Dieselgate, pena massima per gli ex dirigenti Volkswagen negli USA

Il giudice USA non è stato indulgente, massima la multa e il carcere per i due manager chiave nel dieslegate Volkswagen

Dieselgate, pena massima per gli ex dirigenti Volkswagen negli USA
Dopo i mea culpa, le scuse, la promessa di costruire un futuro più sostenibile, i richiami delle auto in Europa e negli USA (leggi qui le utlime novità e cosa è successo dopo il richiamo del dieselgate), arriva il momento in cui diventano rilevanti gli anni, ma non quelli che serviranno a Volkswagen per ricostruire la solidità d'immagine dopo il dieselgate quanto quelli che i presunti responsabili del più grande scandalo sui motori diesel dovranno scontare dietro le sbarre. Perché se da un lato Volkswagen ha cercato in tutti i modi di garantire il suo impegno per spingere l'auto elettrica (leggi qui del piano da 34 miliardi di euro per le auto elettriche in Europa), il giudice che ha seguito il caso dei due ex-manager chiave sul caso dieselgate ha scelto il pugno duro per dimostrare che con gli USA non si scherza.

I TECNICI VOLKSWAGEN IN MANETTE NEGLI USA

Il personaggio chiave, per chi non avesse seguito gli ultimi aggiornamenti sul dieslegate Volkswagen, è Oliver Schmidt primo manager supervisore delle emissioni accusato e arrestato a Miami dopo aver sottovalutato il rischio di finire con le manette ai polsi rispetto a quanto Volkswagen aveva consigliato ai manager USA - approfondisci qui dell'invito di stare alla larga. Alla vigilia del Salone di Detroit nel gennaio 2017 Schmidt fu fermato all'aeroporto di Miami appena mise piede a terra. Ma Schmidt non  il solo a finire alla sbarra per lo scandalo del dieselgate perché la resa dei conti è arrivata anche per l'ingegnere indonesiano James Liang che pur avendo collaborato all'inchiesta con gli inquirenti non ha ricevuto nessuno sconto di pena.

600 MILA EURO DI MULTA E 10 ANNI

La pena detentiva e la sanzione economica sono esemplari: 400 mila dollari per Schmidt e 200 mila dollari per Liang. Inoltre rispetto ai 3 anni e 4 mesi che l'avvocato di Oliver Schmidt ha cercato di ottenere, la pena inflitta non è stata ridotta neppure di un giorno: Schmidt dovrà trascorrere 7 anni in carcere meno - ovviamente - i mesi trascorsi già in cella. Più lieve è invece il periodo detentivo già inflitto a James Liang in ragione della sua collaborazione di 3 anni e 4 mesi.

CONDANNE ANCHE IN EUROPA

Ma al di qua dell'oceano, altri personaggi chiave di cui si parla meno sono nell'occhio del ciclone del dieselgate Volkswagen, tra cui anche un italiano. Si tratta dell'ex ingegnere Audi Giovanni Zaccheo Pamo, condannato a 40 mesi di carcere in Germania che sta scontando collaborando con i pubblici ministeri tedeschi. Ma alle autorità USA non basta, infatti avrebbero già chiesto l'estradizione del tecnico italiano per processarlo negli States. Con lui, in Germania è stato condannato anche Wolfgang Hatz, il cui ultimo incarico l'ha rivestito a capo della Ricerca & Sviluppo Porsche, ma rispetto a Giovanni Zaccheo Pamo ha le spalle coperte dalla cittadinanza tedesca e difficilmente potrà essere estradato.

Pubblicato in Attualità il 07 Dicembre 2017 | Autore: Donato D'Ambrosi


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