Un minorenne può guidare l'auto per stato di necessità

Un minorenne può guidare l’auto per stato di necessità?

Domanda interessante: un minorenne può guidare l'auto per stato di necessità, ad esempio per salvare una vita? Bisogna considerare numerosi aspetti

26 novembre 2020 - 16:00

Domanda che potrebbe sembrare assurda ma forse non lo è: un minorenne può guidare l’auto per stato di necessità? Immaginiamo ad esempio il caso di un ragazzo di 16 o 17 anni, già capace di guidare essendosi esercitato in privato con i suoi genitori (a norma di legge non si potrebbe fare ma si sa che in tanti lo fanno), costretto a mettersi al volante di un’autovettura per gestire una situazione di assoluta emergenza, come trasportare al pronto soccorso un familiare in fin di vita o fuggire da una condizione di pericolo. Nel caso in cui venisse fermato dalle forze dell’ordine potrebbe giustificare la sua chiara violazione adducendo lo ‘stato di necessità’?

CHE COS’È LO STATO DI NECESSITÀ

Prima di provare a rispondere alla domanda dobbiamo riepilogare le norme che regolano le situazioni d’emergenza e la guida dei minorenni. Lo ‘stato di necessità’ è previsto dall’articolo 54 del Codice penale, secondo cui “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”.

GUIDARE L’AUTO SENZA LA SPECIFICA PATENTE

Di contro c’è il Codice della Strada e in particolare l’articolo 116 comma 15 che non ammette repliche: “chiunque conduce veicoli senza aver conseguito la corrispondente patente di guida è punito con l’ammenda da 2.257 a 9.032 euro” (e fermo amministrativo del veicolo per tre mesi). Attenzione: guidare un veicolo con una patente prevista per veicoli di differente tipologia, p.es. guidare un’auto con la patente A1 per i motocicli 125 (conseguibile già a 16 anni), equivale a non averla affatto. Come conciliare due disposizioni in così netto contrasto?

UN MINORENNE PUO GUIDARE L’AUTO PER STATO DI NECESSITÀ?

La risposta è difficilissima e probabilmente non univoca. Saranno i giudici a valutare caso per caso e a esprimersi in merito. In ogni buon conto le ultime sentenze in materia dimostrano che affinché sia riconosciuto lo ‘stato di necessità’ devono ricorrere i seguenti elementi:

– la necessità di salvare qualcuno da un danno;

– il danno dev’essere grave e non lieve;

– tale danno deve riferirsi alla persona. Tuttavia alcuni giudici hanno riconosciuto lo stato di necessità anche per i danni riferiti agli animali, specie quelli di compagnia. Il danno non può invece riferirsi al patrimonio perché il rischio di perdere soldi non autorizza a commettere infrazioni;

– il pericolo del danno deve essere ‘attuale’, ciò significa che si deve agire con urgenza per salvare qualcuno da un danno che si sta compiendo in quel momento;

– il danno non deve essere volontariamente causato.

Il problema è che nessun giudice potrà sottovalutare la circostanza che un minore, seppur spinto da una situazione emergenziale, si sia messo al volante di un’auto senza averne i requisiti, mettendo a rischio la sicurezza sua e degli altri. Per questo sospettiamo che riconoscere lo stato di necessità a un minore che guida l’auto sia molto difficile.

LE SANZIONI PER I MINORI CHE TRASGREDISCONO IL CODICE DELLA STRADA

È bene comunque ricordare, giusto per farsi un’idea più ampia possibile sull’argomento, che nelle ipotesi in cui il Codice della Strada prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, si attuano le disposizioni generali contenute nelle Sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, in base a cui “non può essere assoggettato a sanzione amministrativa chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i 18 anni o non aveva, in base ai criteri indicati nel Codice Penale, la capacità di intendere e di volere”. Ciò però non significa che la violazione commessa dal minorenne non debba essere punita: ne risponde infatti chi era tenuto alla sua sorveglianza, ossia i genitori o il tutore.

MINORI E GUIDA ACCOMPAGNATA

Per quanto riguarda infine la possibilità che hanno i minori di guidare un’auto usufruendo della cosiddetta ‘guida accompagnata’, che consente a chi ha compiuto almeno 17 anni, ed è già titolare di patente di guida A1 o B1, di esercitarsi alla guida di un’automobile purché accompagnato da un conducente titolare di patente B (o superiore) da almeno dieci anni e previo rilascio di un’apposita autorizzazione (art. 115 comma 1-bis CdS), c’entra poco o nulla con la situazione del minore che si mette al volante per uno stato di necessità. A meno che la persona da soccorrere sia proprio l’accompagnatore. A quel punto, infatti, il giovane conducente risulterebbe pienamente legittimato a condurlo in macchina all’ospedale.

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