Dal 1 novembre 2018 vietate le gomme con l'etichetta “F”

L'Europa ferma le vendite di gomme che fanno consumare troppo carburante. Gli pneumatici vietati e quelli esclusi dal divieto

1 novembre 2018 - 9:15

In vista del cambio stagionale degli pneumatici arriva un'altra importante novità normativa. A partire da oggi, 1° novembre 2018, è vietata la vendita dei pneumatici aventi resistenza al rotolamento classificata come F. Si tratta di una rilevante previsione normativa stabilita del Regolamento 661/2009 e volta a contribuire alla riduzione del consumo di carburante. Come noto, infatti, gli pneumatici hanno un ruolo molto importante. Da un lato garantiscono aderenza e stabilità di marcia, dall'altro, possono contribuire alla riduzione dei consumi permettendo di abbattare le emissioni inquinanti. Vediamo perché, una volta di più, è importante leggere l'etichetta.

IL DIVIETO A partire da oggi 1° novembre 2018 è vietata la vendita degli pneumatici che presentano la classe di resistenza al rotolamento F. A stabilirlo non è il legislatore italiano ma il Regolamento (CE) N. 661/2009 adottato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio il 13 luglio 2009. Nel dettaglio il divieto riguarda le gomme di categoria C1 e C2, ovvero quelle destinate alle vetture e ai veicoli per il trasporto leggero. Testualmente il Regolamento prevede che i pneumatici delle categorie C1 e C2 che non rispettino tale requisito, ma siano stati prodotti anteriormente alla data di entrata in vigore del divieto, potranno comunque essere venduti sul mercato per un periodo non superiore a 30 mesi a partire da tali date.

RESISTENZA AL ROTOLAMENTO Il ruolo degli pneumatici è davvero molto rilevante quando si parla di sicurezza alla guida. Nello specifico la resistenza al rotolamento individua la quantità di energia necessaria a grantire la rotazione della gomma (Leggi arrivano gli pneumatici aereodinamici). La Resistenza al rotolamento è quindi una forza che agisce in direzione opposta a quella di rotazione del pneumatico. A causa del peso del veicolo, il pneumatico si deforma nell'area di contatto con la superficie. Il motore del veicolo deve, quindi, apportare una forza per compensare la resistenza al rotolamento. Ciò contribuisce ad aumentare il consumo di carburante del veicolo. Sebbene ci sono molti altri fattori che incidono sui consumi, pensiamo al peso del mezzo o allo stile di guida, la resistenza al rotolamento non va affatto sottovalutata.

LEGGERE L'ETICHETTA Spesso un pneumatico di scarsa qualità è anche quello economicamente più vantaggioso. Importante allora ricordarsi di guardare le etichette delle gomme nuove per capire di più. L'iniziale risparmio potrebbe infatti tradursi in maggiori costi “di gestion” e minore sicurezza su strada. La nuova etichettatura europea entrata in vigore nel 2012 mette al centro 3 fattori. Primo il consumo di carburante, espresso dalla resistenza al rotolamento, ha una scala da A a G. Come detto maggiore è la resistenza maggiore sarà il carburante necessario per percorrere lo stesso tratto di strada. Secondo elemento la frenata sul bagnato ovvero la capacità di aderire all'asfalto ed espellere velocemente l'acqua che si intrappola nel battistrada; anche in questo caso c'è una scala valoriale da A a G. Ultimo fattore la rumorosità. Durante la marcia lo pneumatico produce rumore e questo viene misurato ed indicato in etichetta. Tendenzialmente le gomme invernali, poiché presentano maggiori scanalature, riportano in questa voce valori maggiori rispetto alle estive.

 

 

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