Controllo pneumatici? Il sistema economico iTPMS lo fa per te

Con i sensori TPMS gli incidenti diminuirebbero, ma gli automobilisti li vogliono economici e non troppo "allarmisti?

17 ottobre 2012 - 7:00

Un recente studio condotto da TNS sifo, società svedese impegnata in ricerche di mercato, ha scoperto che sono ben pochi gli automobilisti tra quelli interpellati a controllare periodicamente pressione e usura degli pneumatici, secondo le indicazioni riportate sul manuale d'uso dell'auto.

CONTROLLO RIMANDATO – Il consumo di carburante a causa di una pressione insufficiente delle gomme è un dato sconosciuto o ignorato dalle persone intervistate che, pur di non sporcarsi le mani (inconveniente risolvibile usando i guanti), tollerano senza particolari preoccupazioni un consumo maggiore di carburante e una durata degli pneumatici abbreviata dal consumo disomogeneo del battistrada. Vien da se quanto pesi sul piatto della bilancia per gli automobilisti poco attenti alle gomme, il problema delle emissioni di CO2 o quello riguardante la sicurezza di guida. La soluzione per evitare che circolino su strada automobili con pneumatici potenzialmente pericolosi è fare in modo che l'auto stessa si occupi del lavoro “sporco”, controllando le ruote e avvertendo il conducente solo quando misura un valore di pressione non conforme a quello ottimale.

TPMS DI SERIE – Il sistema TPMS (Tyre Pressure Monitoring System) esiste già da diversi anni ma, come ogni innovazione tecnologica che costringe l'automobilista a un nuovo modo di vivere e guidare l'auto, il suo apprezzamento potrebbe essere manifestato con una certa riluttanza e se poi questo cambiamento comporta anche dei costi ulteriori, il pollice va subito giù. Per sollevare gli automobilisti dal compito di controllare la pressione degli pneumatici, dal prossimo mese tutti i nuovi veicoli omologati nell'Unione Europea dovranno essere equipaggiati di serie con sensori per il monitoraggio della pressione. Anche Russia, Corea e Cina hanno adeguato i loro standard di sicurezza dei veicoli o lo stanno facendo ma l'opinione degli automobilisti che hanno preso parte all'inchiesta è alquanto delineata: TPMS obbligatori sì, purché non comportino un costo aggiuntivo sull'acquisto dell'auto e non richiedano alcun tipo di manutenzione. Ma non è tutto, infatti, anche la soglia di allerta del 20% inferiore alla pressione ottimale desta qualche dubbio negli automobilisti che non accoglierebbero di buon grado allarmi ritenuti “troppo prematuri”. Vi ricordiamo che già con 0,3 bar in meno, cioè circa il 20% della pressione di gonfiaggio di uno pneumatico da utilitaria di dimensione 185/60 R 14, l'auto consuma il 4% di carburante in più, aumenta la resistenza al rotolamento degli pneumatici e la guida diventa molto più difficile (anche se non ci fate caso perché è il servosterzo a lavorare di più per voi).

TPMS LOW COST – I Costruttori di auto dalla loro parte, considerando il momento di crisi del settore, non sarebbero per nulla felici di perdere potenziali clienti preziosi, quindi l'unica soluzione già adottata da alcune Case come VW e Audi, sembra essere il sistema di monitoraggio degli pneumatici indiretto iTPMS. A differenza dei sistemi TPMS attivi o diretti, come i sensori aftermarket Lasertyre RF che abbiamo testato, i sensori indiretti devono la loro economicità alla totale assenza di nuovi componenti aggiuntivi sull'auto. La nuova frontiera dei sensori TPMS economici senza manutenzione, già sperimentata con successo da Volkswagen e Audi, è una tecnologia software che analizza i dati provenienti da sensori già installati sull'auto e condivisi da ABS ed ESC. I sensori iTPMS prodotti da Nira Dynamics hanno convinto per due volte, in test differenti, i tecnici del TUV SUD e sembra che l'azienda svedese di elaborazione dei segnali abbia convinto il Gruppo VW ad estendere i suoi sensori a tutti i veicoli della gamma Audi, VW e Seat.

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