Consumi auto gonfiati: i costruttori studiano nuovi trucchi per il 2020?

Costruttori auto accusati di alterare i test per aggirare le norme di omologazione del 2020, il sospetto dell'Europa confermato da 114 indizi

25 luglio 2018 - 12:48

Sappiamo bene cosa è successo nel 2015, (se ancora non lo sai guarda qui tutte le news sul dieselgate), molte case automobilistiche sono state accusate di trucchi sulle emissioni ma questo sembrerebbe non averle intimorite, anzi, potremmo già essere davanti a un ipotetico Dieselgate 2.0, o meglio ancora 2020. Secondo la Commissione Europea sarebbero stati ideati nuovi metodi ingannevoli che modificherebbero i valori per farli rientrare nei limiti previsti dalle omologazioni che entreranno in vigore nel 2020. Da Bruxelles trapelano notizie, e dati, allarmanti dopo gli ultimi test effettuati, e mentre si cerca di far luce sul caso si pensa a nuove misure per contrastare gli “imbrogli”.

UN TRUCCO ANTI TEST Da quanto riportato da un noto media inglese, la Commissione Europea avrebbe delle prove che dimostrerebbero nuove manipolazioni da parte delle case automobilistiche per ingannare i test sulle emissioni previsti per il 2020 (ecco cosa cambierà con le nuove omologazioni). Al contrario di quanto fatto in occasione del “Dieselgate”, dove i consumi e le emissioni venivano manipolate per rilasciare valori falsi e più bassi, stavolta i Costruttori avrebbero studiato una nuova tattica che invece gonfierebbe i consumi portando i test a non misurare i valori reali. Non è ancora stato fatto alcun nome di case automobilistiche, ma diversi modelli avrebbero fatto registrare dati fuorvianti e fin troppo simili.

TROPPI INDIZI FANNO UNA PROVA Alcuni test effettuati in maniera dettagliata su due veicoli diversi avrebbero rilevato quella che è apparsa come una “distorsione intenzionale” per dichiarare valori già idonei alle nuove omologazioni. In totale la Commissione avrebbe dichiarato di aver trovato 114 serie di dati che indicano che le case automobilistiche configuravano i loro veicoli di prova per gonfiare i numeri misurati nel WLTP(consumi reali? Forse non lo sapremo mai). Ad esempio su alcune auto la batteria sarebbe stata completamente scaricata, portando il motore a consumare più carburante per ricaricarla all'inizio dei test, o ancora in altri casi sarebbe stata disabilitata la funzione stop-start. Secondo le indagini “i valori di emissione WLTP dichiarati dalle case automobilistiche erano del 4,5% più alti di quelli riscontrati nei test WLTP indipendenti. Al contrario il valore dichiarato secondo i vecchi standard è sistematicamente di circa il 4% inferiore a quello misurato” Le nuove omologazioni, a partire da quelle introdotte nel settembre 2017 che puoi vedere qui, hanno messo in difficoltà diversi Costruttori costretti a produrre motori molto più costosi per rientrare nei limiti previsti; alcuni hanno scelto di percorrere la strada dell'elettrificazione, o comunque di non creare più modelli diesel, altri invece sembra si stiano attrezzando con nuovi trucchi. Ora la Commissione Europea intende contrastarli.

MISURE PREVENTIVE Nessun Costruttore si è ancora espresso, così come la VDA, associazione tedesca per l'industria automobilistica, quest'ultima avrebbe però affermato che un trucco del genere sarebbe controproducente perché: “Alcuni clienti comprano solo auto con bassi valori di CO2”. In attesa di nuovi risvolti, la Commissione Europea avrebbe mandato una lettera agli Stati Membri indicando tre diverse misure per contrastare il problema. In primis la base per gli obiettivi futuri saranno i valori misurati e non quelli dichiarati dai Costruttori, per “eliminare qualsiasi eccesso di dichiarazione” – come si ottengono i consumi delle auto? Scoprilo qui. Inoltre le nuove misurazioni delle emissioni dovranno essere raccolte in maniera sistematica per migliorarne la trasparenza, ed infine sarà proprio Bruxelles a controllare la corretta applicazione delle norme, e se necessario verranno prese in considerazione modifiche ai criteri dei test WLTP. Siamo in procinto di un nuovo scandalo nel mondo dell'auto? Per adesso non ne abbiamo la certezza, rimaniamo alla finestra per capire cosa emergerà dalle indagini futuri, ma siamo anche pronti a non stupirci più di niente.

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