Ddl concorrenza: sconto Rca per legge. Realtà o chimera?

L'ipotesi di sconti fissati per legge nel ddl concorrenza si fa strada tra i possibili emendamenti. Ma dovrà fare i conti con il mercato libero

17 luglio 2015 - 9:00

Rc auto, è caos. Diciamolo in modo chiaro: con il disegno legge concorrenza, proposto dal ministero dello sviluppo economico (attraverso una corsia preferenziale in parlamento), il governo Renzi s'è avventurato per una strada impervia, e ora non sa più come uscirne. La prova che il ddl (sulla Rca) fa acqua da tutte le parti? Qualcuno ha semplicemente copiato l'articolo 8 del decreto Destinazione Italia, già “abbattuto” dalla commissione giustizia (per questo stralciato), e l'ha incollato nel ddl concorrenza, con impercettibili differenze. Sono norme così tanto sbilanciate a favore delle compagnie che la stessa commissione giustizia ha di nuovo stroncato quelle regole, viste come una lesione dei diritti dei danneggiati. Adesso, per tentare di porre un rimedio, in commissione finanze propongono di fissare in modo più preciso gli sconti della Rca a fronte dell'accettazione delle clausole contrattuali favorevoli alle compagnie

MOLTI DUBBI – Attenzione: dal 1994, con la fine del sistema delle tariffe amministrate in Rc auto, non è più possibile, anche in forza delle norme comunitarie, imporre alcun tipo di predeterminazione della misura delle tariffe. C'è la massima libertà. Che poi da questo non derivi concorrenza, e che le Rca siano costosissime, questo è un altro discorso. L'impostazione di sconti prefissati sulla Rca è errata, in base ai princìpi di libertà e concorrenza dell'Unione europea. Detto in termini più semplici, non è possibile imporre a una delle parti (l'impresa assicuratrice) alcun obbligo di applicare qualsiasi forma di sconto sulla Rca. Se vuole, è la compagnia che concede sconti, per trattenere il cliente. Non solo: è ancora più assurdo consentire all'assicuratore una serie di violazioni dei diritti dei danneggiati (per legge) determinando sconti precisi (per legge).

QUAL È IL PERICOLO – Se mai il ddl, nella disgraziata parte sulla Rca, dovesse divenire realtà e trasformarsi in legge, ci sarebbe una triplice batosta per i danneggiati. Primo, viene leso il diritto a scegliere il carrozziere e a cedere il credito. Secondo, viene leso il diritto a un pieno ed equo risarcimento delle lesioni fisiche. Terzo, lì dove il legislatore sbaglia, interviene qualche giudice (magari la Corte costituzionale) a rimettere le cose a posto: lo sconto è inammissibile per le norme comunitarie, e quindi vanno annullate. Pertanto, alla fine, restano il primo e il secondo punto, con limtazioni dei diritti dei danneggiati, e viene (giustamente) annullato lo sconto imposto dalla legge. Ci sarebbe poi da aprire un discorso molto complesso e articolato sugli sconti: da quale tariffa si parte? Lo sconto prevede anche lo sconto che già il cliente aveva prima? È uno sconto solo sul primo anno o cambia in base alla tariffa degli anni successivi? Già la legge Bersani del 2007 prevedeva sconti, con minori Rca per i familiari, ed è stata sostanzialmente aggirata dalle assicurazioni: qualcuno se lo ricorda? È proprio il caso di dire che quelle regole sulla Rca nel ddl concorrenza sono risultate sin dall'inizio un regalo alle compagnie, come ha evidenziato la commissione giustizia. Alle quali si cerca di porre un rimedio, peggiorando la situazione. Lo stralcio è quanto mai opportuno, per tutelare davvero le vittime della strada. Le assicurazioni, che viaggiano a 2 miliardi di euro l'anno nel ramo danni, non necessitano dei cadeau da parte del governo Renzi.

QUEI RIBASSI PICCOLI PICCOLI – Intanto, la montagna ha partorito il topolino. Dopo tutte le norme volute dalle compagnie, si registrano ribassi tariffari di scarsissimo significato in rapporto al calo di sinistri e risarcimenti. L'Ivass (autorità di controllo sulle assicurazioni) ha reso noti i risultati dell'indagine sui prezzi praticati nella Rca nel primo trimestre 2015. Il premio medio è pari a 457 euro; il 50% degli assicurati paga più di 412 euro. Ossia, giova rammentarlo, il record negativo in Europa. La variazione del prezzo medio su base trimestrale è pari al 3,7%. La variazione del prezzo medio su base annuale, rispetto al primo trimestre 2014, è del 7,8%. Altro che strabilianti ribassi tariffari vagheggiati dai vari governi…

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