Stalli rosa

Stalli rosa: ecco la segnaletica verticale e orizzontale definitiva

Via libera agli stalli rosa: ecco la segnaletica verticale e orizzontale che i Comuni devono utilizzare per segnalare i parcheggi riservati a donne incinte e genitori con bambini fino a 2 anni

11 ottobre 2022 - 16:15

L’anno scorso il decreto-legge n. 121, convertito poi nella legge n. 156/2021, ha regolamentato le modalità per allestire i cosiddetti stalli rosa, ossia gli spazi riservati alla sosta dei veicoli al servizio delle donne in stato di gravidanza o di genitori con un bambino di età non superiore a due anni, muniti di apposito permesso. Mancava solamente un tassello riguardante la segnaletica dei parcheggi rosa, lasciata finora alla ‘libera interpretazione’ dei vari Comuni, e la risposta è arrivata con il decreto 7 aprile 2022 del MIMS, in G.U. dal successivo 23 maggio, che ha finalmente fornito le indicazioni preliminari per realizzare la segnaletica verticale e orizzontale degli stalli rosa.

Aggiornamento dell’11 ottobre 2022 con alcuni approfondimenti sulla nuova segnaletica degli stalli rosa.

STALLI ROSA: NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Prima di descrivere come sono i segnali stradali degli stalli rosa riepiloghiamo la normativa di riferimento. L’articolo 188-bis del Codice della Strada prevede che:

– per la sosta dei veicoli al servizio delle donne in stato di gravidanza o di genitori con un bambino di età non superiore a due anni gli enti proprietari della strada possono allestire spazi per la sosta, mediante la segnaletica necessaria, per consentire e agevolare la mobilità di tali soggetti;

– per usufruire di questi spazi per la sosta le donne in stato di gravidanza, o i genitori con un bambino di età non superiore a due anni, sono autorizzati dal Comune di residenza previo rilascio del ‘permesso rosa’.

Quindi per parcheggiare negli stalli rosa non basta essere in stato di gravidanza o avere un figlio con meno di 2 anni. Per beneficiare dell’agevolazione bisogna infatti munirsi di un’apposita autorizzazione, definita ‘permesso rosa’, che va richiesta al proprio Comune secondo le modalità stabilite dal Comune stesso (qui per esempio la procedura adottata dal Comune di Venezia).

Chi usufruisce degli stalli rosa senza autorizzazione, o ne fa un uso improprio, è soggetto al pagamento di una multa da 87 a 344 euro. Mentre chi, pur avendone diritto, utilizza i parcheggi rosa senza osservare le condizioni e i limiti indicati nel permesso è soggetto al pagamento di una multa da 42 a 173 euro.

+++ Prima di proseguire nella lettura: se preferisci puoi guardare un video in cui riassumiamo brevemente ma in modo chiaro i contenuti di questa guida, descrivendo la nuova segnaletica degli stalli rosa. +++

STALLI ROSA: COME FUNZIONANO

Importante: i Comuni non sono obbligati ad adottare gli stalli rosa, l’articolo 7 comma 1 lettera d) numero 3) del CdS dispone infatti che nei centri abitati i Comuni possono (attenzione: ‘possono’, non ‘devono’), con ordinanza del sindaco, riservare limitati spazi alla sosta, a carattere permanente o temporaneo, ovvero anche solo per determinati periodi, giorni e orari, dei veicoli al servizio delle donne in stato di gravidanza o di genitori con un bambino di età non superiore a due anni, muniti di contrassegno speciale denominato permesso rosa.

L’istituzione degli stalli rosa rientra dunque nella discrezionalità dei Comuni, anche in base alla disponibilità dei parcheggi. Tuttavia le amministrazioni sono incentivate a farlo perché la legge n. 178/2020 ha previsto contributi a favore dei Comuni che allestiscono spazi di sosta per donne incinte e persone con figli sotto i 2 anni, le cui modalità di erogazione sono contenute nel già citato decreto 7 aprile 2022. Per ottenere i contributi si considerano gli stalli rosa istituiti a partire dal 1° gennaio 2021. L’ammontare del contributo varia in base ad alcuni parametri come il numero di stalli allestiti, la popolazione residente e se è prevista la gratuità del parcheggio. Ad esempio un Comune con popolazione tra 60.001 e 100.000 abitanti che ha istituito 60 stalli rosa riceve 30.000 euro (tabella completa all’art. 4 del decreto).

STALLI ROSA: SEGNALETICA VERTICALE E ORIZZONTALE

E veniamo finalmente alla segnaletica verticale e orizzontale degli stalli rosa, così come è stata definita nell’allegato 1 del decreto. L’allegato parla di ‘indicazioni preliminari’ in attesa della necessaria modifica del regolamento d’attuazione del Codice della Strada.

Per identificare gli stalli rosa si è individuato il seguente pittogramma, mutuato da quello che alcuni Comuni italiani hanno già adottato, che rappresenta le due condizioni di possibile utilizzo dello stallo rosa, ossia donna in stato di gravidanza e genitore con un bambino di età non superiore a due anni, ricavabile dall’immagine della carrozzina per bambini.

Sarà possibile utilizzare il pittogramma degli stalli rosa in due diverse modalità.

– Nella segnaletica verticale all’interno dei cartelli stradali che segnalano l’eccezione al divieto di sosta, come in questo esempio:

– Nella segnaletica orizzontale come iscrizione sulla pavimentazione, fermo restando che la striscia di delimitazione dello stallo rosa, così come quella di tutti gli altri stalli riservati a determinate categorie (p.es. i disabili), dev’essere sempre di colore giallo. Non sono pertanto ammesse strisce di colore rosa.

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