Compagnie RCA aggressive: multa da 3,3 milioni di euro a UnipolSai, Hdi e Uniqa

Compagnie RCA aggressive: multa da 3,3 milioni di euro a UnipolSai, Hdi e Uniqa Pratiche commerciali scorrette e aggressive: l'Antitrust bastona UnipolSai

Pratiche commerciali scorrette e aggressive: l'Antitrust bastona UnipolSai, Hdi e Uniqa per più di 3 milioni. Sotto accusa i decreti ingiuntivi

30 Maggio 2016 - 08:05

Le cifre delle sanzioni non sono trascurabili, anche se le società sono importanti: un milione e 800 mila euro a UnipolSai, 850 mila euro a Hdi Assicurazioni e 660 mila euro a Uniqa Assicurazioni. Il motivo è simile per le 3 compagnie: l'invio di decreti ingiuntivi e atti di citazione in giudizio fatti in modo da scoraggiare il cliente nell'andare in causa.

DEVI VENIRE DA ME Non sappiamo se definirla intimidazione o meno: quel che è certo è che le compagnie sanzionate, per dirla con le parole dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l'Antitrust europea ha multato il cartello dei ricambi), “mettevano in atto pratiche volte a determinare nel consumatore medio, indipendentemente dall'esercizio di un legittimo diritto di recupero del credito in sede giudiziale, un indebito condizionamento che ingenerava la a convinzione che fosse preferibile pagare l'importo richiesto piuttosto che esporsi a un contenzioso giudiziario presso un foro diverso da quello della propria residenza, per evitare una comparizione in giudizio più onerosa e difficoltosa”. In pratica le compagnie colpite dalla sanzione inviavano decreti ingiuntivi e atti di citazione in giudizio senza rispettare il Foro territorialmente competente, cioè quello nel quale risiede il cliente. Leggendo, per esempio, la Delibera PS 10222 relativa a HDI si viene a conoscenza che l'Antitrust ha compiuto un'Attività preistruttoria che è servita ad acquisire elementi utili nello svolgimento dei compiti ad essa attribuiti dal Codice del Consumo (Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206). Durante questa fase sono state chieste ad HDI informazioni riguardo le procedure seguite nel corso dell'attività di recupero crediti e le caratteristiche dei relativi atti di citazione inviati ai consumatori; il tutto nel periodo compreso fra la fine del 2011 e il giugno 2015.

TUTTI I RICORSI PORTANO A ROMA? Dai documenti è emerso, in particolare, che nel periodo considerato (non si può quindi escludere che questo modus operandi fosse iniziato precedentemente) la società ha inoltrato sistematicamente – attraverso legali di fiducia, che agiscono con procura rilasciata dalla Società – ricorsi per decreto ingiuntivo presso il Giudice di Pace di Roma, indipendentemente dalla residenza del consumatore. L'Autorithy ha riscontrato che dei 937 decreti ingiuntivi spediti ai consumatori, dal 14 novembre 2011 al 29 ottobre 2015, in 868 casi essi si riferivano ad un Foro diverso da quella di residenza del consumatore. In questi casi il decreto veniva emesso da un Giudice non territorialmente competente; il recupero dei crediti è poi valutabile come “pratica commerciale post – vendita” ed è quindi soggetto alla Direttiva n. 2005/29/CE, concretizzata in Italia dagli artt. 18 – 27 del Codice del Consumo e prescrive che il Foro competente sia quello di residenza del Cliente. L'indicazione di un Foro diverso, magari molto lontano, assume così i connotati di “una pratica idonea a esercitare, nei confronti dei consumatori interessati, un notevole grado di pressione psicologica suscettibile, nella sostanza, di determinare un significativo condizionamento delle scelte e dei comportamenti del consumatore”. Queste considerazioni hanno indotto l'Antitrust a sanzionare HDI per 850 mila euro, considerando poco fondata l'obiezione che il Giudice di Pace avesse preventivamente e positivamente vagliato il ricorso.

GUAI ANCHE PER UNIQA Considerazioni simili sono alla base della sanzione irrogata alla compagnia UnipolSai, anche se questa volta ad accentrare gli atti di citazione era il Giudice di Pace di Milano. Dato che questi atti, anche se preparati materialmente da studi esterni, configurano UnipolSai come unica parte attrice, l'Antitrust ha irrogato la sanzione (le sanzioni dell'Antitrust hanno causato uno scontro con l'Ania) di un milione e 800 mila euro anche se le indicazioni del Foro non pertinente non erano molte e si trovavano soltanto nelle citazioni emesse da uno solo dei 4 studi incaricati dalla Compagnia. Le stesse pratiche commerciali scorrette (anche Dacia è stata accusata si pratiche scorrette) sono state addebitate ad Uniqa, anch'essa ritenuta colpevole, nel quinquennio 2011/2015, di aver sistematicamente inoltrato, attraverso propri legali di fiducia, atti di citazione in giudizio presso il Giudice di Pace di Milano indipendentemente dalla residenza del consumatore. Anche in questo caso si è ravvisato l'intento di “intimidire” il consumatore e la sanzione, inizialmente fissata in 880 mila euro, è sta poi ridotta a 660 mila per la buona volontà dimostrata dalla compagnia che anche rinunciato ad alcuni dei procedimenti in corso.

Commenta con la tua opinione

X