Dieselgate: la Francia riavvia le indagini su VW e Renault

Il Parlamento europeo accusa la Francia di eccessiva indulgenza sulla questione Dieselgate, la Royal nega e richiede gli ultimi esiti delle indagini

28 novembre 2016 - 10:00

Lo scandalo delle emissioni inquinanti, l'ormai famigerato Dieselgate, sembra somigliare sempre più a quegli incendi difficili da spegnere, quando sembra che tutto sia finito si scopre che c'è sempre brace ardente sotto la cenere. Questa volta i sospetti sull'alterazione dei dati relativi alle emissioni inquinanti vengono sollevati dal Parlamento Europeo, il quale vuole chiarire una volta e per tutte la posizione delle Case costruttrici Renault e Volkswagen, sulle quali grava l'accusa di manipolazione da parte della Magistratura transalpina. Il Ministro dell'Ambiente francese a Strasburgo ha promesso chiarezza.

VALUTAZIONE FINALE SUGLI ESITI DELLE INDAGINI Sul capo di Renault e Volkswagen pende in Francia la grave accusa di aver manomesso le emissioni inquinanti di alcune loro motorizzazioni per far sì che rispettassero, almeno sulla carta, le prescrizioni e i limiti delle normative vigenti. Il Ministro dell'Ambiente Ségolène Royal, rivolgendosi ai parlamentari di Strasburgo ha comunicato che il Governo vuole attingere tutte le informazioni dalle indagini svolte finora per potere, secondo quanto riporta Autonews, valutare l'eventuale revoca della licenza di vendita ai due produttori automobilistici (Intanto Londra medita di chiedere tributi a VW per i danni da inquinamento, leggi qui).

ACCUSE DI ECCESSIVA INDULGENZA ALLA ROYAL Durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo non sono mancate le polemiche nei confronti del Ministro francese. Secondo quanto riportato dal sito Classeuractiv, il quale pubblica un dettagliato resoconto dell'audizione della Royal, i parlamentari hanno contestato il trattamento indulgente che l'esecutivo francese avrebbe riservato a Renault. Il Ministro ha rigettato l'accusa, ricordando di avere richiesto test a campione subito dopo l'esplosione mediatica del Dieselgate e ribadendo che nessun altro Paese europeo ha accelerato test e verifiche nei confronti dei costruttori nazionali (Scopri quali sono i modelli Renault sotto indagine).

LE RASSICURAZIONI NON BASTANO, L'EUROPARLAMENTO VUOLE I FATTI Nonostante le rassicurazioni da parte del Ministro Royal, riguardo l'approfondimento e la valutazione dei risultati delle indagini, dalle quali potrebbero scaturire pesanti sanzioni per le Case costruttrici indagate, il malcontento tra gli europarlamentari sembra non essere sopito; sembra che non sia stata affatto digerita la proposta del Governo, fatta nell'ottobre 2015, di rivedere, ammorbidendoli, gli standard per le emissioni di ossido d'azoto. A questo ulteriore addebito la Royal si è discolpata rispondendo che si è trattata di un'azione non autorizzata dal Ministero e contro la sua volontà. Emblematica è la considerazione fatta da Charlotte Lepitre, della ONG francese Nature Environment: “È vero che la Francia è stato il primo Paese a lanciare una commissione d'inchiesta, ma alla francese: siamo i primi a cominciare e gli ultimi a finire” (Leggi come la Commissione UE pressa VW per una risoluzione del Dieselgate).

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