Stalli di sosta pubblici

Stalli di sosta pubblici a dipendenti comunali: il TAR dice no

Si possono riservare stalli di sosta pubblici ai dipendenti comunali? Chiamato in causa sulla questione un TAR ha risposto inequivocabilmente

2 dicembre 2020 - 16:27

Un Comune non può riservare stalli di sosta pubblici al suo personale. È quanto ha stabilito il TAR della Sardegna con la sentenza n. 635 del 19/11/2020, accogliendo il ricorso di un cittadino residente nei pressi degli uffici comunali, che aveva visto diminuire il numero di stalli liberi disponibili nella zona in quanto assegnati ai veicoli di proprietà del Comune, degli amministratori politici, dei dipendenti e del personale di servizio.

STALLI DI SOSTA PUBBLICI NON SI POSSONO RISERVARE A DIPENDENTI COMUNALI

Come riporta il Sole 24 Ore, il responsabile dell’area tecnica di un ente locale, allo scopo di individuare nuovi stalli di sosta per il personale del Comune in un tratto di strada solitamente congestionato, adiacente al Municipio, aveva deliberato tramite ordinanza di riservare ad amministratori e dipendenti alcuni spazi di parcheggio nella strada pubblica retrostante gli uffici comunali. Chiamato in causa da un residente, il tribunale amministrativo regionale ha annullato l’ordinanza sulla base delle direttive contenute nell’articolo 7 comma 1 lettera d del Codice della Strada.

IL CODICE DELLA STRADA SUGLI SPAZI DI SOSTA RISERVATI DAI COMUNI

Tale norma sottolinea che nei centri abitati i Comuni possono, con ordinanza del sindaco, riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli organi di polizia stradale, dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso, nonché di quelli adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria, munite del contrassegno speciale, ovvero a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea. Su questa materia il codice è dunque tassativo: nella lista dei possibili riservatari non compaiono né i dipendenti comunali né qualsiasi altra categoria il cui luogo di lavoro risulti adiacente agli spazi di sosta. E il motivo è facile da comprendere: per il CdS gli spazi pubblici non possono essere sottratti all’uso generale se non per motivi di pubblico interesse.

LA REGOLA DELLA PARITÀ DI TRATTAMENTO TRA GLI UTENTI DELLA STRADA

Anche il vecchio codice stradale del 1959, ricorda sempre il Sole 24 Ore, consentiva ai Comuni di prevedere una riserva di parcheggio per determinati veicoli solo per motivi di pubblico interesse, escludendo categoricamente che esigenze di privata utilità o di mera comodità di persone o impiegati, funzionari o amministratori, potessero essere il presupposto di una riserva. E in ogni caso lo spazio riservato non doveva essere esorbitante rispetto alla riconosciuta esigenza pubblica e alla natura di essa. In conclusione anche in prossimità di uffici comunali resta valida la regola della parità di trattamento tra gli utenti della strada, separando le esigenze reali dalle semplici comodità di uso.

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