Crollo ponte Scorciavacche: decine di avvisi di garanzia
Bufera giudiziaria sull'Anas per il crollo del ponte di Scorciavacche, il primo dei tanti che hanno portato alle dimissioni del Presidente Ciucci
Bufera giudiziaria sull'Anas per il crollo del ponte di Scorciavacche
Bufera giudiziaria sull'Anas per il crollo del ponte di Scorciavacche, il primo dei tanti che hanno portato alle dimissioni del Presidente Ciucci
Premessa necessaria: gli avvisi di garanzia sono atti dovuti, quindi poco vogliono dire sulle responsabilità. Per definire una persona colpevole, occorre che si arrivi all'ultimo grado di giudizio. Ma il dovere di cronaca impone di parlare ancora di uno degli eventi più sconcertanti della storia delle strade italiane: il crollo del ponte di Scorciavacche a gennaio 2015, pochissimo dopo l'inaugurazione. Decine di avvisi di garanzia sono stati notificati dalla procura di Termini Imerese a dirigenti e funzionari Anas per il cedimento del rilevato sul viadotto Scorciavacche lo scorso dicembre sulla strada statale 121 “Palermo-Agrigento” in Sicilia.
I NOMI – In cima alla lista c'è il Direttore Regionale dell'Anas in Sicilia, Salvatore Tonti, massimo responsabile nell'Isola per l'alta sorveglianza dei lavori del general contractor “Bolognetta Scopa”. Tra i destinatari delle notifiche anche i collaudatori del viadotto: sia la commissione dimessa sia quei dirigenti e funzionari Anas responsabili del procedimento in Sicilia e dirigenti e funzionari della direzione generale di Roma, alcuni dei quali ormai in pensione. Diverse le ipotesi di reato. Il pool di pubblici ministeri coordinati dal procuratore Alfredo Morvillo vogliono far luce sulle ragioni del cedimento e sulle responsabilità dell'Anas incaricata dell'alta sorveglianza dei lavori sul viadotto.
NON È LA PRIMA VOLTA… – Va fatta un'aggiunta sull'ingegnere Anas Maria Coppola: uno delle decine di indagati Anas dalla procura di Termini Imerese per il cedimento dello Scorciavacche per la quale avrebbe avuto (il condizionale è d'obbligo) l'incarico ricchissimo dell'alta sorveglianza, con decine di migliaia di euro in più in busta paga per il cosiddetto incentivo articolo 18. Non è la prima volta che balza agli onori della cronaca. Basta fare una banale ricerca su Google per scoprire che la donna si è resa protagonista già di un altro scandalo: la costruzione della variante di Caltagirone (un appalto da 112 milioni di euro) per il quale furono incarcerati due manager veneti, coinvolgendo aziende legate a Cosa Nostra. Il Corriere Veneto del 10 ottobre 2013 parla di indagini per “abuso d'ufficio” nei confronti della Coppola. “Il trucco era estremamente intuitivo. Come si fa a impedire i controlli antimafia su un maxi-appalto da 112 milioni di euro? Semplice, frazionandolo in mini subappalti che non superino la soglia di legge, fissata a 154.000 euro”.
I CROLLI FURONO ADDIRITTURA DUE – Ricordiamo che i cedimenti furono perfino due. Ecco infatti cosa dovette ammettere l'Anas: “In relazione alle notizie di stampa diffuse da alcune agenzie, l'Anas conferma che nel tratto di strada chiuso al traffico già il 30 dicembre, negli ultimi giorni si è sviluppato un nuovo fenomeno progressivo di deformazione del rilevato di accesso al viadotto Scorciavacche, sulla variante alla SS 121 Catanese, nell`area sottoposta a sequestro probatorio dalla Procura di Termini Imerese”. Ma non è stato solo Scorciavacche a portare alle dimissioni del presidente Anas Pietro Ciucci: i cedimenti strutturali sono stati più d'uno, e lasciano allibiti, tanto da suscitare le ire del premier Matteo Renzi, con conseguente rivoluzione ai veritici Anas.