori diesel, ottenga un risarcimento.